Le Guide "Come Fare"
di TrenoInCasa
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Paesaggio Semplice

Recinzioni

49 . Recinzioni attorno agli edifici urbani – Parte Prima

Ci siamo lasciati nel Centro della Città, adesso, ritorniamo indietro verso la periferia, fermiamoci davanti ad un cancello, e guardiamo l’arredamento intorno alle piccole proprietà, la recinzione delle Ville, Villone, Villette, Villini, di Case, Casone, Casette, Casi … (nun se pònno scrivè stè cose).
Intanto, mentre io scrivo, voi cercate quel vecchio Kit della casina sull’armadio, soffiate via la polvere dal coperchio, apritelo e guardate le ringhiere … naaaaa … rosse, celesti, gialle, sono tutte forme e colori improbabili per noi, quindi, vediamo di Italianizzarle, di Regionalizzarle al nostro micromondo.
Proviamo a ri-farne qualcuna per conto nostro, ad iniziare dalle recinzioni più antiche, più paesaggistico-rurali, le staccionate di legno; quelle che l’uomo ha costruito per prime, e che continua ancora a costruire. di epoca … tutte ?).

  • Come sono le Recinzioni Antiche di Legno

Sono le famose staccionate che circondano le proprietà rurali, quelle fatte con un palo verticale e, una o due stanghe orizzontali; sono classiche dei recinti, dei confini fra strada e campi coltivati e, con pali più corti, sono anche usate per sentieri di montagna e piccoli confini di privati.
Un’altro tipo di recinzione di legno, è quella molto caratteristica di tipo Romano Antico, dove al posto della stanga “bassa”, ci sono altre due stanghe messe in croce ad X; questo tipo è adatto come recinzione nei parchi pubblici, intorno a siti archeologici, nei ristoranti di periferia, in molte parti dell’Italia. (… e mettiamoci anche … un bel pò di Europa).

  • Come fare le Recinzioni Antiche

Per riprodurre queste recinzioni, si piantano per primi i pali verticali, poi si tagliano a misura quelli orizzontali “superiori” e da ultimo, si mettono quelli sotto, posati ad incrocio; vanno costruiti con questa sequenza, uno ad uno tagliando e limando le estremità, con tanto amore, pazienza, serenità e magari fischiottando un motivetto. (… niente stereo a palla, con musica Rock) Dobbiamo costruirle con dei rametti “veri”, presi nel bosco o da qualche scopa di “saggina”, mi raccomando, non si può fare i “furbini”, utilizzando degli stuzzicadenti, perchè, anche se sono piccolini si vedrebbe la differenza, ed il lavoro da fare è praticamente eguale.

Alcuni inconvenienti, si posso presentare e risolvere, per quelli “incrociati” sotto; se toccano troppo sul punto “X” e “spanciano”, possiamo dargli una “grattatina” nel punto di contatto, oppure possiamo anche “ruotarli”, in maniera che la leggera curva, tipica del rametto vero, aiuti a non “spanciare” troppo. Potrebbe anche darsi che, quando è pronta questa “croce”, vi accorgiate che uno dei due rametti è venuto “corto”, niente paura; voi curate l’attacco in alto e lasciate la parte corta in basso, poi con una “zolla” di terra o con un ciuffo di erbaccia, potete fare la “birbantata”, di mascherate il “buco” rimasto. Il diametro medio di questi rametti varia; dalla grandezza di un “polso” a quella di un “braccio”, a lavoro finito, possiamo ritoccarli, con del marrone della solita tonalità, proprio per mascherare il “chiaro” della colla, mettiamoci anche, dei ritocchini striati più chiari, lungo qualche traversa, ad imitazione della corteccia “sbucciata”.
Sempre della stessa “serie”, e con la stessa tecnica, possiamo farci anche qualche cancellino; qui i pali verticali sono più grossi e più alti mentre quelli orizzontali, sono leggermente più fini più secchi e più diritti, (cioè … li hanno scelti bene prima di usarli) ricordate che sopra al cancello, c’è sempre un “tirante” obliquo in metallo, che sostiene il peso. (… meglio pre-costruirli fuori plastico, prima di posarli)

  • Dove e come posizionare queste Recinzioni

Questi cancelli, sono sempre chiusi ma (… ma noi siamo dei “ganzini”) e quindi posiamoli “aperti” con qualche segno di “vita”; con il personaggio che lo apre, con il veicolo agricolo che lo attraversa, con l’agriturista che fa il “buttero” a cavallo, ecc. ecc. però, ricordiamoci di modificare anche il “sotto cancello”, perchè in quel preciso punto, terreno ed erba, sono più consumati dal continuo passaggio.
Nel caso di “campagna”, ci potrebbe essere qualcuno appoggiato alla staccionata a riposare (braccia sopra, e con una gamba su ed una giù) a volte, il contadino, ci appende la giacca o ci appoggia gli attrezzi, ed anche qui, lungo la staccionata, il terreno và modificato perchè spesso, è usato come camminamento, come viottolo ciclabile o strada sterrata per i mezzi agricoli. Nel caso “ristorantino”, sono immancabili i “ragazzini” tremendi che giocano a passarci attraverso, cascando in continuo, urlando e schiamazzando (Kinder-Sound ?) il terreno circostante, è il ghiaino per parcheggiare le auto, e poi se volete “esagerare” … non c’è matrimonio, in cui gli sposi, non si facciano fotografare, proprio accanto alla staccionata, con lo sfondo del panorama. Questo tipo di recinzione, possiede mille modi di essere utilizzata, inoltre si adatta a tutti i terreni, anzi è spesso usata proprio per quei posti in cui il terreno è; in salita, è irregolare, è in curva, è sul bordo di un avvallamento, è in campagna, in montagna … insomma in moltissimi casi, che servono per migliorare il vostro micromondo.

Adesso dai … andate a prendere 4 stuzzicadenti, posateli come due F di fronte, metteteci 4 gocce di cianacrilato, soffiate leggermente per farlo tirare (… hffffffh … hffffffh); prendete questo “coso” e posatelo davanti ad una loco …. non vi dice niente ? … pazienza. Vi piace un “pochino” ? .. sìiii ? .. ok, vi basta di farne un’altro migliore coi legnetti; ecco dimostrato la validità della famosa frase – Cribbio, mi sono fregato con le mie stesse mani.-
Anche questo racconto è lungo … eddaiii … smettetela di cercare il Kinder-Sound nel sito della ESU, tanto … non-lo-fa, … almeno credo, al limite, provate nel sito della Ferrero ….

50 . Le Recinzioni attorno agli Edifici Urbani – Parte Seconda

Allora … avete smesso di soffiare ? Avete fatto qualche recinzione che vi piace ? Nooo ?!? Dite che girottolando per il sito Ferrero, vi siete “strafogati” qualche cioccolatino fuori scala ? … beh … son cose che succedono … anche, al di fuori del vostro micromondo.
Adesso, visto che, le recinzioni di legno sono troppo “semplici”, complichiamoci la vita, torniamo sul cancello e guardiamo la tipica ringhiera di metallo all’italiana. (… posate i cioccolatini, lasciateli da parte e … concentratevi)
Ahhhh … siii … la ringhiera metallica … sul classico muretto basso … il cancellino fra le colonne … le scritte “Passo Carraio”, “Attenti al Cane” … il citofono … la cassetta della posta … (dalla quale spunta la pubblicità del supermercato, e che ti nasconde la bolletta del gas).
A questo punto, da buoni costruttori, iniziamo subito dal … “muratore” (… a trovarlo di questi tempi !) , il muretto più comune è quello intonacato; sempre un pò scrostato da qualche parte, sicuramente è “sporchetto” di smog, alla base ci sono erbacce varie e qualche piccola crepa, ma vediamo come fare.

  • I muretti di base delle Ringhiere

Per quei muretti di mattoni o sassi a “vista”, conviene prendere dei materiali già stampati, ritagliarli della misura e della forma che ci serve, e fissarli subito; mentre, per la rifinitura “soprammuro” (.. tipo marmo, pietra serena o piastre di “cotto”), ci basta del cartoncino, ritagliato prima, e colorato poi con tinte opache.
Per quelli “intonacati”, come base può andare bene; della balza, dei cartoncini grossi o del semplice compensato; lo spessore del muretto, non supera mai quello di un mattoncino o due, mentre l’altezza di questi muretti, di tipo “sotto-ringhiera”, è circa dal ginocchio, al “fondo schiena”, e quindi il materiale non ha molta importanza.
Invece, per le “colonnine” che tengono il cancello, e per quelle, che “spuntano” al di sopra del muretto, su cui verranno fissati i “pannelli” delle ringhiere metalliche, sarebbe meglio che il materiale fosse di legno, magari tenero, ma di legno.

Queste “colonnine” portanti vanno messe per prime; in base al terreno, allo spazio, in base alla “campata” che occuperà la ringhiera metallica, in base alla grandezza del cancello, e dopo; solo dopo, possiamo riempire gli spazi, con il “muretto basso”; non preoccupatevi troppo delle giunture, tanto … dovrà essere “intonacato”.

  • Intonacatura dei Muretti

Dobbiamo preparaci l’intonaco con della tinta da imbianchino (pittura murale) o dello stucco diluito, insomma … una specie di “malta tenera”; la possiamo applicare con un pennello, stendere con una spatolina o “picchiottare” con la punta di un pennello duro, tenuto in posizione, come se voleste “lanciare un dardo”. Questa tecnica del “picchiottare” con la punta, usando “intonaco” più denso, crea delle micro-protuberanze in rilievo che sono tipiche degli intonaci vecchi e grezzi, in cui si “vedono” le “spatolate” del muratore “maldestro”; di questa tecnica, è consigliato farne almeno due “passate”.

  • Invecchiamento del Muretto nel tempo (utile anche per le case)

Iniziamo dal primo invecchiamento, il più facile, quello della polvere di pochi mesi; qui ci serve della polvere finissima, da dare leggera, con un pennellino morbido, come se fosse un “ombretto” per gli occhi … già, proprio quello che usano le donne. (… se avete tenuto, qualche cioccolatino di riserva, trovate un “accordo-scambio”, con la signora di casa)
Dopo un paio d’annetti, sul muretto iniziano le prime crepe di assestamento; per le crepe, basta qualche segno “tremolante” di matita nera, molto, ma molto, ma ancora molto … appuntita; e per metterci anche lo smog scuro, ri-utilizzate quella polverina nera … sì, proprio quella che avete fatto, appuntando continuamente la matita (… mai buttare via niente … cribbio !!!)
Ancora avanti nel tempo, le intemperie, gli sbalzi di temperatura, i colpi, creano delle “scrostature” di intonaco; per questo effetto, basta “graffiare” con carta vetrata grossa, o con leggeri colpi di cacciavite, il colore-intonaco del muretto; e dopo, dobbiamo ritoccare e cambiare la colorazione “sotto intonaco”, con tinta del tipo … mattone, cemento, foratone grigio … “senza” sbavature o colature.
Adesso esageriamo … sono “decenni”, che non fate “manutenzione” al muretto; e qui, devo fare una premessa; se la vostra intenzione era “questa”, già dalla partenza, allora, prima di dare l’intonaco, andava preparato il muretto con il “sotto-intonaco”, cioè al “grezzo”.

  • Scrostature e Invecchiamento del Muro (Muri Scalcinati)

Dobbiamo usare materiale o fogli, di mattoni, di finto cemento, di sassi, già dal momento della costruzione; poi, nel preciso punto, in cui avrete l’intenzione di “scrostarlo”, ci và applicata una mano leggera di … “cera”, vi è sufficiente, “disegnare” la futura scrostatura, con la punta di una candelina. (… non colorata)
Questa inceratura, (mi raccomando leggera, non è un pavimento da lucidare) farà in maniera, che l’intonaco NON si “aggrappi” bene al fondo, e quindi, proprio in “quei” precisi punti, l’intonaco si “scrosterà” più facilmente.

Alla fine della “scrostatura” programmata, passateci su tutto del nero molto liquido, del verde scuro a “strisciate” verticali (le “sgorature” di muffa) e da ultimo, una leggera “lumeggiatura”, sulla parte superiore, di colore beige-nocciola, ad imitazione della polvere che si deposita sui muri.

Ci siamo. Fatto tutto per bene. Adesso passatemi un cioccolatino, che intanto vi preparo il lavoro del fabbro, per costruire la ringhiera metallica, che andrà fissata sul muretto del vostro micromondo. (… il lavoro del fabbro, è più complicato del muratore)
Cosa mi dite ? Avete finito tutti i cioccolatiniiii !!! Li avete … persi tutti, nello scambio con la signora di casa ? Ma và, vaaa, non ci credo … ma che golosoni che siete …

51 . Recinzioni Urbane, la Dima per Ringhiere

Continuiamo questo discorso, di intonaco “scrostato”, con un consiglio aggiuntivo; fate qualche piccola prova su materiali di recupero o di scarto, perchè vi aiuteranno quando vorrete costruire, vecchi Edifici o Magazzini abbandonati, del vostro micromondo. Fate anche, qualche esperimento, con più “strati” di questo intonaco, perchè possiamo sfruttare l’effetto “sfogliatura”, sia per strade con asfalto “degradato”, sia per la pavimentazione dei marciapiedi Ferroviari abbandonati.
Adesso, non fatemi divagare troppo dall’argomento, è appena arrivato il Fabbro e, con quello che mi costa ogni ora, è meglio parlare subito di ringhiere … iniziando da quelle semplici, quelle che tutte le Villette … normali e Italiane usano, come recinzione dal costo contenuto.

  • Le Ringhiere Semplici e Lineari

Quelle semplici, sono fatte da “pannelli” che assomigliano ad uno … spezzone di binario appoggiato sul fianco; cioè, due barre “portanti” orizzontali (murate nelle “colonnine” laterali) e da tanti ferri fini, verticali e “decorativi” (piattina, quadrelli, tondini), saldati sul davanti delle barre.
Questo tipo di ringhiere, le possiamo acquistare già pronte in foto-incisione, oppure ce le facciamo da noi, dovendo tagliare tutti i ferri precisi al millimetro, addirizzarli perfetti, fissarli o saldarli uno per uno, distanziati e misurati al millimetro e magari, fissarli in “serie” con una “dima” che ci aiuti.
Adesso, già vedo che vi grattate in capo, che vi mettete le mani nei capelli (per chi ce l’ha, naturalmente), poi andate in bagno, e guardatevi quanto siete spettinati (… ohhh … Fiskiotto … ma che c’entrano i capelli ?). C’entrano, c’entrano, perchè adesso prendete un pettine e, dopo esservi messo a posto la testa, osservate “bene” quel pettine … quei dentini, fini ed eguali … ecco, abbiamo trovato UNA, delle DUE “dime” che ci servono per la ringhiera.

  • La Dima per fare le Ringhiere

Ci servono DUE pettini, esattamente eguali, lo so che è impossibile che ci siano in casa ma, a questo punto, procuratevene DUE eguali; quando li sceglierete, cercateli semplici, diritti e con le punte fitte fitte … proprio come le future sbarre della ringhiera.
Fissiamo questi due pettini, con delle viti, ai lati di un quadrello di legno, (che deve essere di misura più larga, della ringhiera scelta), fissiamoli esattamente di fronte uno all’altro, ed in maniera che dal quadrello, spuntino soltanto le puntine del pettine, come fosse … un rastrello doppio. (… per i più giovani, come un … mega-chip rovesciato)

  • Saldatura o Incollatura della ringhiera

Adesso appoggiamo, sul legno e fra i dentini per “lungo”, le due “barre” rigide (Ottone ? Ferro ? Plasticard ?), che dovranno rappresentare le barre orizzontali della ringhiera, blocchiamole precise e parallele ai pettini, ma NON devono accostare ai pettini, devono stare un pò … al centro di questa “bi-rastrelliera”. Ora mettiamo i nostri ferrini verticali (tondini o quadrelli) uno per uno, tagliati precisi al millimetro, infilati in questa “dima”, fra un dente e l’altro del pettine; poi li fissiamo uno per uno con … (… ohhh … Fiskiotto … ma ti pare una soluzione … semplice ?)
Avete ragione, questa soluzione è “barbosa” e troppo delicata, facciamo così; procuratevi del filo di metallo fino, và bene anche il filo di rame da “avvolgimenti” (… quello che è dentro ai motorini) e facciamo in maniera differente.

  • Utilizzo veloce della Dima per Ringhiere

Cominciamo col proteggere questa dima; se saldiamo, è bene metterci prima, sul fondo di legno e fra i due pettini, una striscia di materiale che NON sia “saldabile” tipo, alluminio, ferro o altro; e nel caso di incollatura, potrebbe bastare anche una “strusciata” di “candela”, avanzata dal lavoro dell’intonaco. (… mai buttare via niente …)
Adesso, avvolgiamo intorno a questa dima “rastrello”, il filo di metallo, facendolo passare ogni volta, fra un dente e … l’altro dente di fronte, del pettine; una volta sola per ogni dente, in modo da creare sul quadrello, una specie di “bobina” di fili distanziati …. di un dente.(… adesso la vedete … la ringhiera ?).
Nel fare questa operazione, possiamo decidere anche se; le “barre lunghe” le mettiamo prima o dopo l’operazione di avvolgimento; ora, dobbiamo avvolgere questo filo con una certa forza, così siamo sicuri che le “passate” saranno “tese e diritte”, perchè se lo avvolgete “debole”, il filo, potrebbe rimanere storto o piegato in alcuni punti, della futura … ringhiera.

A questo punto saldiamo o incolliamo, tutti i punti di contatto dei ferri; quando è pronto o asciutto, dobbiamo tagliare, tutti i nostri filini di metallo, SOLTANTO al di SOTTO della Dima, cioè dalla parte opposta ai dentini del pettine, facendo molta attenzione a non “strapponare” questi fili. (… tagliate con poco sforzo, perchè questa “cosa” … è molto delicata).
Per sfilare questa “cosa delicata”, che è ancora “abbracciata” alla dima, infiliamo dal sotto (nel taglio fatto) due cartoncini, che allarghino e “spingano” tutti i filini in su, “contemporaneamente”; fino a sollevare completamente dalla dima, questo “coso”, che assomiglierà ad un “millepiedi” con le lunghe zampe di metallo.

Adesso facciamo una pausa, per la prossima puntata procuratevi delle forbici “lunghe” che userete per ri-tagliare la ringhiera, evitandovi di creare l’effetto “sguscio”.
Lo sguscio che intendo io … non è, il togliere i gusci alle noci, noccioline, pinoli … (maremma hane che golosoni) … eddaii …

52 . Recinzioni Urbane, le Ringhiere Lineari

Continuiamo il racconto, sulle Ringhiere Metalliche e Lineari che vogliamo nel nostro plastico; riprendiamo in mano questo “coso” tipo millepiedi, vediamo come organizzarsi per ri-tagliare, ri-filare queste “zampe lunghe”, in maniere precisa e corretta alle barre “portanti” della ringhiera.

  • Ritaglio dei ferri verticali, preparazione

Per primo, dobbiamo decidere le “varianti” del taglio dei ferrini: tipo “basso”, cioè al pari delle barre; tipo “alto”, lasciando spuntare i ferri sopra e sotto le barre; e taglio “artistico”, con i ferri superiori, tagliati ad “arco”, a “onda”, ecc. … decidete voi.
Visto e considerato, che è difficile “segnare” ogni micro-ferrino uno per uno perchè troppo fini e delicati, dobbiamo rifarci su carta, un disegno in scala esatta, delle due “barre” e del taglio da fare, (diritto o artistico) che ci servirà come guida per il taglio.
Adesso sdraiamo a “zampe in aria” la ringhiera, proviamoci per verifica e dentro alle “zampe”, il nostro disegno in maniera che, i segni “coincidano” con le barre orizzontali; se nel fare questa prova, le “zampone” vi danno noia, tagliate pure via la parte più lunga che “rompe”, cioè “sgrossatele”, ma non buttate via gli avanzi. (… Fiskiottooo, quando li taglio, i ferrini “schizzano” da tutte le parti, come faccio ?)
Per raccogliere i ferrini che schizzano via durante il taglio, prendete un sacchetto di carta di misura media, apritelo per bene, e fate l’operazione di taglio stando “dentro” al sacchetto, così resteranno tutti lì.

  • Ritaglio dei ferri verticali, esecuzione

Fatta questa sgrossatura, passiamo una mano di vinavil, su questa carta disegnata e la ri-posizioniamo per benino; così abbiamo ottenuto, il fissaggio dei “ferrini” per il taglio, e anche trasferito e riportato, il “segno” preciso, di “dove” tagliarli.
Quando sarà asciutto, spostiamo il tutto verso il bordo del tavolo, (così le forbici non hanno “inciampi”), ma per tagliare questi ferrini “delicati”, dobbiamo evitare di usare le forbici troppo “aperte”, perchè si crea l’effetto “sguscio”, che piegherà malamente le “puntine”.

  • Ritaglio senza l’effetto “sguscio”

Vi spiego brevemente cosa è l’effetto “sguscio”; immaginate di dover tagliare, con piccole forbici, una grossa penna biro rotonda; voi spalancate le forbici, ci mettete la penna e provate a tagliarla … visto ? la penna scorre, si muove, vuole “sgusciare via” dalle lame.
Se rifacciamo l’esperimento con forbici “lunghe”, e mettiamo la penna vicino alle punte, questa forza di “sgusciamento” è meno forte; sicuramente NON taglierete la penna, ma neanche la penna, avrà voglia di “sgusciare” e resterà lì, “strizzata” fra le punte della forbiciona.
Questo metodo delle forbici che “stringono” sulla punta, viene usato spesso, in mancanza di “pinzette”, per “raccattare” quei piccoli oggetti, che si sono infilati in posti “scomodi”, dove non si entra con le dita. (… ma non divaghiamo troppo, e andiamo avanti)
Adesso che sapete cosa è il taglio anti-sguscio, con calma e tranquillità, tagliate i ferrini assieme alla carta, pochi per volta e usando solo le “punte” delle forbici “lunghe”.
Una raccomandazione, se lo fate “artistico”, il disegno sulla carta, deve essere “preciso” anche in lunghezza, allo “spazio” che deve riempire la ringhiera. (… non potrete, ri-scorciarla dopo).
A taglio fatto, per staccare la carta-dima del disegno, e senza toccare i ferrini, vi basta una “immersione” di pochi minuti, nell’acqua calda e sapone; se volete anche sgrassare la ringhiera, questo è il momento di farlo con del liquido adatto per la verniciatura … e la ringhiera è fatta.

  • Variante di Ringhiera, la Curvatura.

Una variante “originale” è “curvare” la ringhiera, del tipo; curvarla “tutta”, per quei casi di muretto “tutto” in curva; oppure solo una parte, per quei casi di vicinanza al cancello, quando questo, è messo un pò “in dentro”, rispetto alla strada. (… pensateci, quando fate il muretto)

Per piegarla bene, senza toccare i “ferrini” delicati, la mettiamo fra due strisce di cartoncino, e poi pieghiamo tutto assieme, finché non si arriva alla curvatura giusta; per evitare delle “svergolature”, cerchiamo di farlo sopra ad un oggetto cilindrico dal diametro simile, del tipo: manico di scopa, accendino, penna biro, barattolo di tinta. (il barattolo … è meglio che sia CHIUSO !).

  • Variante di Ringhiera, la Salita.

Altra variante “particolare” e difficile da vedere sui Plastici è quella per i muretti in “salita”; del tipo a “scala”, con il muretto a “gradoni” ed i “pannelli” orizzontali, ma la più “terribile” di tutte, è quella con i muretti e la ringhiera, “tutti” in salita continua, cioè; ferrini verticali, ma barre in pendenza. (… per grandi ville, lungo le strade di collina)
Questa “inclinazione”, sembra impossibile e difficile da fare, ma non è così; ci è sufficiente “sbagliare”, di qualche “dentino”, la partenza di avvolgimento del filo di metallo sulla rastrelliera.
Questo “sbaglio” di avvio, lascerà i ferrini tutti paralleli, ma “obliqui”, e di conseguenza, usciranno dalla dima, “inclinati” della misura, che ci serve per la nostra “pendenza-salita”. (… più dentini “sbagliati”, equivale a ferrini più inclinati e quindi più salita)
Adesso facciamo una pausa. Ci sono domande ? Come dite. Siete diventati talmente bravi, che le ringhiere troppo “semplici” e lineari non vi piacciono abbastanza. Vorreste mettere nel vostro micromondo, anche quelle tipiche Toscane con i riccioli di ferro battuto ?
Ma và … vaaaa, dico io, ma vi rendete conto, di come sono complicate ? … però … ripensandoci … forse forse … sentirò un artigiano del ferro battuto, intanto, per la prossima puntata, procuratevi qualche vite cromata a testa “gocciadisego” lunghe 4/5 cm e diam 2/3 mm.

53 . Recinzioni Urbane, le Ringhiere Lavorate

Andiamo avanti con queste ringhiere metalliche, adesso che quelle lineari sono pronte per essere verniciate, mettiamole al sicuro da “incidenti”, sgombriamo il tavolo, mettiamo tutti i ferrini avanzati dal ritaglio, in un barattolino con la scritta “rottamaio” che poi, vi dirò come ri-utilizzarli nel vostro micromondo. (mi ripeto, mai buttar via … niente)
Intanto vediamo brevemente, come sono le ringhiere artistiche nella realtà più comune; esse, sono fatte ancora con le due barre parallele, ma al posto dei ferrini semplici e verticali, ci sono dei “motivi” artistici di vario genere e forma; tipo a rombo, a cuore, a esse, ad anelli, ecc. ecc.
Volendo ri-farle e descriverle tutte, ci sarebbe da raccontare per troppe puntate, ma vi propongo una variante, dagli “effetti” … garantiti. (poi se volete esagerare col disegno artistico sono … fatti vostri)
Siccome Sono Sempre Stato Su Soluzioni Solitamente Semplici (… ma Fiskiotto, perchè tutte queste esse maiuscole ?) infatti, volevo proprio iniziare il ferro artistico, con i riccioli piegati ad ESSE Stampatello. (… per chi non usa la penna ma i tasti, corrisponde al carattere “Arial” Maiuscolo)

Ci occorre una tavoletta di legno tenero, due viti cromate a testa “gocciadisego” lunghe 4/5cm e di diametro 2/3mm , il solito filo metallico fino, la “misura” esatta della ringhiera e … una confezione media, di pazienza.

  • Come fare i “riccioli” per le Ringhiere

Sulla tavoletta, ad una distanza di “misura ringhiera” (un 8mm per la HO), avvitiamo due viti in maniera che, la prima parte “vite”, entri tutta nel legno e la seconda parte “collo liscio”, resti fuori del legno. (… il “collo liscio” della vite, è quella parte vicino alla testa)
In caso di “sfiga” e, nella malaugurata combinazione che, non troviate le viti giuste; le loro “teste”, una volta avvitate, si potrebbero toccare; quindi, tornate indietro col cacciavite e svitatene una delle due, quel tanto che basta per lasciare passare il filino metallico nel mezzo. (a occhio, dovrebbe “restar fuori” dal legno, circa un centimetro di “collo liscio”)
Prendiamo il filino metallico, fissiamone un capo, iniziamo a girarlo partendo dal “raso” legno, intorno a questi due “colli”, facendogli fare uno zigo-zago, in maniera che il movimento, assomigli ad una specie di 8 (… li vedete già i riccioli ? … ancora no, vero ?)
Continuiamo a girare il filo, facendo attenzione che ad ogni “zigo-zago”, il filo “avvolga” il “collo liscio”, ma che non “sovrammonti sul filo del giro precedente; abbiate cura di premere in giù, ogni “otto”, in modo che accosti bene a quello precedente.
Ad ogni giro, il filo “cresce”, viene “più in su” in altezza, fino a rivestire tutto il “collo” delle viti, quando sarete in cima (vicino alla testa), fermatevi, bloccate questo filo e, quello che vedrete, saranno un sacco di “otti”, tutti eguali, impacchettati uno sopra all’altro.
Adesso, prima di altre lavorazioni, dobbiamo fissarli fra loro con un giro intorno, un rivestimento, uno strato, di carta e vinavil, come se voleste “proteggerli” dalle intemperie; questa carta, bloccherà i fili uno accanto all’altro, in modo che non si possano, né muovere, né disfare, quando poi li taglierete.

  • Come tagliare i “riccioli” per le Ringhiere

Adesso, per “estrarre”, per “ottenere” da questi “otti”, i nostri Ferrini Artistici, dobbiamo svitare le due viti dalla tavoletta di legno, sdraiamo questo “coso”, (che adesso assomiglia ad un binocolo) e ci segniamo sulla carta incollata, il punto preciso del taglio. (… ho capito Fiskiotto, ma DOVE, le segno ?)
Ebbene, che ci crediate o no, da questo “binocol-otto”, secondo dove lo tagliate, ci si possono ricavare di più, di una figura “artistica”; tipo ferri a C, ferri a punto Interrogativo …, ma siccome a noi, interessa solo la ESSE, vi dico “dove” segnare per ottenerla.
Un segno và fatto a destra in alto, esattamente nel “punto” dove finisce la curva ed il filo diventa diritto; mentre quell’altro segno, và fatto contrapposto, cioè nel solito “punto”, ma in basso e, a sinistra; per maggiore comodità vostra, potete anche “ruotare” sottosopra, di 180 gradi, tutto il “binocolotto”.

Adesso, con le puntine di forbici lunghe, lo tagliamo usando il metodo anti-sguscio; bene, quello che vi rimane in mano, è un “pacchetto” di ESSE, tante quante, sono i giri che avete fatto intorno alle viti, e anche degli spezzoncini centrali dritti, tutti incastrati male, che non sapete come togliere. Come la volta precedente, mettiamo anche questo “coso”, dentro a dell’acqua calda e sapone, così la carta vi “restituirà” liberi, tutte le vostre ESSE e gli spezzoncini avanzati. (… da mettere nel barattolo “rottamaio”).
Queste ESSE artistiche, potete fissarle in varie combinazioni; in fila, nel solito verso, una accanto all’altra oppure; una “diritta” ed una “rovescia”, così otterrete anche il classico disegno dei “cuoricini”. (… ma che … romanticoni che siamo … magari, le tingiamo pure … in rosa Barbie).
Prima di chiudere questo racconto, voglio aggiungere una mia nota personale sul perchè, per fare queste dime piega-ferri, vi ho consigliato delle viti belle, cromate, costose, e non dei semplici chiodoni “decapitati”.
Ho evitato la seconda soluzione perchè; bisogna martellare (e fa rumore in casa), bisogna “scapocchiare” i chiodi (e richiede seghetto o tronchesi) e da ultimo, nel lavorarci, potreste sbucciarvi qualche dito, passando troppo vicino a questi “spunzoni” di ferro. (… anche la sicurezza, vuole la sua parte).

54 . Recinzioni Urbane, le Ringhiere Artistiche

Allora, ci siamo ? Avete preparato e “bollito” in acqua e sapone, un pò di queste ESSE ? Siete pronti per continuare il discorso sulle Ringhiere del vostro micromondo ? Mi dite, che questo sistema, lo avete già usato per fare i “pendini” delle catenarie ?
Ohhh … Braviii … clap, clap, clap, (applauso) volevo proprio vedere se eravate attenti; infatti, con questa semi-lavorazione e tramite queste Dime piega-ferri, potete anche fare le varie forme a “O”, a “T”, o altre forme, che vi servono per “autocostruire” o soltanto per “abbellire”, tutte le catenarie che volete.
Tornando alle nostre Ringhiere, adesso viene il difficile, perchè dobbiamo fissare questi riccioli artistici, che chiamerò “figure”, sulle barre orizzontali, ma non abbiamo una dima che ci aiuti, e quindi, come le teniamo ferme, come diamine, facciamo a fissarle tutte eguali e per bene …. non sarà Semplice.

  • Preparazione al fissaggio, delle “figure” sulle Ringhiere

Una soluzione che aiuta, è quella di fare, al posto delle due barre “sciolte”, un “rettangolo” di barre in quadrello, di misura già precisa, al “luogo” in cui verrà incastrato, fra le famose “colonnine” del muretto. (insomma, una specie di … telaio vuoto … come fare una cornice).
Per fare una ringhiera che risulti “robusta”, l’unica soluzione è quella di saldare; una per una, tutte le vostre “figure”, su questo telaio sdraiato sul tavolo, aiutandovi anche, con dei listelli laterali di appoggio, che vi tengano le figure ben parallele fra loro. (tipo … due sponde)

Questa soluzione NON è semplice, NON è facile, bisogna avere; il saldatore piccolo, la mano molto ferma, toccare appena-appena i ferrini, saper saldare al “primo” contatto e anche, evitare le “caccole” di saldature troppo abbondanti. (… ohhh … Fiskiotto … ma questa … è proprio cattiva)

  • Come “saldare” le figure sulle Ringhiere

Un rimedio più pratico è quello di “stagnare” prima tutti i ferri (figure e telaio) poi, sistemiamo ben precise, le nostre “figure”, appoggiamoci sopra, al centro delle figure (lontano dai punti di saldatura) una barretta di ferro che li tenga “fermi” da eventuali spostamenti. siamo nel piccolo, lo so, lo so …).
Adesso, passiamoci sopra ai posti dove dovremo saldare, “solo” la punta della fiamma di un microsaldatore a penna, quel breve tempo che ci serve, a ri-fondere e amalgamare lo stagno stesso, senza mai “urtare” nulla; ed ecco che la ringhiera, sarà pronta e senza “caccole”. (per questo metodo, vi conviene comprare il filino metallico, già “stagnato” in partenza.).

  • Come “incollare” le figure alle Ringhiere

Nel caso che non abbiate il bisogno, di ringhiere robuste, o che non sappiate saldare bene, (mica tutti sono fabbri) c’è un’altra soluzione di fissaggio delle “figure” alla ringhiera; ritorniamo al nostro “telaio vuoto” e, invece di stagnarlo, lo verniciamo subito del colore giusto.
Quando esso sarà asciutto, posatelo sopra a due spessori, che lo tengano “sospeso” dal tavolo; a questo punto, tuffate una “figura” alla volta, nella tinta, posizionate la figura ancora “fresca”, in posizione precisa sul telaio. (dimenticavo … un foglio di carta da mettere sotto, per … le gocciolature).
La forza di “adesione” della tinta, vi lascerà il tempo di “aggiustarli” e metterli diritti con uno stuzzicadenti; dopo un’oretta di tempo, la tinta avrà fatto già “presa”, incollando così, le vostre “figure” al telaio della ringhiera e senza “tracce” o caccole di colla.
Queste ringhiere con “figure” fissate “a tinta”, sono già pronte per essere messe in posizione fra le colonnine del muretto, però hanno vari problemi; sono molto fragili, sono molto delicate, non si possono piegare, e neanche riverniciare, perchè sì “disferebbe” la tinta-collante, con cui le avete costruite. (… ho reso l’idea ? … al limite, solo qualche micro-ritocco).

  • Variazioni eccezionali delle Ringhiere Artistiche

Un’ultima “esasperazione”; noi, abbiamo fatto le ringhiere con le figure “coricate” di piatto sul telaio, ma avrete sicuramente visto, anche quelle con le “figure” a “bandiera”, cioè, messe di “costa”, di “coltello” insomma, quelle che viste di fianco … fanno “sagoma”. (cribbio, Fiskiotto, sono belle, ma, chi mi tiene, tutte le “figure” ferme mentre le saldo ?).
Vogliamo ri-metterci le mani nei capelli come la prima volta ? … pettine. Eddaii … la soluzione, è proprio quella di appoggiare un pettine sul tavolo, infilare le “figure” dentro ai dentini, come se volessimo “parcheggiare” delle micro-biciclette, con una ruota nella rastrelliera.

Adesso che le figure, sono messe tutte in fila e allineate per bene, possiamo saldarci il nostro telaio dal sopra, stando attenti a non “scaldare” troppo il pettine-rastrelliera … per le misure, le distanze, profondità e spaziatura, la decidete da soli, ormai, a questo punto, avete già esperienza da … fabbro e da artigiano.
Nel caso vi sembri troppo difficile, possiamo utilizzare questa tecnica per qualcosa di più facile del tipo; ringhiera per la scala “esterna”, ringhiera per balcone o solo, qualche piccola “inferriata” da mettere alle finestre del piano terra. (… ma qui, entriamo nel discorso Edifici).

Adesso è meglio fermarsi qui, perchè qualcuno potrebbe “azzardare”, e voler curvare anche queste ringhiere, per delle “balaustre” di terrazzi “tondi” e poi, e poi, e poi … si finisce che volete fare anche i Tavoli e le Sedie da Giardino di ferro battuto. (esagerati … e i cuscini ?).
Ci sono domande ? Dite che per il garage manca il cancellone ? Ok ! Per il cancellone, ci vogliono delle barr-one, con cui fare il telai-one, un pettin-one col dent-one, del grosso fil-one … e mi raccomando, fatelo bene altrimenti, mi fate fare la figura, dello sbor-…

55 . Recinzioni Urbane, Misure dei Cancelli e Valutazioni

Adesso che ci siamo orientati, in varie maniere, verso i lavori da “Fabbro Ferraio” e da “Artigiano Romanticone”, prendiamo in mano anche il discorso dei Cancelli, Cancellini e Cancelloni; anche perchè nelle “casine” comprate, le recinzioni NON tengono molto da conto, delle situazioni Italiane.
Iniziando a guardare la realtà che ci circonda, dobbiamo valutare bene; le misure, il perchè, il materiale usato, l’epoca cui fare riferimento, ed anche il tipo di “apertura”, di ogni singolo Cancello. (non vorrete mica lasciarli, tutti “chiusi” e senza vita … giusto ?).
Cancelli per ingressi pedonali e case piccoline, sono piccoli, mentre nei grandi villoni, la misura è più grande, con l’eccezione del cancello da “Garage”, dove la misura è “adeguata” al veicolo del proprietario. (sembra un discorso “banale, ma non è così).

  • Come valutare Forme e Misure, dei Cancelli da Garage.

Dobbiamo pensare che molte villette “singole” sono state costruite negli anni 60-80, ai quei tempi, le auto erano di misura “normale”, utilitaria o poco più; quindi, l’apertura del cancello era a “due ante”, la maggioranza erano bassi, di ferro, e col disegno eguale alla ringhiera. (solo in montagna, qualcuno li faceva di legno).
Non facciamoci subito “sviare” dal fatto, che oggi molta gente, acquista veicoloni “fuori scala” (Monovolume e SUV); e che sarebbe “logico”, fargli dei cancelli più larghi; ma, non è così, perchè la misura del garage e del cancello, sono rimaste quelle dell’epoca della casa, (per questo motivo, è più facile vederli parcheggiati sul davanti, invece che dentro).
Arrivando ai giorni nostri, molti hanno rifatto il cancello di tipo scorrevole, lo hanno “elettrificato”, la forma e la “linea” è diventata più moderna, alcuni hanno colto l’occasione per “allargarlo”, per “alzarlo” e “ri-posizionarlo”, più in “dentro” rispetto alla strada, “curvando” parte del muretto e della ringhiera, verso l’interno. (ricordate le ringhiere curvate ?).

A questo punto, possiamo anche “sollevare” lo sguardo, e vedere che, tanti hanno “alzato” in muratura anche le “colonnine” dei cancelli e, sopra a queste hanno costruito un “tettino” di coppi, che ripara le persone dalla pioggia, che lascia parcheggiare l’auto e che è provvisto, di una “plafoniera” luminosa. (quella che si accende, quando suonate il campanello …).
Da notare che, fra tutte le varianti di ringhiere e cancelli del tipo; legno, ferro, muretto, siepe, antiche, moderne … ecc. ecc, c’è anche un’altra variante cui non facciamo mai caso … la manutenzione.
Anche questa variante è collegata all’edificio; mi spiego meglio, un edificio maltenuto ha ringhiere rugginose, mentre un edificio ben tenuto o nuovo, ha ringhiere ri-pitturate o nuove, quindi dobbiamo valutare, anche il contesto “sociale” in cui, faremo la recinzione. (… lo so, che è un discorso da ricchi-poveri, ma è così … davvero).

Tutte queste considerazioni sul vostro micromondo, servono per capire quale cancello, quale misura e quale tipo, sarà quello “giusto” in quel luogo; mentre, per la costruzione materiale del cancello, non ci sono grandi problemi, perchè valgono le stesse tecniche delle ringhiere, con la sola variante che, il “telaio”, deve essere più grosso, più robusto, proprio perchè serve … per un Cancello.

  • Il Telaione per i Cancelli da Garage

Direte voi, cribbio Fiskiotto, ma io, mi ero preparato con i ferri e ferrini tipo ringhiere, e adesso dove li trovo i ferroni per il telaioni da cancelloni ? Mmmmm … e se io vi dicessi, che ce li avete già in casa, e che da qui li vedo ? Adesso vi dico anche, “dove” li avete.
Accucciatevi sotto al Plastico … lo vedete lo scatolone di cartone mezzo vuoto ? Vuotatelo del tutto (con calma) e poi guardatelo “sotto” … li vedete i “punti” della cucitrice ? Sì, proprio quelli di metallo … apriteli con cura e guardate la “sezione” … è proprio … rettangolare, a “piattina”, della misura giusta, per un robusto telaio da cancello.
Tenete a mente questa combinazione delle “grappette” o “punti” da cucitrice, utili da usare come base di saldatura; guardatevi intorno, andate da qualche amico dell’ufficio, aprite le varie “cucitrici” e … prendete qualche “punto”, anche di quelli che sembrano piccoli.(in cambio di un caffè … si intende).
Secondo la misura, possiamo farci delle transenne che si trovano; sul marciapiede di incroci stradali, all’ingresso di Uffici Moderni, ai lati di vari Parcheggi auto, ecc. ecc. e, quei “puntini” più piccolini, sembrano proprio dei “gradini”; tipo quelli che sono murati nel cemento o saldati sui Piloni e Tralicci Ferroviari … (ma non divaghiamo, sennò, ci fate anche … i predellini dei carri).

  • Finiture “prima” della posa dei Cancelli

Ultime note per la costruzione finale, dei cancelli: quelli scorrevoli hanno la “rotaia” a terra e quindi, sotto al telaio hanno le due ruotine; quelli piccoli sono ad una “anta”, hanno i “gangheri”, i “cardini”, le “cerniere” sempre sulla destra, di conseguenza la serratura e la maniglia, saranno sulla sinistra; per quelli a “due” ante, ricordate di farci anche la “conchiglia”, la “contro-serratura”, sull’altro contro-cancello.
Adesso che siamo pronti per messa in posa, è meglio fermarsi e ripassare, se abbiamo fatto e considerato, tutto “giusto” per i cancelli … Cribbio !! … mi dimenticavo una cosa da poco conto … adesso potete anche … verniciarli.

56. Recinzioni Urbane, Montaggio, Controllo dei Cancelli e Rottami

Concludiamo questo racconto sulle Recinzioni Metalliche; adesso che siamo sicuri su cosa e come fare il lavoro del “Fabbro Artigiano”, dobbiamo montarli per bene sul nostro micromondo, facendo attenzione a tutti gli inconvenienti possibili. Nella “posa” dei cancelli, bisogna curare bene l’attaccatura ai lati verticali, ma può succedere, che vi accorgete di aver sbagliato “qualcosina” ed il cancello, può essere venuto; “un poco” corto, un pò lungo, un pò fuori-squadra o solo “svergolato”.(… ho scritto un “poco” ed “uno” solo di questi difetti, se li avesse tutti, allora via … nel barattolo del Rottamaio)

  • Soluzione per alcuni Problemi, ai Cancelli

Nel caso del cancellino piccolo, possiamo posizionarlo “semi-aperto”, con un personaggio che lo tocca con una mano, come se volesse uscire. (l’occhio di chi guarda, sarà distratto dal personaggio)
Nel caso di cancello a due ante, possiamo ripetere come sopra, ma anche solo “spalancare” una “anta” verso una siepe laterale. (mai verso un oggetto geometrico, perchè si vedrebbe il difetto).
Nel caso di cancello scorrevole; se è lungo, possiamo farlo “entrare” di più dietro alla colonna; se è corto, lasciarlo tutto aperto, perchè … c’è l’auto in uscita, “ferma”, durante l’attesa di immettersi sulla strada. (…magari con la “freccia” accesa…)

  • Perchè questi rimedi e soluzioni così strane

Quando sbagliamo una cosa, con misure obbligate (come fra le due colonnine), siamo “costretti” a scegliere, “quale” lato fissare giusto; se l’errore, fosse piccolissimo, possiamo anche dividerlo in parti eguali, un pò di qua e un pò di là. (… lo avete fatto in varie occasioni coi binari).
Con i cancelli, siamo più fortunati perchè … sì “aprono”, quindi possiamo mettere preciso, il lato “fisso” o “incernierato”; mentre il lato “errore”, o lo lasciamo “libero”, o lo accostiamo ad oggetti con cui, non possiamo confrontare la precisione, come appunto; il personaggio, la siepe, l’automobile, ecc. ecc. e nessuno si accorgerà di niente. (… scommetto un caffè, purché l’errore, sia solo “un poco”)

  • Soluzione di alcuni Problemi alle Ringhiere

Adesso che le ringhiere metalliche le abbiamo messe, andiamo avanti con i lavori …. Nooo ?!? Mi dite che non siete riusciti a farne una, che sia venuta bene ? Ok, ok, ma allora, che ci facciamo, del cancello messo e dei muretti già pronti ? (… paura … panico … accidenti fuori scala, ecc. ecc.)

Ok, ok, Fiskiotto noproblem, dietro ai muretti, ci mettete una gran bella siepe … alta … fitta … e “potata” per benino; almeno questa, dovrebbe essere facile da fare, anche perchè in realtà, si trovano spesso “queste” combinazioni di, muretto-siepe senza ringhiera; mentre per le ringhiere venute male, le buttiamo nel barattolo del Rottamaio. (… che oramai sarà già pieno).

  • Il Barattolo del Rottamaio

Apriamo il barattolo e tiriamo fuori i pezzi grossi (mezze ringhiere, cancelli storti ecc. ecc.) una volta pitturati, li potete utilizzare; per “piazzali” di “rottamai” all’aperto, all’interno di tettoie di fabbri, per fare carichi di piccoli furgoni, oppure … possiamo esagerare, facendoli sembrare vittime, di qualche vecchio incidente stradale.
Per tutti gli altri ritagli dei ferrini avanzati dalle ringhiere, potrebbe capitare che alcuni, siano troppo eguali, troppo uniformi e diritti; per “scassarli” adeguatamente, possiamo usare il metodo “stropicciato” o “svampato”. (… questo è solo per adulti).
Per “stropicciarli”, metteteli “sparpagliati” su di un pezzo di stoffa “robusta”, avvolgetela fino a farne una pallina e poi “sbatacchiatela” (pestatela) con un legno o con i piedi. (… intendo, i piedi con la scarpa). Adesso aprite la stoffa, recuperate i ferri “maltrattati”, uno per uno tuffateli nel color ruggine scura, e con una pinzetta, li sistemate dove volete, ci penserà la vernice a fissarli fra loro.
Per “svamparli”, li incollate su di un nastro adesivo di carta (da carrozziere), arrotolate il tutto “senza” bucarvi le dita; andate fuori casa e … dategli fuoco, appoggiando questa “pallotta” su qualcosa che NON bruci. (ghiaia, sasso, mattone, coperchio di metallo …).
Quando sarà spento, ma soprattutto, quando sarà anche … “FREDDO”, vi ritrovate una cosa … “indescrivibilmente” ingarbugliata; qualche ritocco color ruggine chiara liquida, ed avrete la classica “montagnola” di vecchi rottami ritorti e rugginosi. (… se ne avanzano tante, fateci dei carichi, per carri ferroviari a sponde).
Le ringhiere per il lato “strada” le abbiamo fatte, ma sugli altri lati, spesso le case sono attaccate e quindi si crea il problema della “divisione” delle proprietà … e questa, sarà la prossima puntata.

Adesso volete anche il “sonoro” ? del tipo; gli uccellini, il motorino acceso del postino (che suona sempre due volte), il cancello che cigola, il cane che abbaia, il citofono che gracchia dicendo …” mìiii cufù a chìsta òra ? “… (ESU Post-Sound?)

57 . Recinzioni Urbane, Confini e Divisori delle Proprietà

Portiamo a termine, questi racconti sulle recinzioni del nostro micromondo, dicendo che le ringhiere metalliche le abbiamo fatte, ma solo sul lato “strada”; ci rimane da vedere, anche gli “altri” lati, i laterali ed il retro, e quindi, si crea il problema della “divisione” delle proprietà, su cui, dovranno trovarsi d’accordo i vari … confinanti.

In questo racconto NON vi spiegherò le tecniche di costruzione, ma come per i cancelli, vi dirò il perchè si fanno certe scelte di recinzione, diverse fra casa e casa, fra villa e villa. (… lo so che si ritorna al discorso di ricchi/poveri …).
Una Villona solitaria, avrà i confini laterali, dello stesso tipo del davanti; in genere chi ha una Villa, può permettersi questa spesa “decorativa” e “costosa”, ma chi ha una semplice casetta, può farne un lato … forse due, ma sicuramente il “retro”, lo farà con una recinzione più … economica tipo; muretto con rete di metallo oppure una semplice siepe.
Per la rete in metallo, intendo quella classica dal muretto basso, non intonacato, con la rete metallica a rombi, “agganciata” e “stesa” fra dei ferri verticali; la costruzione di questa “recinzione”, la trovate nel racconto di Paesaggio Semplice(3) – Bordi delle Strade (1a Parte) – La rete metallica.

  • La Recinzione sulla Stradina Laterale

Iniziamo subito a vedere le combinazioni, abbiamo detto di mettere UNA casina piccola, e se fosse sola, i confini laterali potrebbero essere di qualsiasi tipo, anche differenti, ma basta che da un lato ci sia una strada, anche piccola, ed ecco, che la recinzione, è fatta nello stile di quella anteriore, anche lungo questa strada. (altrimenti, che figura ci facciamo con la gente)
In questo caso, possiamo tappare degli errori di spigolo, con i soliti sistemi; un palo luce, un cartellone, ma può andar bene, anche un gruppo di persone; già che ci siete, metteteci anche sullo spigolo, il cartello stradale con il “nome proprio” della stradina, del tipo a palo o, anche la classica piastrella con la scritta della via, applicata al muro. (quella che non vedete mai, quando cercate una strada).
Sì, sì Fiskiotto, ma io volevo fare, più di una villetta sulla solita strada … e quindi come faccio i muri di confine fra le due proprietà ? A questo punto, sicuramente “cozzano” i due stili di recinzione, e la scelta è complicata perchè ci troviamo, di qua e di là del confine, mille combinazioni di separazione; muro alto e filata d’alberi, muro basso con la rete “ederata”, ringhiere alte … e si potrebbe continuare …

  • I tipi di Combinazione e la sua Ambientazione

Qui c’è davvero il discorso del “sociale”, perchè ci saranno varie combinazioni; di tipo A, cioè due confinanti “piccosi”, “piantagrane” e “boriosi”; poi c’è il tipo B, combinazione di uno “potente” e l’altro “accomodante”; poi il tipo C, dei due “pacifici” e “rilassati”; infine, la soluzione “unica” delle case a “schiera”, stabilite dall’amministratore, e che sono “socialmente” eguali per tutti.

Nella combinazione A, un classico, sono i muri alti, le siepi alte, perchè ognuno è geloso della sua “privacy”; addirittura, a costo di rimetterci del terreno, si vedono anche due muretti differenti attaccati, pur di NON dare soddisfazione o dover “questionare”, con quell’antipatico del vicino.
Se create questa situazione di conflitto sociale, consiglio di vivacizzarlo con il classico “dispetto” dei confinanti, che per danneggiare il vicino, ci mette quel famoso alberone della “polemica”; quello sul confine, che crescendo proprio “storto”, lascia sempre cadere i frutti e le foglie sul pratino dell’altro. (così impara, ad avere l’erba più bella della mia)
Nella combinazione B, un muretto bello per la villa, accostato anche da una siepe molto alta, sempre bella, sempre fitta, che non ti fa mai vedere quella “sposina” in minigonna che si china per curare i suoi fiori, o che prende il sole “integrale” in giardino …
Per la casina accanto, quasi niente o al massimo una siepina bassa, che eviti di sciupare per sbaglio, il muretto del vicino, niente alberoni sul confine che potrebbero farlo indispettire, prevale il buon senso e un’ambientazione “blanda” del tipo “buongiorno, buonasera, che tempo fa, ed ognuno a casa sua”.
Nella combinazione C, la ringhiera “bella” non c’è quasi mai, si preferisce la rete metallica, se non addirittura una semplice siepe di media altezza, perchè fra vicini ci si “fida” l’uno dell’altro.
In queste combinazioni, tra una proprietà e l’altra, è facile trovare anche un piccolo varco, un piccolo cancellino, un pezzo di siepe mancante, che di comune accordo fra vicini, si utilizza per … scambiarsi alcuni favori.
Qui, ci possiamo trovare, anche il tappeto “steso” sopra la rete, la biciclettina appoggiata, una “filata” di vasi e vasini, l’ambientazione classica è del tipo; mi presti un cacciavite, mi dai una mano che pesa, ti porto una fetta di dolce od il classico “oddio !, torno di là, che ho lasciato la cena sul gas”

Concludendo, ci si accorge che le recinzioni, vanno pensate bene, sulla base dell’edificio, del proprietario, del rione, della regione, dell’epoca e non ultimo, anche della possibilità che avete voi, di costruirvi tutte queste cose.
Ci sono domande. Dite che mi sono dimenticato il “retro” dei confini. E’ vero, ma sul retro, c’è un “trojajo”, un “caos”, una confusione tale di cose da mettere, che mi accorgo di andare fuori del tema delle Recinzioni, e quindi anche il dietro, lo racconterò nella prossima puntata di Arredamento delle Proprietà.
Vi saluto di corsa, perchè la vicina di casa, mi ha chiamato dalla finestrina del bagno, dicendomi che la doccia si è guastata e se posso andare a “riparargliela” subito; meno male che c’è un passaggio nella siepe … (… la doccia, me la fa riparare, DOPO che l’ha già fatta, e non durante … eddaiii … concentratevi).
Saluti dalla Toscana … Armando (FK)

Guida realizzata da
Armando Canti (Fiskiotto Kid)
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