E626 118 – Big Models

E626 118 – Big Models

Codice del prodotto: 85002

Recensione a Cura di GABRIELE 81

Come si dice in questi casi….finalmente l’attesa è finita! Sono in vendita da ieri le prime tre numerazioni di E626 di terza serie BigModels/MdF, per l’esattezza:
- art. 85000 E626 159, cassa liscia risanata, vomere zebrato giallo/nero, deposito Mestre
- art. 85001 E626 100, vomere nero, deposito Foggia
- art. 85002 E626 118, vomere zebrato giallo/nero, cerchioni bianchi, avancorpi di IV serie, deposito Roma Smistamento
Tutte e tre sono ambientate a fine carriera, anni ’80 pieni, con già le modifiche apportate in questo periodo quali porte delle cabine metalliche e finestrini laterali scorrevoli verticalmente con guida esterna alla cassa.
Per quanto mi riguarda ho scelto la terza numerazione, sia perchè le prime due sono andate letteralmente a ruba, sia per il deposito di appartenenza, sia perchè presenta alcuni dettagli che la differenziano dalle altre (“calzini” bianchi sulle ruote ed avancorpi ricostruiti).

CONFEZIONE

Classica scatola di cartoncino rigido imbottita abbondantemente con gommapiuma, il modello è avvolto nel solito foglietto per facilitare l’estrazione ed è presente un pezzetto di acetato preformato messo come “cappuccio” sopra la macchina, a protezione dei finissimi pantografi. E’ presente una bustina con pochi aggiuntivi, quali il secondo vomere aperto e chiuso, il secondo gancio e portagancio, il secondo gancio realistico, le trombe, due pattini dei carrelli realistici da sostituire a quelli montati di fabbrica dietro le scalette (solo per esposizione statica), due tubazioni laterali da montare alla sinistra dei panconi (che limitano la circolabilità a curve di max 48 cm, secondo il costruttore). Presente un foglio illustrativo con interessanti note sulla macchina reale, caratteristiche costruttive, istruzioni su smontaggio, digitalizzazione, applicazione aggiuntivi e note varie su manutenzione e garanzia.

COM’E’ FATTA

A prima vista l’impressione è eccellente, a differenza di altri modelli ci si rende subito conto di trovarsi davanti ad una realizzazione veramente curata in modo maniacale in ogni dettaglio, ovviamente con tutti i compromessi della produzione industriale che comunque pone dei vincoli, brillantemente superati secondo me, specie in una macchina non facile come la E626. I pantografi surclassano in modo imbarazzante tutti i 32 visti sinora di qualsiasi marca e prezzo (esclusi gli MdF in kit, ovviamente….), colpisce soprattutto la posizione piattissima a riposo, che è l’aspetto che più caratterizza le locomotive elettriche in generale; manca però la retina traforata al di sotto della base.
Tutte le tubazioni dei serbatoi sul lato sinistro sono riportate, come anche i tubi lanciasabbia, la tiranteria dei freni (sul mio modello le aste sono un pò incurvate, dovrò metterci mano per raddrizzarle), le condotte sul pancone, i cavi AT sul tetto (e persino il tubo dell’aria compressa di comando dei pantografi), naturalmente tutti i corrimani sono in filo metallico come anche le maniglie degli sportelli sugli avancorpi, riportate una ad una (!!).
Il telaio ed i carrelli hanno un’incisione dei dettagli ottima, le foglie delle balestre sono sottilissime; nella vista laterale si apprezza la trasparenza del telaio soprattutto tra i due assi centrali, grazie alla soluzione adottata per la trasmissione (che descriverò più avanti). Dietro alle ruote il carter della trasmissione è sagomato in modo da riprendere la forma dei motori di trazione al vero.
Verniciatura impeccabile e scritte nitidissime, solamente il vomere presenta qualche leggerissima sbavatura sulle strisce gialle. Sul piatto dei respingenti è perfino presente una “patacca di grasso” in nero opaco!
Piccola nota sulle condotte pneumatiche dei panconi: sul mio modello erano montate al contrario! Le levette di comando devono essere rivolte verso l’interno del pancone, basta semplicemnte sfilarle con una pinzetta e scambiarle di posizione. Le due esterne del freno moderabile richiedono invece una passatina di nero opaco sulla parte finale flessibile del tubo.
Le cabine sono completamente sgombre e l’interno è riprodotto, anche se dai piccoli finestrini si riesce a vedere ben poco.
Qualche foto appena presa dalla scatola, senza aggiuntivi montati:

MECCANICA

Avete presente la E626 Roco? Ecco….scordatevela! Il rodiggio è esattamente l’opposto, l’impostazione segue l’ormai collaudato schema con motore centrale e doppio cardano a comandare una cascata di ingranaggi sui carrelli di estremità, in questo caso è stato necessario studiare un particolare sistema per vincolare i carrelli perchè non ruotano solo su sé stessi ma si spostano lateralmente rispetto alla cassa. La soluzione riprende in pratica il sistema applicato da Rivarossi sui carrelli di estremità della E428, necessariamente adattata al caso.
I due assi centrali sono fissati su un castelletto articolato che permette loro di muoversi in tutte le direzioni, assecondando senza problemi l’andamento del binario.

ALL’INTERNO

L’apertura non presenta particolari difficoltà, l’unica cosa a cui si deve fare attenzione sono le tubazioni sulle fiancate. E’ sufficiente allargare la cassa, aiutandosi magari con le classiche schede telefoniche o equivalenti, per sganciare i 4 dentini (due per lato) che bloccano il tutto, dopodichè la si può sfilare verso l’alto, facendo molta attenzione ai fili delle luci che sono abbastanza corti.
L’impianto elettrico è costituito dal classico circuito stampato centrale ed i PCB delle luci (a led SMD) solidali agli avancorpi. E’ naturalmente presente la predisposizione per il DCC con presa NEM a 8 poli più un ulteriore pin per una funzione ausiliaria (indicata con AUX). Il decoder va posizionato nello spazio sopra al motore, è prevista anche la sede per un altoparlante sonoro da 23 mm (sulla destra nella foto, c’è uno scasso semicircolare nella zavorra). Il jumper U2 è per la commutazione della presa di corrente da binario o pantografi, se si vuole sfruttare questa seconda opzione è necessario saldare i fili sul circuito stampato (sono presenti sotto al tetto, ma scollegati).

IN AZIONE

Presa dalla scatola e piazzata sul binario di prova dimostra di avere un funzionamento ottimo sin dall’inizio, bel minimo e forza di trazione, che sicuramente migliorerà con un pò di rodaggio. Sono presenti naturalmente le luci bianche (calde) e rosse, non evidentissime ma più che sufficienti, oltretutto anche al vero non erano il massimo della luminosità. Il costruttore dichiara raggio minimo di percorrenza di 42 cm, provata su curve e controcurve di quel diametro non mostra il minimo cenno di affanno, segno che potrebbe anche andare su curve più strette (da verificare però l’interferenza con i tubi delle sabbiere, abbastanza vicini alle ruote).

CONSIDERAZIONI FINALI

Ultima nota da considerare, il prezzo: 215 euro. Non è poco, ma vista la qualità, l’attenzione e la cura con cui è stata realizzata, il fatto che il produttore è appena al suo secondo modello (ma ha dalla sua forse il migliore progettista in circolazione) direi che il rapporto qualità/prezzo in questo caso è decisamente più favorevole rispetto a tanti altri modelli usciti di recente! Spero prima o poi di poterla mettere alla prova con un bel mercione, per ora la mia 118 dovrà limitarsi a fare bella mostra di sé in vetrina (e che mostra!).

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E626 100 – articolo 85001

Dep. Foggia

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