Le Guide "Come Fare"
di TrenoInCasa
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Paesaggio Semplice

Le gallerie

15 . Preparare le gallerie – Parte Prima

Nella Puntata precedente, abbiamo visto e preparato i punti 1 e 2, adesso, gli altri punti da guardare sono: l’Impianto Elettrico ed il binario che entra nel paesaggio con una Galleria, e questa, ha bisogno di molti lavori di preparazione; dovrò essere più lungo con molte paginate …

L’impianto elettrico, è fatto da “Fili”,”Cavi” e “Congegni Vari” come: Relè, Motori di Scambi, Motori degli Accessori, Centraline ecc, ecc., vediamo cosa controllare.

  • I fili

Dovrebbero tutti uscire “sotto” al Piano del legno, perché qualunque modifica, o ricerca di malfunzionamento, deve essere sempre possibile, ma se non ce la fate, è consigliabile lasciare “dentro” solo dei fili “integri” o perlomeno, “saldati” e poi ben isolati.

Evitate di lasciare “dentro”, contatti fatti a mano, morsettiere, fili che possono strapparsi tirandoli. (ho visto persone, “recitare” due fogli interi del calendario, nominando tutti i santi … prima di rassegnarsi … e disfare il paesaggio per un filo rotto)

  • I congegni vari

Devono, ripeto “DEVONO”, essere tutti riportati e cablati (collegati), nel “Quadro Comandi”.

Quando questo spostamento, è impossibile, cerchiamo almeno di farli “allocare” vicino ad una buca, oppure, spostiamo la “previsione”, della buca, nel bordo che è più vicino a questi congegni.

Adesso, ahhh … le “gallerie” … i “tunnel”, sono i punti più “sensazionali” del vostro micromondo; la “magia” del treno che “sparisce” in galleria e poi “riappare” da un’altra, è sempre stata la prima cosa che ci ha … “folgorato”, sulla via del “trenino”, sin da piccoli. (ma forse … anche da “grandi”)
Un terzo delle foto di ogni plastico … sono scattate proprio in questi punti; quindi vediamo cosa fare e come fare per: il Binario, la Massicciata, l’Imboccatura, la Catenaria, i Muri Interni, i Muri Esterni e anche la “Idro-Base-Secca”. (questa parola strana, ve la spiego da ultimo …)

  • Il binario posato.

Deve essere stato rettificato e controllato tutto alla perfezione, compreso la parte elettrica. (c’è poco da spiegare, o è messo bene-bene, oppure son … “deragliamenti amari”)

  • La massicciata.

Già …. il ghiaino, il ghiaino in quel punto, ci và messo adesso, ehhh … sssì, proprio “adesso”, finché siete a “Rete Aperta”. (metterlo dopo, diventano … “sassi acidi”)
Si inizia con la posa, di pochi centimetri, nella parte che è “fuori” dell’ingresso e poi, si prosegue “dentro” per tutta la lunghezza che si potrebbe vedere, quando il paesaggio sarà “chiuso”.
Dobbiamo anche invecchiarlo, sfumarlo più scuro, man mano che si procede verso il “fondo galleria”, fino a tingerlo di color “buio-nero-scuro-opaco”. (… perché in realtà, più dentro si và, e più buio si trova) Anche ai “lati” del ghiaino (cioè, sul compensato), è bene dargli della tinta, di colore eguale alla ghiaia. (… il compensato chiaro in galleria, è una “dimenticanza” molto comune, specie nel “primo” Plastico) Una nota sul ghiaino; tenetevi, da una parte, la mescola, il colore, il codice … insomma la “memoria” del ghiaino che avete appena messo. Quando continuerete la massicciata sul binario “scoperto”, il ghiaino, deve continuare “eguale” a quello che avete messo ora. (… non veniamo fuori, con solita la storia che … ho finito il sacchetto, non lo trovo più, non mi ricordo …)

  • L’imboccatura della galleria.

Non importa se ve la siete fatta, se l’avete acquistata, se è ad un binario, oppure a doppio binario; l’importante è fissarla sul compensato, nel “Punto Gnorri” ed in maniera giusta.

  • Guardiamola di “fianco”.

Deve essere “verticale”, o come si dice “a piombo”, per farlo bene, controllate che, il compensato su cui appoggia, sia in “piano”, altrimenti se è inclinato, dovete metterci degli “spessori” o “zeppe” che la mantengano “verticale”.

  • Ri-guardiamola dall’alto.

Il portale và “ruotato” finché rimane “radialmente alla curva”. (questa parolaccia è strana, vero ? .. mi spiego meglio)
Quando il binario entra diritto, allora và messa “perpendicolare” al Binario, diciamo che … ha il solito “verso” delle traversine del binario sottostante. Quando il binario entra in curva, non si può dire “perpendicolare” alla curva, si dice “radialmente”, che vorrebbe dire “parallelo al raggio”. Comunque, non ce la meniamo troppo con i paroloni …. semplifichiamo dicendo che, anche qui, la mettiamo nel “verso” della traversina di quella curva. (alla faccia dei … gonio-tele-cacolatori-laser ..)

  • Ora guardiamola di fronte.

Un controllo importante è; l’altezza rispetto al binario, e di conseguenza, rispetto al “soffitto”, dove passerà la catenaria, queste “misure”, dipendono molto dalla “forma” dell’imboccatura, quindi facciamo anche queste altre verifiche (… dirvi che và “centrata”, rispetto al binario, mi sembrava inutile … o non ci pensavate).

E … non finisce qui, ma … anche questo è troppo lungo, intanto voi, evitate troppi sfioramenti al “pelo”, sennò vi create: “ansia” da “crash-test”, rischi di “scaletti-cidio” e ancor peggio … locomotori … “spettinati”.

16 . Preparare le gallerie – Parte Seconda

Nella Puntata precedente, abbiamo parlato della galleria e del rischio di locomotori “spettinati”. L’immagine fa venire i “brividi” al solo pensiero, per evitare questi “sudori freddi”, andiamo avanti con l’imboccatura del vostro micromondo.

  • Passiamo alla prova “dinamica”.

Alla base dell’imboccatura, la sagoma, si “restringe”, e noi, dobbiamo vedere se; c’è spazio per passarci e con quali “rotabili”, specialmente nelle curve strette; quindi, prendiamo dei vagoni “lunghi”, li mettiamo sul binario, li mandiamo in su ed in giù, a mano, e … len-ta-men-te.
Controlliamo, che passino con la “base” e col “tetto”, questo controllo sull’imbocco, và fatto sul lato esterno della curva, (quando il vagone “spigola” in fuori).
Controlliamo anche sul lato interno della curva, (dove i vagoni “spanciano” in dentro), proprio laddove, potrebbero toccare col “centro-cassa”. (… le batterie sotto-cassa, sono famose, per “inciampare” proprio lì) I più esperti, sanno già che, il vagone, a volte “dondola” nella parte “alta”, quindi, anche noi, li proviamo “esagerando” apposta anche “questo” dondolamento. Una nota: fate pure la prova di “entrata”, ma fatela anche di “uscita”, perché a volte, il binario “dentro”, può essere di curvatura differente, e questo, vi può cambiare l’ingombro di “sagoma”.

  • Regolazione in Altezza per la Catenaria.

L’imboccatura, possiamo alzarla o abbassarla di poco, e solo se questo, “favorisce” il passaggio, una volta che, abbiamo trovato il punto di “sicurezza” alla base ed ai lati; controlliamo anche l’altezza del “soffitto”, per la questione “catenaria”. Con una loco elettrica, a pantografo “alzato”, (non tutto, ma solo alzato come se, ci fosse già la catenaria), proviamo se ci passa agevolmente. (provate tutti e DUE, i pantografi)

Nota : per tenere il pantografo “fermo” all’altezza di “catenaria”, lo si può tener “legato” con un filo da cucire, oppure “aprite” una “Maglietta Fermacarte” e piegatela come una “C”, in modo che agganci il pantografo. (operazione delicata …. occhio a trombe e fischi …)
Trovato il punto in cui, anche il pantografo, ci passa bene, allora abbiamo la posizione “esatta”; la fissiamo, ci mettiamo un paio di rinforzi di sicurezza, sul “dietro”, e …. tiriamo un sospirone di sollievo. (Ohhh … siiiii …. ci siamo … cribbio … sono due ore, che sto col pennello della vinavil in mano …)

Ultima raccomandazione, (.. ancoraaaa ? …) se qualcuna, anche soltanto UNA, di queste “verifiche-condizioni” non è giusta, non è sicura o non và bene …. FERMATEVI !! … BLOCCATE TUTTO !!
In questi casi, dobbiamo cambiare l’imboccatura della galleria o, ridisegnarne e modificarne, il profilo di ingresso, … non ci sono “forse” o “ma però” … và CAM-BIA-TA !!. (niente compromessi da … brivido)
Adesso, andiamo con la catenaria; non vi parlerò di TUTTA la catenaria, perché dopo la galleria può essere: o, messa dappertutto (tipo funzionante), oppure solo uno “scivolo” dopo l’imbocco (non funzionante); quindi, vi parlerò solo della parte che riguarda l’imbocco.

  • La Catenaria sull’Imbocco Singolo.

In generale, per la catenaria, il pensiero, và trattato come il ghiaino; dobbiamo prepararne un pezzo “fuori” con almeno UN palo fissato, poi “entrare” nell’imbocco e fissarla fino a dove abbiamo deciso noi.
Nella realtà, quando l’imbocco è “singolo” o il “soffitto” è basso, tipo “gallerie dell’epoca del Vapore”, la catenaria si divide in “altezza”; un capo-corda, il “filo superiore”, viene ancorato e fissato ad una mensola, murata sul frontale dell’imbocco. L’altro capo-corda o “filo inferiore”, entra in galleria, che poi viene sostenuto da altri tipi di “mensole” o “bracci”. (.. sono gli imbocchi più caratteristici delle vecchie Ferrovie .. o dei diorami)
In questo caso, per noi modellisti, la parte interna è “libera” dai vincoli estetici, e la possiamo gestire con materiale differente, più robusto, a seconda delle nostre capacità costruttive.

  • La Catenaria sull’Imbocco Doppio.

Quando invece, l’imbocco, è “doppio”, oppure il “soffitto” lo consente, nella realtà, la catenaria entra “intera” nella galleria, e qui il discorso modellistico cambia, anche in base ad altre considerazioni.
Negli ingressi “doppi”, dobbiamo controllare se da “fuori”, (anche accucciandosi), si riesce a “vederne” il soffitto, in genere, nella maggioranza dei casi, NON lo si vede, e quindi, siamo “liberi” di fissarla nella maniera che ci pare e piace.

Nel caso però, che si “vedesse” anche il “soffitto”; dobbiamo realizzare, catenaria, mensole, bracci “assieme” alle “pareti interne”, per tutto quel pezzo in cui, lo si può vedere dall’esterno. (… questa operazione … affrontatela “dopo” che avrete letto, anche la parte “Muri Interni” delle gallerie).

Adesso facciamo un riposino, ma … non finisce mica qui, pensavate davvero che, mettere una galleria qua, ed una là, fosse una cosa da fare a tavolino col catalogo in mano ???
Il bello …. deve ancora venire … perché vi parlerò anche di altre gallerie da mettere nel vostro micromondo … quelle tipo “Liguria”, sisssì, proprio quelle …. (.. e mettete via quel pennello, che tanto la vinavil, vi si è seccata in mano …)

17 . Preparare le gallerie – Parte Terza

Continuiamo con le Gallerie; … dicevo che, c’è un caso “particolare” in cui, anche se è, “singola” o “bassa”, la galleria dentro, si vede “tutta”, ed è quando, è “corta”, “diritta” e … “passante”, cioè “sbuca” dall’altra parte del Plastico.
Sono Gallerie, dove si vede il treno … arrivare di là, e uscire di qua, dove si notano …. i fari accesi … il riflesso dei binari … l’illuminazione dei vagoni e …. altre “cosine” interne che “attizzano” la fantasia.
Per queste gallerie, il lavoro si complica e cambia, perché si deve pre-costruire tutta la galleria “fuori dal Plastico”; i “Muri Interni”, la catenaria già installata, gli imbocchi pronti, il tutto già invecchiato e costruito come un “blocco unico”, da applicare a lavoro finito. (… questi, sono i casi disperati in cui, il lavoro “extra”, ve lo siete proprio … cercato voi…)

  • Muri Interni alle Gallerie “Passanti”.

Per le gallerie con lunghezza inferiore ad una “campata” di catenaria, (un filo intero), non abbiamo, “grandi” problemi, basta un cartoncino ripiegato, che arrivi alle “due” imboccature. (… in fin dei conti, ci si arriva bene, con le mani anche dopo …) I problemi arrivano quando la vogliamo fare “lunga”, quando vogliamo “esagerare” lo spettacolo del nostro micromondo, quindi, vediamo qualche soluzione, adattabile ad uno o due binari.
Di solito, ci procuriamo dei pannelli di “stifferite” o “polistirolo” poco espanso (a pallini stretti), ritagliamo delle “imboccature” di forma eguale a quelle modellistiche, ne otteniamo così dei pezzi quadrati, delle “sagome”, con un buco fatto come la lettera greca “Omega” (… come il simbolo di quegli orologi).

La quantità che ci serve, di questi “quadrati-sagoma-omega”, sono di uno ogni 5 cm. di galleria, poi … li mettiamo a “testa” in giù, ed iniziamo a incollarci all’interno, uno alla volta, i “muri interni” di cartoncino … (sono consigliabili, a mattoni o pietre, di colore scuro) Poi facciamo in modo che, le giunture del “muro-cartone”, combacino su una “sagoma-omega”, si inizia dal centro galleria e si prosegue verso le”imboccature” esterne, uno alla volta … ammesso che stiano fermi … (… qui, arrivano le prime parolacce ..)
Poi, dopo ogni incollata, controlliamo che; sia “a filo” con il “muro” precedente, poi guardiamo che non sia “storta”, poi che non sia “avvolta”, poi che tocchi bene alla base, poi che nessuno tocchi il lavoro finché non è asciugata e poi … e poi … E poi ci scappa l’esclamazione, … ma cosa mi sono messo in mente … macchiccavolo, me l’ha fatto fare … in fondo in fondo, a me bastava un “tubo” di cartone, con il dentro fatto a muro …. ESATTO !! Bravi !! …. Avete indovinato, basta farsi un semplice, “tubo” di cartone, di misura da uno o due binari. (per le “multiple” se ne parlerà più avanti … daiii ..)

  • Come costruire un “Tubo-Tunnel”

Prepariamo un Piano o Pavimento sgomberato, un foglio di carta velina o alcuni fogli di giornale, (più larghi, almeno il doppio), due cartoncini tipo “bristol”, tagliati di misura superiore allo sviluppo della galleria, colla vinavil diluita tipo “latte” (quanto basta).
Uno “spruzzino” con acqua, un “tubo” di plastica o cartone, di diametro “Inferiore” alla galleria che dobbiamo fare, e da ultimo, del materiale idro-isolante …. foglio di plastica, domopack o sacchetto nero per spazzatura. (purché NON sia incollabile col vinavil ..)
Le azioni da eseguire in questa sequenza sono. Mettere sul piano la “prima” carta “larga”, (in modo da NON imbrattare il piano), segnare e tagliare sul bristol, lo “sviluppo” delle “pareti” della galleria, (larghezza e lunghezza , più abbondanti del 20%).
Inumidire con lo spruzzino il “primo” bristol, passare la colla e ripetere l’operazione eguale per il “secondo” bristol, inumidire i cartoncini di “muro”. Incollare anche i “muri”, curate le “giunzioni”, mettere, sopra al tutto il materiale idro-isolante, appoggiateci il tubo sopra … e arrotolateci questo “coso-multistrato”. (proprio come se fosse della “sfoglia” su un “matterello”) Questo “coso-multistrato”, sarà morbido come un “grosso feltro”, non preoccupatevi se “sormonta”, l’importante è che, con la “prima” carta, ci possiate fare più di un “giro”, così lo “rinvolgete” ben aderente al tubo in attesa che si “secchi”.
Potete aggiungere anche, altri fogli di “prima” carta, “rollatelo” più di una volta, e poi dello scotch, per tenerlo fermo, lasciatelo asciugare almeno un giorno, perché la colla e l’umidità possano agire con calma.
Avvertenza – Queste gallerie, hanno un effetto collaterale “dirompente” sul “progetto” del vostro micromondo, esse, creano situazioni talmente “spettacolari” … che, ho visto modellisti, ri-fare pezzi di plastico per poter “inserire” un “effetto speciale” come questo … .
Intanto che aspettiamo l’asciugatura, del nostro “mega-involtone”, finiamo qui anche questa pagina, non facciamo commenti “facili” del tipo … Rollare … Tubo … non è … una “megacanna” .. è solo paesaggio semplice

18. Preparare le gallerie – Parte Quarta

Continuiamo con le Gallerie Passanti, … dicevo che, in realtà, nelle gallerie, ci sono anche i “passi-pedonali”, che “entrano” ai lati dell’imbocco, proseguono “dentro” e alla fine “escono” dall’altra parte, sempre costeggiando i muri interni.
Sulle uscite, si “allargano” e costeggiano gli eventuali “Muri Esterni” o proseguono sui Ponti, sono degli “angolini” modellistici, che “chiccano” il vostro micromondo. Un tempo, essi, erano “affiancati” o “coprivano” anche, i “cavi” che comandavano i vecchi passaggi a livello, (quelli a comando meccanico), mentre oggi servono per: lavoro, ispezione, cablaggi, emergenze ecc. ecc.

  • I passi pedonali interni delle Gallerie

Nel frattempo che il nostro “mega-tubo” asciuga, torniamo al “punto-gnorri” degli imbocchi, segniamoci con la matita, “dove” la base dell’imbocco, tocca il compensato. Questo “segno” vicino al binario, ci darà la “misura” esatta, del “passo-pedonale” che verrà messo, fra “muro-interno” e la fine del ghiaino. Adesso prendiamo un listello di legno; più lungo della galleria, la larghezza, deve essere di “circa” un “passo-pedonale”, e l’altezza di “circa” la traversina o al massimo, del binario.
Questo “passo-listello”, lo incolliamo partendo dal segno dell’imbocco, e continuiamo in maniera “parallela” al binario, per tutto l’interno di galleria, da “ambo” i lati, fino ad uscire fuori.
Questi “listelli”, vi serviranno, sia per “contenere” il ghiaino, ma hanno anche un’altra funzione, serviranno come “punto-appoggio”, come “copri-giunta”, per la base dei “muri interni”.
In questi casi, una volta incollato il ghiaino, dobbiamo invecchiare anche i “passi-pedonali” con adeguata colorazione …

  • Prepariamo il “tubo-muro” per la Galleria

Andiamo ad aprire a “sorpresa”, il nostro “tubo-muro” che ormai è asciutto, togliamo lo scotch, togliamo la “prima” carta, (che era rimasta “esterna”), strappiamo pure senza timori finché non troviamo il materiale plastico “isolante”. Se abbiamo fatto tutto a “regola”, tirando il materiale isolante, si dovrebbe “sfilare” o “srotolare” il “tubo-muro”, dal “tubo-sagoma”, se non succede, dovete “staccare” con cura, tutta la plastica, dall’interno del “muro”.
Solitamente, rimane appiccicato sulle “giunzioni” del cartoncino a “muro”, ma non preoccupatevi se per caso, si strappa un “pelino” di cartoncino, tanto lo possiamo “ritoccare” e poi, comunque sia, lo dobbiamo anche “invecchiare” con un color “opaco”.
Adesso che abbiamo questo “tubo muro” tutto in “un pezzo”, “pareggiamo” soltanto uno dei “lati lunghi”, lasciando quell’altro “lato lungo”, ancora “grezzo”. (… vi siete … aggrovigliati con le forbici nel tubo ? … non sapete come farlo … stare fermo ? … ok , ve lo spiego)

Alzatevi e prendete con le mani il piano del plastico, come se voi, voleste sollevarlo … FERMI LI, guardatevi la mano, il pollice è sopra e le dita sotto … cribbio … la mano sembra un … tubo. (… non fate quella faccia … è normale …) Adesso prendiamo il tubo “ribelle” e lo “infiliamo” sul bordo del piano, con un “lato” sopra, ed il “resto” sotto, come se volesse “abbracciarlo” e mettiamolo il più parallelo possibile al piano.
Qualche pezzo di “scotch” o puntina da disegno, un bel righello “diritto”, un trincetto affilato e … zicchete e zacchete !! … avrete tagliato e pareggiato un lato del tubo. (…inutile ripetere di scansare i … “polpastrelli” ..)
Mettiamo via il trincetto, spostiamo il righello, stacchiamo l’avanzo dal tavolo, rigiriamolo e … toh ! .. ma tu guarda, che bel murettino da pochi centimetri, che mi ritrovo per le mani … quasi quasi … (.. lo so, lo so … è sempre così … e non divaghiamo daiii …)
Riprendiamo in mano il “tubo” da terra, re-infiliamolo dall’altra parte, ed alla base di questo “lato grezzo”, disegniamoci a distanza di 5 mm. alcune “righe” parallele, che poi ci serviranno come “guida”. (… mi raccomando, misuratele, che siano “perfette”, specie, rispetto al “lato tagliato” dell’altra parte ..)

  • Prepariamo l’ “anello guida” per la Galleria

Adesso veniamo alla “testa” del “tubo”, vi avevo fatto lasciare 5/6 cm. di più, giusto ? Ok, tagliamone una “sezione” da 2 o 3 cm. … fatto ?. Ok, adesso ci siamo anche creato un “anello guida”, per fare tutte le prove e le misure. (… senza dover smanettare col tubone intero ..)
Ritorniamo sul “Punto-Gnorri” e posizioniamo l’imbocco, poi ci mettiamo “l’anello†dietro, abbassiamo la testa e … guardiamo dentro ….. (cribbio che schifo … non ne combacia, nemmeno una di curve … è più alto … è tutto storto … calma … calma…)
Considerato che, l’anello guida, è di pochi centimetri, lo possiamo “addirizzare” o “curvare” come vogliamo, fino a farlo diventare da “forma tubo” a “forma imbocco”. Prendiamo in mano, “l’anello guida” e l’imbocco; mettiamo alla “pari” dell’imbocco, la parte “base tagliata” dell’anello, adattiamone la “forma”, piano piano. Alla fine, troviamo dove e di quanto, tagliare l’altro lato “base grezza” (quella dove ci sono i “righi” paralleli), quando controlliamo i “righi” rimasti, abbiamo trovato il riferimento preciso, anche per tagliare il “tubone” intero.
Adesso facciamo un riposino, guardate con soddisfazione il lavoro fatto nel vostro micromondo … e … se qualcuno vi chiederà: … ma come hai fatto ? … voi risponderete che … il “Signore degli Anelli” , è … anzi, era ….un “dilettante” al vostro confronto …

19 . Preparare le gallerie – Parte Quinta

Vediamo di finire queste Gallerie Passanti, anche perché, col metodo del “tubone multistrato”, possiamo fare anche quelle “doppie”, quelle “stradali”, dei muri “concavi”,

ecc. ecc. .. insomma, possiamo costruirci molte “opere” particolari da inserire nel nostro micromondo.

  • Taglio del lato “grezzo” del tubone

Eravamo rimasti ai “segni” sull’anello guida, che ci fornivano la misura di “circonferenza”, per tagliare il “tubone” anche sull’altro lato, quello “grezzo”. Tagliamolo col solito metodo del “abbraccio tavolo”, poi, mettiamolo sul plastico, con la parte “bassa”, a contatto del “passo pedonale”, e lo allarghiamo fino ad “agganciare” l’altro “passo”.
Abbiamo già un bell’effetto galleria, ma la forma del “tubone”, è ancora a “tubo” e non, a “forma” di “imbocco”, quindi dobbiamo “lavorarlo” per dargli la forma giusta.
Per “stringerlo”, non ci sono grandi problemi, lo teniamo in mano e lo “strizziamo” dolcemente più volte, in vari punti, fino ad ottenere il risultato voluto.
Per “allargarlo”, ri-utilizziamo il metodo “abbraccio tavolo”, e con una stecca, lo “pressiamo” fino ad ottenere l’ “allargamento” che ci serve. (… se è troppo “ribelle”, lo spruzziamo con acqua, così il cartoncino si “convince” che … nel vostro Plastico, chi comanda, siete voi …)
Adesso che, lo abbiamo “convinto” un pò più “chiuso”, esso si accosterà, “stringendosi” in maniera perfetta ai “passi pedonali”, eliminando anche, gli eventuali “spifferi” di luce, del taglio orizzontale “imperfetto”.

  • Taglio e misura della lunghezza

Il taglio in “testa” del tubo, possiamo farlo con delle forbici, basta essere perpendicolari; mentre per “calcolare” la “lunghezza”, dobbiamo “prima” vedere, i due metodi che si utilizzano, di attacco all’imbocco, perché cambiano lavoro e “misura” del tubo.

  • Attacco all’imbocco con metodo “Corona”

Questo è facile, basta fare dei tagli in “testa” al tubo, profondi 2 cm. e larghi 1 cm. per tutta la “corona” del tubo, poi piegare all’infuori, questi “quadratini”. (…sembreranno i denti di un ingranaggio … una corona)
Li usiamo, per fissarli direttamente all’imbocco, con la colla, uno per uno, controllate che il “muro interno” sia a “filo” di imbocco, questa operazione viene facile se, mettete l’imbocco a “faccia” in giù, ed il “tubo” appoggiato a qualcosa di “verticale”. Fissiamo “prima” i quadratini della “base” e da ultimo quelli del “soffitto”. (.. in caso di mini-errore … il soffitto non soffre perché … non si vede molto …)
Quindi, con il metodo “corona”, la lunghezza del “tubo”, deve pre-vedere, anche questi 2+2 cm. in più che servono ai “quadratini”, in cima ed in fondo.

  • Attacco all’imbocco con “Contro Sagoma”

Questo metodo, richiede alcune “sagome” di Polistirolo o compensato, fatte eguali all’imbocco, (vi ricordate di quei pezzi … con il taglio a forma di “omega”, di qualche puntata prima ?)

Questa “contro-sagoma”, viene incollata, abbracciando la “cima” ed il “fondo” del “tubo”, l’imbocco di questa “contro-sagoma”, DEVE essere, un pò più “largo”, perché deve compensare lo spessore del “muro interno”. (come se fossero imboccature, ma con la funzione di solo rinforzo)
Quando avrete incollato il “tubo” dentro queste contro-sagome, esse devono essere “spianate” e “rifilate”, in modo che il “vero imbocco”, possa esserci applicato sul davanti, e la “lunghezza” deve risultare precisa alla galleria. (questa, è una “base” utile, per imbocchi di cartoncino tipo “fino”, ed anche per imbocchi “auto-costruiti”)
Vediamo la situazione, e facciamo il punto su questi due metodi; siccome lo sapevo che, qualche centimetro … ci sarebbe “scappato”, proprio in previsione di questo, NON vi ho ancora fatto mettere, i “Muri Esterni”.
Quindi, della lunghezza al centimetro … ce ne freghiamo abbastanza, tanto possiamo “recuperare” più su o più giù, proprio con i “muri esterni” che NON abbiamo ancora messo. (.. così il lavoro è … più rilassante … e più semplice)

Andiamo avanti, con queste gallerie “pre-fabbricate”; dobbiamo invecchiarle “dentro”, prima di posarle sul Plastico, anche qui ci sono due metodi, invecchiatura data dal tempo e invecchiatura da “roccia scavata”. (… già, il dentro delle gallerie, non sono tutte rifinite a mattoni …)

  • Invecchiatura data dal Tempo

Questo genere di invecchiatura, riguarda molto la parte “vicina” all’imbocco, dove ancora si vedono i “mattoni”, con cui i costruttori, hanno “rivestito” l’interno della galleria. Partendo dall’imbocco, e andando verso il “dentro”, dobbiamo invecchiarla con colori opachi “marrone scuri”, man mano, sempre più “anneriti”, ricordiamoci che il “soffitto” è sempre “annerito” dai vari “fumi” del tempo e dalle “vaporiere”. (se poi, sono di epoca antica, anche l’imbocco esterno, è annerito in parte …)

  • Invecchiatura da Roccia Scavata

Lasciamo da parte, le gallerie che hanno anche tutto l’imbocco, “scavato” nella roccia, partiamo dal fatto reale che, dentro non sarebbe servito la rifinitura di mattoni, perché il terreno era sufficientemente solido da non crollare, i costruttori, subito dopo l’imbocco, lo lasciavano “grezzo” o al massimo lo “spruzzavano” di cemento. Per fare questo, non importa che il dentro del “tubone” sia di cartoncino a “muro”, e quindi, per “riprodurre” la roccia “smerigliata” o cemento “spruzzato”, ci basta della sabbia, del colore e della vinavil.
La densità della mescola, deve essere quasi come un dentifricio, poi, la si applica su tutto l’interno, con l’aiuto di un pennello corto e duro. (.. opacità e riflessi “ganzi”, vengono da soli, quando secca …)

Adesso vi faccio contenti …. se di queste gallerie “pre-fabbricate”, ne avete una in cui NON è prevista la catenaria … che è già invecchiata … che il ghiaino e passi pedonali, sono già stati incollati… allora … adesso … potete fissarla subito nel vostro micromondo.

(… come dite ? … avete finito la vinavil ? …. ma tutta tutta ? …. ma proprio adesso ?? … mavaaa, vaaa …)

20 . Preparare le gallerie – Parte Sesta

Questa lunga chiacchierata sulle gallerie “Diritte e Passanti”, l’ho utilizzata per raccontare tutto ciò che può servire all’interno “anche” per le gallerie “Curve e Ammezzate”, vediamo di spiegare subito, le differenze più importanti, fra i due tipi.
Le prime, le diritte, sono “intere” e sono “chiuse”, nel senso che, una volta sistemate nel vostro micromondo, non ci possiamo più lavorare dentro, quindi “tutto” il lavoro, và preparato prima.
Le seconde, quelle curve, sono “ammezzate”, sono “aperte” sul dietro e su un lato, quindi possiamo ri-modificarle, ri-lavorarle, anche dopo che abbiamo fissato l’imbocco.
Adesso, ritorniamo un attimo, alla nostra galleria “pre-costruita”, già pronta e invecchiata, ci manca solo, di metterci l’eventuale catenaria interna; questa operazione, ha bisogno dei “quadrelli omega” (.. si quelli di rinforzo), tanti quanti, sono i “bracci” o “mensole”, da voi previste.

  • La misura della catenaria nelle gallerie “Intere”

Con la Galleria sul tavolo, saldare ed invecchiare la catenaria, non sarà un grosso problema, il difficile è “stabilire” bene, dove, in che punto, di che lunghezza, quale tipo. (… vogliamo complicarci la vita, con misure e codici ? … ma no davvero !)
Sia per la Catenaria pronta, che per quella Autocostruita, abbiamo una grossa scelta, quindi facciamo “decidere” queste misure … al paesaggio; appoggiamo la galleria al suo posto, e poi, con un “palo” in mano, ce lo proviamo davanti all’imbocco. Notiamo subito che, il “palo” troppo vicino all’imbocco, ci sta male, è brutto, darebbe anche “noia” alle famose foto, ma se lo mettiamo troppo distante, poi la catenaria “sbandiera” troppo, non “rende” modellisticamente.
Provate a varie “distanze”, … un aiuto, lo potete avere, se cambiate “lato” del binario, magari vi “casca” proprio sul ponte … accanto ad un casello … vicino al segnale … insomma … fate varie simulazioni “estetiche”.
Quando avrete trovato il punto “buono” del “palo”, prendete la “misura” con questo sistema: misura dal “palo” all’imbocco e misura di quanto la “catenaria” entra nell’imbocco: a seconda della lunghezza di catenaria scelta, la “mensola” interna, può essere vicina o distante dall’imbocco.
Ripetete questa prova, anche sull’altro imbocco di galleria, così avrete, già pronte e ben precise, le due misure delle prime mensole “interne”, quelle più vicine all’imbocco. (… e non è detto che le distanze “debbano” essere simili … anzi … dal vero NON lo sono)
Se facciamo riferimento alla realtà, questa “mensola” non si nota quasi mai, perché è annerita, perché c’è troppo buio, perché é molto “fina” e ci aggiungo anche, perché … “tutti” noi, guardiamo i “treni” invece della catenaria. (… questa semplice “svista comune”, la possiamo sfruttare a nostro favore, tingendo qualche nostro “errore”, di nero opaco …)

  • Fissiamo la catenaria dentro alle gallerie “Intere”

Adesso ri-prendiamo la galleria, mettiamola sul tavolo a testa in giù, e misure alla mano, appoggiamo le “catenarie” previste, in modo da segnarci “dove”, andranno fissate le “mensole” di attacco.
In quel punto, dobbiamo incollarci, sull’esterno, la nostra “sagoma-omega”, poi la trapaniamo, la “attraversiamo” tutta (… omega e tubo), in maniera “orizzontale” all’altezza che ci serve per la catenaria. (.. possiamo fare anche due buchi, per le barre, una sopra l’altra ..)
Infiliamo dentro a questi fori, delle barre di materiale “saldabile”, attraversiamo la galleria e le “blocchiamo” sull’esterno, controlliamo bene la loro “altezza”; l’attacco del filo “basso”, (all’altezza giusta per il pantografo), e del filo “alto”, ad altezza di “interfilo” adatta alla “catenaria pre-scelta”.
Nel caso di semplici “mensole” per “un solo” filo, possiamo fare delle “U” quadrate, le cui punte, “spunteranno” dal di sopra del tubo, e che poi, pieghiamo e fissiamo, alla giusta altezza. (… queste mensole possono essere anche “sfalsate” orizzontalmente, così otteniamo anche la “poligonazione” in galleria.)
Ultima nota importante: quando fisserete “questo” genere di gallerie, fissate anche “quei famosi” due pali e saldateci subito, ma subito, le teste di catenaria. (… non lasciate mai, le catenarie a “sbrindelloni”, esse, sono capaci di agganciarsi … a tutti gli oggetti che le sfiorano …)

Ci sarebbero anche altri tipi di galleria “passante” … che sono quelle “multi-binario”, ma comportano tutta una costruzione di “interno” differente, e se ne parlerà, più avanti. (… se non siete mai stati in Liguria, non potete capire il “fascino” di queste realizzazioni nel vostro micromondo)
Adesso fermiamoci qui, e visto che anche “queste” gallerie, sono già pronte, possiamo fissarle. (…. ohhh … era oraaa … come dite ? … non avete ancora ri-comperato la vinavil ? …. avete perso tutto il tempo a leggere Fiskiotto ? …. mavaaa, vaaa …)

21 . Preparare le gallerie – Parte Settima

Continuiamo a preparare le Gallerie del nostro micromondo, questa volta parliamo di quelle solite, classiche, normali, quelle “Curve e Ammezzate”, poco importa che esse siano ad uno, o a due binari, la tecnica ed il lavoro, cambiano di poco. Vi ricordo che, per quanto riguarda il ghiaino, il passo pedonale interno, l’invecchiamento, l’attacco all’imbocco e altre cose, rimane sempre valido, tutto quello che abbiamo già detto in quelle “Diritte e Chiuse”.
Quindi, devo solo riprendere il discorso dall’imbocco galleria, che è già messo in posizione “gnorri”, e parlare di cosa e come fare, per i “muri interni” di tipo “curvato”.

  • Le misure dei “muri interni”, nelle gallerie Curve

La prima cosa da fare è “accucciarsi” il più possibile, (… anche se il ginocchio ri-fà … click clack) e guardare bene “dentro” all’imbocco, (… ma non stiamo fermi, a bocca aperta …), muoviamoci in qua ed in là, in orizzontale.

Dobbiamo controllare tutte, le possibili “viste”, che si potranno verificare dopo la “chiusura” del paesaggio, e calcolare, quanti centimetri di “muro interno”, si potranno vedere, su tutti e tre, i “lati”. (… TRE lati ? … ma quali TRE lati ? …)
Diciamo che, io da qui NON vedo, se il vostro binario, curva a destra, o a sinistra, però sono sicuro, che è una galleria in “curva”; quindi, i “lati” dei muri “dentro”, li chiamerò, facendo riferimento a: “esterno” al binario, “interno” al binario, ed al “soffitto” sopra al binario.
Quando abbiamo valutato e osservato tutto, abbiamo anche le “lunghezze” dei muri, che ci servono per “tappare” la vista del “dentro plastico” dalla galleria; a queste misure, dategli qualche centimetro in più, per sicurezza, e vediamo come fare.
Il caso più difficile è quando, si vedono i due lati ed il “soffitto”, un metodo sarebbe quello di costruire un “tubone”, tagliarne tante “fette” da 8/10 cm, fino a raggiungere la misura più “lunga” che ci serve. (… in genere, è sempre la parete esterna alla curva del binario)
Poi incastrare e sovrapporre, le “fette” come un “telescopio”, seguendo la curva, come se fosse … la schiena di un Armadillo. (… non facciamo battute facili … per favore, l’Armadillo è un simpatico animaletto …. e non è, l’Armando disegnato da Mordillo … eddaiii …)
Ho detto “sarebbe”, ma noi vediamo di “semplificare” ancor di più il caso difficile, cosicché, per quelli più facili, non ci sarà bisogno di grandi spiegazioni, anzi, vi basterà “evitare”, tutti i lavori su quei “lati”, che tanto …. non si vedranno mai.

  • Prepariamo i muri dentro alle Gallerie Curve

Considerato che, il metodo “armadillo”, è quello che consente più versatilità e che più si adatta alla semplicità di realizzazione, invece del “tubone” intero, prepariamo dei cartoncini di “muro”, che poi piegheremo.
La piegatura sarà fatta come una mezza “omega” (.. esempio, guardando di profilo, il muro di destra, assomiglierà ad un “2″), in modo che, accostando quello di sinistra, (… cioè l’altro “2″ “rispecchiato”) si possano “chiudere” tutti i tre lati dell’imbocco, con il “sormonto” dei cartoni sul lato “soffitto”.
Le misure di questi mezzi muri, possono cambiare a seconda della scala (N-HO-O) o del fatto che l’imbocco sia ad uno o due binari, quindi il mio discorso, sarà in riferimento al vostro imbocco.

  • L’altezza in verticale, deve essere di quanto basta per iniziare da accanto alla “base”, fino ad arrivare poco oltre la metà del soffitto, più altri due cm. che verranno piegati a “L” in fuori, e che serviranno per incollarli alla “base”. (… comunque, la parte “soffitto” lasciatela sempre un pò più lunga, tanto potrete ritagliarla anche dopo che sono posati…)
  • Per la lunghezza o “profondità”, dobbiamo prima “vedere” e “provare” che una volta piegati a “2″ e messi accanto al binario, non creino “troppa” poligonazione alla base. (… troppi lati diritti accanto alla curva …)

La misura ideale sarebbe di 4 cm. per ogni “muro” ma, sarebbe un lavoro da certosino e troppo lungo, facciamo qualche prova che ci soddisfi, iniziamo subito a piegare i due cm. in fuori della “L” , poi, questa parte la tagliuzziamo ogni cm. (come col metodo corona) in maniera di avere, alla base, tante “linguette” separate.
Questi “tagli” alla base, indeboliscono la resistenza del cartone, che potremo “forzare” e “spingere” a curvarsi accanto al Passo pedonale o comunque a prendere una forma più “tondeggiante”, non dimentichiamo che possiamo anche “convincerlo” col metodo della “spruzzatina” di acqua.
Occorre ancora un’altra preparazione; visto e considerato che, poi li dovremo “sormontare” in sequenza, dobbiamo fare in modo che questa “giunzione” sia il meno evidente possibile. (… detto in parole povere, lo “spessore” del “muro”, sulla giunzione, deve essere il più “fino” possibile)
Per abbassare lo spessore di un cartone, possiamo “rullarlo” a pressione, con un bottiglina di vetro, oppure “martellarlo” leggermente, ma fitto fitto, su tutto il lato che ci interessa, non ne serve molto, ci basta l’ultimo mezzo centimetro.

Mi raccomando, ora non facciamo casin.. confusione con Interno/Esterno di questo discorso; io qui, sto ancora parlando dei muri “DIETRO” l’imbocco … quelli “DENTRO” la galleria, gli altri muri, quelli “FUORI” e “DAVANTI” alla galleria, non li ho ancora nominati.
State attenti, che poi passo e vi interrogo … a proposito … e la vinavil ? … ancora niente, eh ? mavaaa, vaaa …. (… come dite ? .. questa volta l’avete comperata ? … sul serio ? … cribbio de cribbis, allora alla prossima … incolliamo …)

22 . Preparare le gallerie – Parte Ottava

Questa volta finiamo, questo lunghissimo discorso di preparazione delle Gallerie, avrei voluto farlo più semplice, ma non potevo saltare nessuna, delle parti che servono per completare il lavoro, nel nostro micromondo.
Controlliamo tutto quello che serve per le Gallerie Curve, i semi-muri per il dentro, li abbiamo pronti e pre-lavorati, l’imbocco, è già lì che ci aspetta, la vinavil c’è (… se avete detto la verità …), rimane solo da richiamare l’attenzione sulla catenaria.

  • La catenarie nelle Gallerie Curve

Considerato che metteremo dei semi-muri, uno alla volta, la catenaria, la possiamo montare tutta prima, oppure, assieme alla posa dei semi-muri, il fatto che essi verranno sormontati in corrispondenza del “soffitto”, ci lascia ampio margine di ri-tocco o di ri-elaborazione, della catenaria stessa.

  • Incollaggio e Problemi dei muri nelle Gallerie Curve

La prima cosa da fare è preparare i primi due semi-muri, uno destro e uno sinistro, che devono accostare all’imbocco; a questi muri, sul “davanti”, dobbiamo fargli il trattamento “corona”, per poterli fissare all’imbocco. (… vi ricordate ? … è nel n°19 … 5a Parte)
Facciamo attenzione che, i tagli per la “corona” devono essere fatti dove lo spessore del cartone è ancora “normale” e lasciare verso il “fondo”, quella parte del cartone che abbiamo “affinato” apposta per la giunzione del successivo. (… la parte “affinata” deve essere sempre verso il “fondo”)
Posizioniamo il primo pezzo, (in genere, è quello all’esterno della curva del binario), nel caso che ci fosse una “mensola” di catenaria, facciamo un taglio nel cartone, in corrispondenza del “soffitto”, in maniera che “entri” ed “oltrepassi” la mensola stessa.
Posizioniamo il secondo pezzo, (quello dell’altro lato del binario), prepariamo l’attacco “corona” e controlliamo che “sormonti” sul “soffitto” del primo, lasciamolo apposta “abbondante”, sarà utile come “rinforzo”.
Se da fuori si vede il soffitto, possiamo ri-scorciare il “primo” muro, poi ri-schiacciarlo, e riprovare finché la giunzione sia il più possibile, al centro e ben “mascherabile”. (… ricordiamoci, che poi, in quel punto tingeremo il tutto di color “nero-buio-scuro”) Controlliamo tutto per bene a “secco”, ma prima di incollare, vediamo alcuni inconvenienti, alcuni problemi più comuni, che possono capitare durante queste operazioni. (… questi primi due muri, sono molto importanti perché saranno quelli che si vedranno maggiormente dal fuori)

  • I Primi muri non aderiscono bene alla “base”

Quando incolliamo i due semi-muri, “accostiamo” e “spingiamo” bene la “base”, in modo di dargli la curva e la forma migliore, se occorre fissiamoli con puntine da disegno.

  • I Primi muri non stanno fermi ..

In questo caso, per l’attacco all’imbocco, possiamo utilizzare della colla rapida, mentre per il “soffitto” che non si “unisce” bene, possiamo tenerlo con dei fermacarte, o addirittura “spillarlo”. (… mai dello scotch, perché sull’umido non aderisce …)

  • I Primi muri “svergolano” o si “deformano”

Quando noi “sforziamo” un cartoncino ad una “doppia” curvatura, è normale che lui si “ribelli”, come “convincerlo” lo abbiamo già detto, però se vogliamo “convincerlo” di più, mettiamoci anche della colla nell’acqua. (… più colla = più “convinzione”)
In questo particolare caso, la “ribellione” dei cartoncini, farà in modo che, verso il fondo, la “forma” della galleria sia “differente” da quella dell’imbocco, stiamo molto attenti a questa “svergolatura” o “deformazione”

Finché la colla è fresca, è possibile “smuovere” e “adattare” i cartoncini, ma, siccome la “base” è obbligata fissa e l’imbocco anche; il movimento e la regolazione la facciamo movendo la giunzione del soffitto, (… con le dita, muovete la giunzione come … a sfogliare dei soldi ..), e vedrete subito l’effetto.

Questa “regolazione” di forma, deve essere capita ed intesa; perché è preferibile “lasciare” che la “forma” si allarghi un poco, nella parte “alta”, piuttosto che ritrovarsi con una galleria più stretta, dove potrebbero “strusciare” i rotabili.
Questo “compromesso”, non proprio perfetto, è dato dalla “profondità” del cartoncino-muro; se il muro è molto “profondo”, sarà più difficile “curvarlo” bene, d’altra parte, se il cartoncino è “profondo” pochi centimetri, sarà più facile seguire la “curva” del binario, ma ce ne vorranno molti, e molto lavoro. (… qui lascio a voi la scelta dell’impegno …).

Se è tutto chiaro, passiamo alla seconda fila di “muri”, utilizziamo il solito sistema, ma invece che fargli l’attacco a “corona”, che non ci serve, li “sormontiamo” di poco, anche sul “lato” del “primo” muro che è già secco.
Quindi proseguiamo in questa maniera, con il metodo armadillo, fino a dove ci serve il “tappare” la vista esterna.
In questa fase, c’è da controllare che la parte “affinata” del muro che “precede”, accosti il meglio possibile al muro che “segue”, per il resto, il lavoro è solo ripetitivo. Un altra considerazione, nel caso che uno dei due “lati” della galleria non abbia più bisogno di “muro”, potete continuare anche con un solo “lato”, fissando i muri solo alla base ed al soffitto dei precedenti. (… vi troverete con mezza parete di galleria, molto utile per lavorarci “comodi”)
Adesso vediamo … vediamo … oh, cribbio … non c’è nient’altro da vedere … abbiamo finito le Gallerie … ebbene siii … le gallerie sono finite !!
Cioè … no … nella prossima, vedremo quelle “disassate” e quelle “multiple”, (… non leggete di-SASSATE, ma DIS-assate, che vuol dire che gli imbocchi sono fuori “asse”, cioè uno più in “fuori” e l’altro più in “dentro”) … voi intanto finite queste … che di lavoro ce ne è abbastanza … .

23 . Le Gallerie Disassate

Siete mai stati il Liguria ?. Ebbene, in queste zone, la ferrovia deve affrontare un territorio a dir poco “ignominevole”, i costruttori, per risolvere i molti problemi delle gallerie, hanno dovuto farle “Disassate” e anche “Multiple”, vediamo quali sono, e come riprodurle nel nostro micromondo. (… questo racconto è dedicato ai modellisti Liguri)

  • Cosa sono le Gallerie Disassate ?

Queste Gallerie sono un caso molto particolare, perché gli imbocchi, pur essendo vicini, sono messi uno più in “avanti” e l’altro, più “indietro”, dipende dallo spazio disponibile nel terreno; questa scelta, avviene quando uno dei binari “passa” troppo “sotto-monte” o troppo “lato-valle”.
Questo tipo di gallerie, possono anche essere il risultato di quando, una vecchia ferrovia, viene potenziata con un binario “in più”; in casi come questi, gli imbocchi hanno un’epoca e una forma differente. (… bruttine … vi dico che, sono proprio brutte … però sono una realtà)

  • Cosa Verificare per le Gallerie Disassate ?

Guardandole di fronte, dovete tenere presente che, l’imbocco di quella più “avanti”, avrà un muro esterno che sarà normale e messo “sotto-monte”, mentre l’altro muro laterale, che farà da “collegamento” tra le due, continuerà fino all’imbocco di quella più “indietro”, cioè rimane fra un binario e l’altro.
Questo muro di “collegamento” ha uno “spessore” suo, quindi, dovete considerare che il binario NON sarà posato parallelo, ma dovrà subire una “esse”, una “deviazione”, un “allargamento”, in maniera che si “capisca” che la ferrovia è stata progettata, tenendo conto di questa situazione. (… quindi vanno “pensate” assieme alla posa del binario)

  • Quali sono i tipi di muri “collegamento” ?

Questo muro, non è detto che debba essere “parallelo” alla ferrovia, può essere anche “diagonale”, (quando la ferrovia si “allarga” o si “distanzia” troppo) può essere anche “interrotto”, (quando il terreno lo consente) o addirittura può NON esserci perché la roccia è sufficientemente solida da permetterlo. (… e questi sì, che sono angolini “terribili” da fare)
Questo “muro-collegamento” potrebbe anche non essere “pieno” e “piatto”, anzi, in molti casi è “decorato” con dei ricorsi verticali di rinforzo, (… sono quelle colonne a cono, che rinforzano esternamente, la tenuta del muro), in altri casi è “decorato” con “archi” di rinforzo interni. (… sono a forma di imbocco e poco profondi)
Altri tipi sono, “bucati” con degli “archi” alti e stretti, attraverso i quali, si “intravede” il treno passare, in questi casi, non si può definire proprio una galleria ma una “pre-galleria”, che dovrà essere “arredata”, anche internamente.
Queste “pre-gallerie” possono essere divise fra, antiche o moderne, anzi, quelle moderne possono essere chiamate “opere para-massi”, in quanto il vero e proprio ingresso nel terreno, avviene tramite un’altro imbocco, che è posizionato dentro, in profondità.

Avete capito tutto ? No vero ? Lo so, lo so che, ho accumulato troppe condizioni, ma di queste gallerie, NON ce ne sono due eguali, quindi non potevo fare un racconto “comune” per tutte, ma voi sceglietevi quelle che volete, quelle che non vi “stimolano”, le farete nel prossimo Plastico. (… questo sì, che è … ottimismo)
Specificato questo, facciamo un pò di ordine e teniamo presente che, molte di queste particolarità di “disassamento” degli imbocchi, e di “muri-collegamento”, le troviamo anche nelle gallerie Multiple.

  • Il Muro-Collegamento del tipo “pieno”

Quando abbiamo stabilito la posizione, il tipo di imbocco, lo “spazio” disponibile fra i binari, la prima cosa da controllare è se ce lo possiamo mettere, senza che il treno ci “strusci”, sia dalla parte “interno-galleria”, che al di fuori, dalla parte “esterno-galleria”.
Controllato questo; l’interno di galleria lo realizziamo “normale”, mentre l’imbocco deve pre-vedere una attenzione particolare proprio sul lato, che serve per “congiungere” bene, a “spigolo in fuori” il “muro-collegamento”.

Dall’altra parte del muro, quella dell’ “imbocco-dopo”, non avremo di questi problemi, perché sarà un “angolo” in “dentro”, quindi basterà accostarlo. (… per come fare le giunzioni, vi rimando, alle puntate sui muri esterni)
Su questi muri, ci vediamo spesso gli “attacchi” per i lampioni, per la catenaria, delle scritte di “stazione”, delle scritte da “graffitari” e sono anche poco “curati”, nel senso che, le erbacce, cespugli e le muffe la fanno da padrone
Alla loro base, lo spazio fra il binario e questo tipo di muro, viene utilizzato per ricovero di “materiale vario”, del tipo; attrezzi, traversine, cartelli, pali di vario tipo, ed anche qualche micro-baracca, che viene costruita proprio “appiccicata” alla parete, l’assortimento, dipende dallo spazio e della vicinanza con le stazioni.

  • Il Muro-Collegamento con Archi Passanti

La posa, la tecnica ed il fissaggio, è eguale a quella dei muri “pieni”, ma dobbiamo prevedere in anticipo, che l’interno galleria, i binari, la ghiaia, i muri e la catenaria, li vedremo abbastanza bene e quindi dobbiamo realizzarlo come se fosse un binario normale e “scoperto”.
Cambia anche il tipo di “arredamento” che costeggia questo muro, oltre al “materiale vario”, ci saranno, dentro alla base degli “archi-bucati”, molte erbacce, del ghiaino in più, e piccoli “passi pedonali” che “dovrebbero” essere transennati o protetti con reti. (… ma che spesso sono rotti, abbandonati e rugginosi)

Ultima considerazione, a seconda della tecnica, e del tipo di muro che userete, vi cambieranno le misure, quindi vi consiglio di eseguire il lavoro, con questa sequenza: prima mettete l’imbocco “avanti”, poi il muro-collegamento, poi l’imbocco “dietro” e da ultimo tutti gli altri muri che servono.

24 . Le Gallerie Multiple

Continuiamo il racconto sulle Gallerie del nostro micromondo, eravamo rimasti ai muri di collegamento delle gallerie disassate, ma compatibili anche per le multiple, abbiamo visto i muri “pieni” e quelli “bucati”, mancano da finire quelli “interrotti” e quelli “senza muro”.

  • Il Muro-Collegamento tipo “interrotto”

Questo muro, che NON si congiunge con l’imbocco “dietro”, non è difficile da costruire, l’importante è dargli una forma “discendente”, perché dal vero, non serve a “reggere” tutto il terreno dietro.
Questa condizione, si verifica quando il terreno è abbastanza compatto da “stare su” da solo, oppure quando, la distanza dal binario accanto, consente al terreno di poter “scendere”, oltre il profilo della sagoma dell’imbocco. (… diciamo che … diventa una galleria “normale”)
Eguale discorso, lo possiamo fare, per le gallerie scavate nella roccia viva, esse non hanno bisogno di sostegni laterali, quindi sono senza “muro-collegamento”;

in questi ultimi due casi, il binario si “allarga” molto di più, c’è più terreno sgombero, ed ecco che, il paesaggio cambia.

  • Il Paesaggio accanto ai Muri-Collegamento

Questi “angoloni” di paesaggio sono poco frequentati, quindi, possiamo metterci erba, cespugli e piantine basse, anche “abbarbicate” sulle le rocce; mentre a terra, possiamo mettere anche degli alberi adulti, purché non siano troppo vicini all’altra ferrovia.
Questi luoghi, racchiusi fra due binari e lontani dalle Stazioni, non sono accessibili al pubblico, ma sono proprietà delle ferrovie, di conseguenza NON ci potranno essere, né baracche, né carcasse di auto e neanche viottoli o camminamenti. Una caratteristica di questi luoghi, sono gli “avanzi” degli scavi e dei lavori fatti all’epoca della loro costruzione; a terra troveremo grossi massi di varia dimensione, dei mucchi di terreno messi a caso, vegetazione varia ed incolta, e, se vogliamo esagerare, anche qualche “rottame”, di macchinario abbandonato e arrugginito.

  • Guardiamo come sono le Gallerie Multiple

Passiamo alle famose Multiple, si inizia dalle classiche a Tre binari, e poi si può arrivare fino a Sei, il binario è costeggiato da “passi pedonali” più grandi, alcuni sono veri e propri “marciapiedi” completi di ringhiere divisorie, fino ad arrivare a passi “ciclabili”. (… anche “scooter-abili” ?)
Condizioni estreme come queste, fanno “ottimizzare”, “comprimere” tutte le opere; le pensiline sono “essenziali”, l’illuminazione è spostata alle pareti, assieme ai cartelli di stazione; i segnali sono a traliccio, anche gli altri “arredi”, vengono compressi e “incassati” alle pareti.
Questo “insieme” di binari ed opere varie, sono tutte “inghiottite” da un unico, enorme, gigantesco imbocco, oppure sono “frazionate”, in vari imbocchi separati, ed alcuni, anche disassati; spesso, corrispondono a dei “tratti” di Stazioni.
Ci colpisce subito, il vedere che la “sagoma” dell’imbocco non è “tradizionale”, del tipo “omega”; le pareti laterali sono “diritte”, mentre la “volta” (.. il soffitto) è costruita ad arco, ed è di forma diversa, una dall’altra, proprio perché sono “su misura”.
Un’altra caratteristica di queste gallerie, è che possono essere corte e passanti, oppure che proseguono dentro la montagna; nel secondo caso, si tratta di “fine binari di stazione”, che dopo gli ultimi scambi, la linea si “infila” in un secondo imbocco, di forma “normale”, ma posizionato molto dentro.

  • Prepariamo le Gallerie Multiple

Dobbiamo mettere molta cura, sia nella posa del binario, sia nella costruzione e posizionamento di tutte le opere ferroviarie che resteranno dentro alle gallerie,

questo è necessario in quanto poi, il “dentro” lo si vedrà bene, anzi, la curiosità che creano queste gallerie, farà maggiormente osservare i particolari interni.
Parlando di quelle corte e passanti, prepariamo prima i muri laterali; devono essere diritti e accostare al marciapiede, l’altezza da terra, deve superare l’attacco massimo dei tralicci della catenaria, cioè, questi tralicci devono poi essere attaccati, incastrati, nelle pareti e non al soffitto.
Ora prepariamo gli imbocchi di entrata e di uscita, sulla misura dei muri appena fatti, quindi i lati verticali dell’imboccatura, devono corrispondere all’altezza dei muri laterali; l’arco, la volta superiore, (la curva del soffitto) non deve essere troppo “acuta”, anzi in genere è molto “distesa”.
Quando abbiamo stabilito questa “curvatura”, prepariamo il soffitto; lo possiamo fare con il metodo “tubone”, (… in questo caso verrebbe “arcone”) o con delle “contro-forme” che lo tengano curvato come l’imbocco; il soffitto deve essere “lungo” come i muri laterali. (… per i più “indecisi”, dico che deve essere lungo da imbocco a imbocco)
La larghezza invece, deve essere più abbondante, così sormonta e appoggia meglio sui muri, serve per aggiustare l’eventuale errore di curvatura, spostandolo più in qua o più in là; serve anche per metterci dei “fermi” laterali che non la facciano muovere. (… mai incollarla, perché in caso di “intervento”, è l’unico lato libero per le riparazioni)
Un consiglio, queste gallerie, fatele il più possibile vicino al bordo del vostro micromondo, o al limite ad una “buca” del bordo, i più previdenti hanno previsto un pezzo di paesaggio “asportabile” per accedere a questo soffitto-mobile.
Dal vero, per motivi di sicurezza e manutenzione, questi “soffitti”, sono liberi da tutte le opere, che invece sono fissate ai muri laterali, comprese le luci. (… già … le luci interne … eddai …. questo, ve lo dico alla prossima ..)
Siccome, è “luogo comune” che, quando si và in Liguria, ci sia bel tempo, sole, fiori e vegetazione rigogliosa, queste opere non facciamole “tetre”, “cupe” o come dicono i Liguri “Luveghe e Macaiose” altrimenti, quando le vedono … “me piccan mì”. (… lo sò che, anche altre regioni, hanno questo tipo di gallerie … ma quelli … non “me piccan” …)

25 . Le Gallerie Illuminate

Chiudiamo con questa puntata, tutti i racconti sulle Gallerie, eravamo rimasti alle Multiple, con in sospeso l’illuminazione interna che, è parte integrante dei muri laterali, quindi da pre-lavorare prima di chiudere il Paesaggio del vostro micromondo. (… prometto che questa è l’ultima … e con una sorpresa “antica”)

  • L’Illuminazione dentro alle Gallerie

Guardiamo la realtà, le prime “luci”, le più importanti, sono i segnali ferroviari, essi sono agganciati ai tralicci della catenaria, oppure sono a “mensola” sul muro laterale, altri ancora, sono in fondo alle gallerie, attaccati agli “imbocchi” interni, comunque sia, per motivi di spazio, non sono a “palo” sulla pensilina.
Altre luci interne sono l’illuminazione generale dei marciapiedi “urbani” o delle pensiline “ferroviarie”, queste luci, sono delle “filate” di neon, che possono essere più o meno “vicine” o “distanti” l’una dall’altra, sempre messe il più in alto possibile, nel punto in cui la “parete” tocca il “soffitto”.

Sono illuminati, anche i cartelli classici; nome della Stazione, sottopassi, indicazioni di uscita, biglietteria, ecc, ecc, ; anche questi sono aderenti alle pareti, e sono al neon di tipo retro-illuminato. (… come le insegne)
Di luci interne, ci troviamo anche quelle normali “dentro” ai sottopassaggi, dentro alle cabine di servizio, dentro ad eventuali stanze, bar, depositi, ecc, ecc, insomma, in qualunque punto ci si deve “vedere”.
Questa illuminazione, crea un effetto particolare in queste gallerie, che oggi con le microlampade ed i led luminosi, non è difficile da fare sul nostro micromondo, ma … quando esistevano solo le lampade “grosse”, come si faceva ? (… si faceva male, ve lo dico io … perché con le vibrazioni, ogni tanto, se ne “svitava” qualcuna)
Questa ultima parte delle gallerie, sarà un racconto a sorpresa, del tipo “graffiti”, cioè di come si realizzavano, con queste antiche tecniche, dei risultati soddisfacenti ed economici, e forse, saranno utili anche per altri “luoghi”, dove si richiede un’illuminazione morbida, diffusa, calda, d’epoca. (… quasi “intima”)
Per i più giovani, ci vuole una spiegazione; a quei tempi, con 12/15 volts, erano disponibili solo delle “lampadone” usate nei fanali delle biciclette che, per funzionare, dovevano essere avvitate a delle grosse “virole”.
La “virola” era un portalampade “semplificato”, (di uso comune nei “quadri elettrici”), alla base, aveva due alette bucate di fissaggio, su cui, ci saldavamo i due fili di corrente e questi fili, non si trovavano di diametro inferiore allo 0,75 mm.
Insomma, facendola breve, quando era tutto pronto, questo “malloppo” misurava in lungo, TRE cm. e in largo, quasi DUE; i più “bravi” e capaci, smontavano già, le “lucine di Natale” e utilizzavano i soli “bulbi”, riducendo le misure a DUE e UNO cm. (… erano i primi “progressi” tecnologici)

  • Come facevamo l’Illuminazione nelle Gallerie

Per i sottopassi e l’interno “stanze”, essendo ambienti “larghi”, il problema era facilitato, fissando la “virola” nel lato nascosto, facendo vedere solo il riflesso della luce, in modo che la lampada, rimanesse nascosta.
Per le insegne ed i cartelli sulla parete, si ritagliavano nella forma adeguata, i “righelli” da scuola, si prendeva della carta da “lucido”, si “disegnava” a mano le lettere, una per una, e poi la si incollava sulla plastica. (… a quei tempi, le scritte erano nere su fondo bianco)
Una curiosità; quando uscirono i primi righelli trasparenti, si capì subito, che erano utili per portare la luce, anche nei luoghi più piccoli, (… non esisteva la parola “fibra-ottica”) ma … i primi i righelli da scuola, costavano di più di un vagone Lima,(… meditate gente … si cercava amici che avevano finito gli studi … e si contrattava, a … figurine)
Sul “bordo” di questi cartelli, per evitare la luce di lato, si tingeva con nero opaco; poi facevamo dei “fori”, dei “ritagli” passanti nel muro, di forma e sagoma eguale, per poter “incassare” i cartelli, alla fine, mettevamo dietro al muro una “scatola di luce”, in modo da illuminare tutti i cartelli dal “dietro”. (… cosa è una “scatola di luce” ?)

La “scatola di luce”, la si faceva per illuminare dal dietro, molti “punti”, in una volta sola, con uno o più “malloppi”; vi spiego come la si faceva, proprio per “questo” caso dei cartelli.
Si costruiva un “coperchio” fondo pochi cm. e di misura eguale, a tutto il “retro-muro”, si rivestiva con carta argentata, sia il retro muro, che tutto il dentro, di questo “coperchio-scatola”, in un lato “comodo”, si lasciava un buco per infilarci il “malloppo” della lampadona. (… spesso, coincideva sotto al piano)
Incollando questo “coperchio” dietro al muro, si otteneva una “scatola di luce”, nella quale, la luce era riflessa da tutti lati, ma poteva uscire solo dagli “oggetti” che noi volevamo illuminare, la profondità serviva per ammorbidire la diffusione luminosa, e lasciava “raffreddare”, la lampadona.
Per l’illuminazione generale dei vari neon, sopra il muro e lungo il soffitto, la soluzione è già pronta, a portata di mano. (… l’avete gia capita ? noo ? allora la spiego)
Prendiamo un righello, di lunghezza del muro, scegliamo quella sezione che ha una leggera inclinazione, la rendiamo “opaca” in testa, con della “paglietta” da cucina o carta vetrata finissima, meglio se, la sezione diventa un pochino tondeggiante. (… come a sembrare una plafoniera)
Adesso la “mascheriamo”, la tingiamo “alternativamente” , tipo “scacchiera”, con del nero opaco, in modo che, le parti NON TINTE, restino della misura di un neon in scala. (… e ora ci siete ? ce la fate ? noo ? allora continuo)
Incastriamo e fissiamo, questa “stecca”, sopra al “muro” della galleria e sotto al “soffitto”, con i segni dei finti “neon” di fuori, ed l’altro lato del righello, infilato dentro alla “scatola di luce”. (… ecco perché, lasciare il “soffitto” libero)

E adesso, spero che abbiate capito … ci siete ? ce la fate ? siete connessi ? ancora no ? … cribbio ma … avete provato anche … ad “accenderla” … ?.
Saluti dalla Toscana … Armando FK

Guida realizzata da
Armando Canti (Fiskiotto Kid)
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