Le Guide "Come Fare"
di TrenoInCasa
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Paesaggio Semplice

Viottoli e strade

Prologo

Salve, sono Canti Armando (Fiskiotto Kid), ai miei tempi, quando si costruivano i Plastici, non c’erano molti prodotti commerciali per migliorare il nostro micromondo e quindi, dovevamo inventarli.
Voglio raccontarvi un po’ di vecchie esperienze, volevo intitolarlo “Discorsi sul Paesaggio di un Modellista Tirchio del Ventesimo Secolo”, ma sarebbe stato troppo lungo, la scelta è cascata su “Paesaggio Semplice ( )”, con un numero che li distingue per cronologia.
Ringrazio tutti coloro che mi leggono, esperti o neofiti, e dedico questi articoli ai “Ragazzi del Plastico del Forum”.

- Avvertenze dell’autore -

Gli articoli di Fiskiotto sono un presidio ludico-divulgativo
L’uso continuativo, potrebbe avere effetti collaterali “desiderati”
Non somministrare a modellisti di età inferiore ai …nta-anni
Per il dosaggio, consultare il medico moderatore del Forum …

- Avvertenza del redatore -

Frenate il vostro impulso di distruzione che sicuramente vi attanaglierà dopo aver letto gli articoli che seguono, mentre guardate il vostro plastico che vi è costato ore e ore di fatica, sonno perso e liti con la “padrona di casaâ€, e lo comparerete a quanto suggerito dall’autore: è vero il plastico sembrerà un “tappeto verde da biliardo con macchie di varia forma e coloreâ€; ma sappiate che con un po’ di pazienza, piano piano, altre ore di sonno perse, altre liti riuscirete (forse) a “migliorare l’aspetto del vostro tavolo da biliardoâ€.

1 . Viottoli e strade sterrate

Dunque abbiamo posato il binario, abbiamo messo il ghiaino, e adesso ?
Adesso ci divertiamo ad uscire dall’ambiente ferroviario per andare nel paesaggio urbano.
Lasciamo da parte l’ambiente di stazione che ha già la pensilina; lungo la ferrovia, e, accanto al ghiaino, ci sono sempre delle piccole stradine che seguono la massicciata, sono dei piccoli camminamenti in terra battuta.
Per costruirli, non è difficile, basta un pò di sabbia fine e colla vinilica, il difficile è dargli il giusto movimento e collocazione nel paesaggio circostante.
Spesso “scansano” la base dei pali facendo una curva tipica, a volte sono fra la massicciata e la staccionata, a volte sono anche al di là della staccionata. In zona scalo merci, passano accanto agli scambi, a volte attraversano i binari in maniera buffa (cercate le foto su TT), hanno un colore più pulito e chiaro del ghiaino e sono anche “ciclabili”, perché servono al personale di servizio.
Fuori stazione, a volte sono nascosti dall’erba alta, sui ponti sono sostituiti da opere del ponte con la ringhiera, ed in prossimità di una galleria sono lastricati con pietre. Se volete farli, e non sapete come sistemarli, fate un pensiero in HO su dove sarebbe utile un camminamento alle persone; ma soprattutto, il perché devono andare da qui a lì; per esempio: dal Deposito dell’acqua alla Cabina di Blocco.
Questo vostro pensiero in HO, vi farà capire dove e come mettere queste piccole cose nel posto giusto nel vostro micromondo, con un effetto di “vita vissuta” assai gradevole. Quando posate il legno per il binario, cercate anche di lasciare qualche centimetro in più per queste simpatiche realizzazioni, provate e se avete dei dubbi …. parliamone.
Ho parlato di “stradine” o “viottoli”, adesso vi parlo di Strade più grandi, sempre di tipo “sterrate” o “bianche”.

  • La Forma

E’ sbagliato disegnarle sulla tavola, con il righello o con il compasso, in modo che i bordi siano perfetti e paralleli.

Queste strade vanno disegnate a mano libera, sia i diritti che le curve, và disegnato prima un bordo e poi quell’altro, questo le fa differenti anche in larghezza, infatti all’inizio sono larghe e belle, poi quando ci si addentra nella natura, diventano più strette e più selvagge … (chi ha la fidanzata .. ha capito).

  • Lo Spessore

E’ sbagliato mettere un solo strato di sabbia, la rende troppo “piatta” come se fosse un pezzo di carta vetrata incollata. Lo spessore dello strato deve essere almeno 2 o 3 millimetri e lasciare eventuali accumuli, infatti la strada, sia ai lati che al centro, è sempre più alta del posto dove passano le ruote…. (chi và in moto mi capisce). Dove passano le ruote, ci stanno bene anche eventuali piccole buche o avvallamenti, se poi volete fare gli…. “SBORONI”, colorate qualche buca con del marrone opaco, poi ci colate un pò di trasparente lucido denso, e vi sarete fatti le “buche con acqua”…. (chi ha l’automobile appena lavata, se lo ricorda).

  • Quante e Dove

E’ sbagliato farne troppe, perché nei luoghi dove NON ci sono abitazioni, fattorie o campi da lavorare, nella realtà, non servirebbero a nessuno, quindi NON ci sono.

Quando ci si addentra molto nella natura, queste strade, sono poco frequentate, hanno la caratteristica di far crescere l’erba anche al centro della
carreggiata, un pò di vinavil, messo a macchie, e del floccato misto vi daranno la giusta sensazione.
Se poi la strada entra nel bosco, allora cambia tutto; si accumulano anche tante foglie, prende altri colori, del tipo foliage verde, marrone, giallo, cespugli alti, rami secchi.
Questa è più difficile, perché dipende da zona a zona e da stagione a stagione, in questo caso è un’occasione per farvi dell’esperienza in fatto di sottobosco, utilizzando i vari “avanzi” che avete, e mescolando il tutto, magari rifacendolo più volte ….. provate, se avete dei dubbi …. parliamone.

2 . Strade in asfalto

Eccomi a parlare di strade asfaltate, non parlerò di Autostrade o Superstrade in quanto improbabili sul Plastico, ma di strade piccole o cittadine normali, del Manto Asfaltato, delle Segnaletiche orizzontali, dei Tombini, delle Buche, ed altro.

  • La base

La base della strada deve essere di compensato o comunque di una certa solidità, sulla quale poi incolleremo l’asfalto. Questa base deve avere un andamento credibile, evitate incroci a sei vie, tornanti in pianura, salite da urlo e soprattutto, siccome le strade vere costano, anche nel plastico non devono essere né troppe né messe a caso, ma avere una loro funzione di viabilità, da una parte arrivano e vanno dove servono.

  • Il manto di asfalto

L’asfalto lo costruiamo con del cartoncino da 1 millimetro, se fosse più grosso è meglio l’importante è; che il cartone NON sia di quello da imballo poli-ondulato (coi buchi), ma deve essere del tipo pieno come i sotto block-notes. Ritagliamo il cartone, a forma di strada, numeriamo le varie parti e SEGNATEVI sulla BASE dove sono le giunture.
Quando siamo pronti, spruzziamo il cartoncino da ambo le parti con acqua, lo incolliamo alla base con il vinavil, seguendo i segni, poi con le dita o con un rullino, lo pressate ai lati e lo aggiustate con forza. (questo crea delle piccole ondulature in superficie, molto realistiche). Non impressionatevi dalle giunture venute male, metteteci un striscia di carta imbevuta di colla o stucco. I più “fighi” possono mettere un lieve rialzo, al centro della base, in modo che il cartone ammorbidito prenda la leggera forma di “colmo” della strada.

  • Il colore asfalto

Questa è la parte peggiore, diciamo che, come base generale un grigio medio và bene, usate tinta da “muro” come quella degli imbianchini, poi vanno usati dei trucchi, e dunque iniziamo col notare che alcune strade:

o sono riasfaltate in parte, quindi alcuni pezzi sono più recenti e più scuri della base;

o hanno delle “toppe” di varia forma e dimensione, anche queste sono più scure;

o spesso sono “screpolate”, questo lo ottenete con una piccola spugna, su cui avete passato leggermente del nero opaco e la usate come un timbro.

o ai lati hanno avuto degli scavi di posa (enel, gas, ecc), che hanno una larghezza e forma particolare, di solito sono molto lunghi, verniciare più scuro. E qui viene il bello ed il perché del cartone, se volete, potete “pressare” il cartone con la testa di un compensato da 2 o 3mm, dandogli anche la profondità e ruvidezza.

o eguale trattamento di pressione sul cartone, con un legno di sezione quadrata o tonda lo potete fare per i “tombini”, i più “fighi” ci mettono sulla punta del legno, un pò di color gun-metal, ad imitazione della ghisa del tombino … la pressione differente, farà i “tombini” più o meno fondi;

o una volta imparato che l’asfalto si può imprimere a piacimento, lascio a voi il piacere di metterci qualche “buca” di fantasia, in genere più chiara e polverosa, adatta al micromondo dei motociclisti ….

  • Segnaletica orizzontale

I segnali a terra di Stop, di parcheggio e altri segnali, li riproducete esattamente come fanno dal vero.
Col Computer, vi stampate al centro di un foglio di carta, l’esatto disegno in scala, del simbolo che volete sull’asfalto, ritagliate via il simbolo, in modo che sia una maschera al negativo. (un foglio per ogni simbolo) Appoggiate questo foglio “bucato” nella posizione giusta e con vernice spray, da lontano, gli date una spruzzata leggera, perché non deve essere colore “pieno”, sollevate il foglio di carta e la segnaletica è pronta.
Questo metodo è abbastanza valido anche per le righe tratteggiate, mentre per la riga continua di “mezzeria” o laterali, usare un pennellino con poca vernice, anche qui con il colore non “pieno”, e il bastoncino “appoggia-polso” che si vede usare dai pittori restauratori.

Invecchiamento a parte le frenate scure, le ruotate fangose dei veicoli che si immettono sull’asfalto dallo sterrato, un buon invecchiamento generale adatto anche sulla segnaletica lo si ottiene così.

Cenere, sìii … cenere, anche di sigaretta, la toccate con un dito e la strofinate sull’asfalto nella direzione del traffico, và fatto UNA volta sola, se strofinate più volte, “sfuma” quella “striatura” tipica che lo invecchia.
Per i NON fumatori, si può usare polvere di talco e polvere di carbone o altre terre, purché la tecnica sia quella.

3 . Bordi delle strade – Parte Prima

  • Bordo delle Strade Cittadine

In un Plastico il primo bordo strada che dobbiamo affrontare è sempre quello della Stazione, dove c’è poca da fare, le stazione in genere ha già il suo marciapiede e le scalinate.
L’unico miglioramento è, metterci della vita, parcheggi per auto, taxi, bus, moto, bici, gente con valigie, vù cumprà, ecc.
Poi ci allontaniamo dall’ingresso principale con; aiuole, cancelli, ringhiere, depositi vari, panchine, barboni, siepi, alberi, lampioni, ancora parcheggi e finalmente, dopo il classico Passaggio a Livello, siamo fuori città, ahhh …. la campagna, la natura …
Qui la strada ha ancora accanto a sé la ferrovia, è d’obbligo la staccionata FS, ma non sempre, a volte c’è un muretto in cemento con sopra la rete metallica.

  • La rete metallica

Per fare la rete metallica, si usa del “tulle” da bomboniera o dei nastri da pacchi, che spesso hanno la trama quasi fatta apposta, basta dargli del colore metallico-rugginoso, lasciarli asciugare “stesi” e diventano perfetti. (avete presente come si appende un calzino ? siii, ecco così, e con un piccolo peso in fondo)
Per i pali di sostegno si possono usare dei fili di acciaio (anche tondi) o meglio ancora, dei profilati a T, che devono essere fini ma sono costosi.
Per il muretto in cemento, basta un listello di balza della misura idonea, su cui si piantano i pali ogni 2 o 3 cm, poi con l’aiuto di un amico si tiene il nastro-rete in tensione, in modo che accosti ai pali, infine col cianoacrilato si incolla la “rete” in vari punti del palo e, al primo palo ed all’ultimo, gli diamo colla in più.
Quando la strada si distanzia dal micromondo ferroviario e anche da quello urbano, l’asfalto è senza la riga bianca, il bordo termina in maniera “sbocconcellata”, poi c’è del ghiaino fine e subito dopo c’è erba incolta che “scende” anche nella “fossa di scolo” delle acque piovane, ci sono i paletti, ma spesso c’è il guard-rail.

  • Il Guard-Rail

Ci sono ad una “piega” e a due “pieghe”, troviamo del filo elettrico unipolare o Bipolare della dimensione adatta, circa mezza ruota di automobile, lo “grattiamo” o lo “pialliamo” col trincetto (occhio alle dita) per quasi la metà della sezione, togliamo i filini di rame, e ci ritroviamo con un profilato di plastica fatto a sezione di C ed a 3, tutto arricciolato e “ammosciato” come …. vabbeh. Piantare i paletti di base, potete farlo con profilati o anche con chiodi del tipo “senza testa”, adesso, scaldiamo il “filo moscio” con un asciugacapelli e lo facciamo ancora più “ammosciato”, lo incolliamo ai paletti con colla rapida, tirandolo leggermente, così quando raffredda, il guard-rail resta diritto. (è utile un legnetto da mettere sotto al filo, per dargli l’altezza uniforme) Le teste del guard-rail le facciano scaldandolo con una fiamma, e schiacciamo con pinze NON zigrinate, lo pieghiamo nel verso giusto, poi da freddo, lo ritagliamo nella forma giusta, il colore generale, sarà metallo opaco e poi una passata di ruggine liquida.
Nella fossa di scolo piovano, non c’è quasi mai l’acqua, (solo quando diluvia) quindi il fondo fatelo solo con erba più scura, aldilà della fossa ci sono le proprietà, campi, case, fabbriche, ma questo è un’altro discorso-argomento, per noi che interessa il bordo strada, dobbiamo interrompere il bordo strada e fare gli “accessi laterali a queste proprietà”.

  • Accessi alle Proprietà in campagna

Dal vero, posano un tubo di cemento nella fossa e ci buttano sopra un pò di terra, facile da fare per campi agricoli, fra un campo e l’altro, terreni boschivi, casette di periferia, piccole fabbriche, stradine sterrate e noi come li facciamo?
Basta una vecchia penna biro ed abbiamo il “tubo” giusto, ma perché la penna e NON un tubetto normale ?
Perché il tubo tagliato, in testa verrebbe “piatto”, mentre i tubi veri hanno una “tacca” di giunzione eguale al cappuccio di penna, adesso coloratela in cemento chiaro, mentre il dentro “basso” và tinto più color “sudicio”.
Poi basta un pò di sabbietta mescolata a poca vinavil, in modo che sia densa come il dentifricio, e vai con la colata, un pò di avvallamento dove passano le ruote e qualche cespuglio ai lati della fossa.

4 . Bordi delle strade – Parte Seconda

Adesso continuo la parte dei bordi delle strade, riprendo le ultime righe della Prima parte interrotta, si parlava degli accessi stradali alle Proprietà.

  • Gli accessi più importanti e moderni

Vanno fatti più grandi, di norma sono fatti sulle strade asfaltate, sono anche più lunghi, sono asfaltati o semplicemente inghiaiati e sembrano quasi dei piazzali di sosta, sono tipici delle zone industriali, ai lati dell’accesso, dentro la fossa, i muri di contenimento sono di cemento con sopra la ringhiera o il guard-rail.

  • Gli accessi più antichi

Sono i più belli, sono fatti di sasso vivo o di mattone, non c’è il “tubo” sotto, ma sono costruiti come un “mini ponte”, con il muretto di mattoni laterale, che si allarga all’ingresso e all’uscita, lasciando lo spazio stretto al centro strada, molti hanno la “gobba” tipica che fa capire che sotto è un ponte d’epoca e poi, il pavimento di vecchi sassi …….
Premetto che la costruzione di questi accessi è molto complicata, consiglio di farli prima, sul tavolo di lavoro e poi metterli sul plastico, intanto ci costruiamo un ponticino “base” di compensato e poi, ci sono due metodi per farlo.
Per farla semplice, rivestiamo questa “base” con fogli di sasso o di mattone e gli diamo un’invecchiata.
Se invece, volete fare restare gli amici, a bocca spalancata e bavosa, (si perché a bocca, “solo aperta” non conta) c’è il metodo del sasso singolo, incollato con stucco chiaro, uno per uno, pulire e lavare via subito lo stucco che eccede, rivestite sia i lati del ponte che la pavimentazione di accesso.
Per i mattoni si usa uno stratagemma abbastanza rapido, che sarà utile per altri muretti antichi di mattoni, ci vuole della polvere di mattone.
Si potrebbe anche grattugiare un mattone, ma, và benissimo della sabbietta già di quel colore, la impastiamo con vinavil, e come se fosse intonaco, spalmiamo le parti che servono, con uno strato da 1 mm, se volete finché è fresco potete anche fare delle righe che imitano il mattone.
Oppure queste “righe” le potete fare con una punta metallica, anche dopo che è seccato, non verranno profonde ma renderanno lo stesso l’idea.
Invecchiare questo manufatto con del “verde oliva” liquido, (muffe e licheni) e spolverare con terra chiara la parte alta che è cotta dal sole, il sopra potete anche grattarlo leggermente con carta vetrata …. fatto ? guardatelo bene, com’è venuto? aahhh …. (adesso potete chiudere la bocca)

  • Gli accessi piccoli e moderni

Sono dei veri ponti di cemento armato, con il guard-rail ai lati, la costruzione è abbastanza facile da fare con dei listelli di balza o compensato. Per il color “cemento”, usiamo polvere di “cemento vero”, la diluiamo con vinavil e la applichiamo a pennello, se volete, durante l’asciugatura, potete timbrarci le “tavole” con un listello da 2 o 3 mm “bagnato”.
Questa bagnatura, evita che il cemento si attacchi al listello-timbro, “spiana” le tracce di pennello e gli rende la forma di “gettata di cemento armato”, se poi gli date, una leggera e quasi asciutta, passata verticale di color ruggine, imitate anche i “ferri” interni del cemento che “sgorano”.

Sui bordi delle strade di pianura, ho detto quel che so, mancano anche quei “lastroni di cemento” che mettono sulle fosse per metterci i bidoni della spazzatura e un sacco di altre cose che potete osservare e inventare nel vostro micromondo, da voi.
La prossima (5) sono i bordi stradali di MONTAGNA (dove il Plastico ci guadagna)
Anche questo è fatta, smettetela di cercare la grattugia in cucina, dai … concentratevi, concentratevi ….

5 . Bordi delle strade – Parte Terza

Quando la strada “sale” verso la collina o la montagna, il terreno è sempre in pendenza, quindi ha bisogno di “opere urbane” adatte alla sua costruzione e viabilità, del tipo muri, ponti, scavi e gallerie e che molte di queste “opere urbane”, si possono utilizzare anche nel micromondo “ferroviario”.

  • Bordi nei viottoli di montagna

Dal vero, sono scavati nel “fianco” del terreno e poi ci buttano sopra un pò di ghiaia, essendo piccoli, sul lato “valle” non ci sono “opere” mentre sul lato “monte”, quando il terreno pende troppo, ci sono scavi nel terreno che spesso scoprono la terra, non c’è erba, ma a volte ci sono radici di albero scoperte, seguono l’andamento del terreno con curve o pendenze molto accentuate.
A terra ci sono “attraversamenti” obliqui, di legno o di terra, per far passare l’acqua piovana al di là della strada evitando che allaghi o che porti via la ghiaia. Negli ultimi anni, questi “itinerari” sono stati anche attrezzati con segnaletiche turistiche, per il “passeggio sportivo” o “ciclabile”, (non fatemi scrivere tracchinghe o muntanbaiche), agli incroci ci sono cartelli di legno, a volte ci sono le “edicole” o “marginine” o “croci di legno” con immagini sacre.
Se la montagna è più “dura” sono scavati nella roccia e, a lato “valle” ci sono ringhiere di legno o di metallo, se siete fortunati, costeggiano anche la ferrovia. (scommetto che li avete usati per fare, quella famosa foto alla loco ..)

  • Bordi strade sterrate medie

Queste strade sterrate hanno una larghezza massima di un camion, qui lo scavo nel profilo del terreno è più consistente, le curve e le salite sono più dolci, la larghezza spesso cambia a seconda del terreno disponibile sul posto, in certi punti si allarga anche di due volte (ci sarà pure un posto, dove sorpassare quel dannato camion che và piano).
A lato valle, ci sono dei muretti a secco o piccole gettate di cemento, che evitano il franare della strada, a lato monte poche opere, tant’è vero che quando piove troppo forte, spesso il terreno frana sulla strada, sono poco “mantenute” perché poco frequentate, non portano lontano, più che strade, sono accessi a ville, alle fabbrichette, ai campeggi, alle fattorie, a dei piccoli paesi, un ristorantino, potrebbero anche portare solo ad uno spiazzo panoramico. (mai sentito dire “cara, ti porto in un posto…”)

  • Bordi strade asfaltate medie

Quando la strada è più trafficata, diventa asfaltata, si allarga alla dimensione di camion+auto, qui le opere sono più massicce perché devono sopportare carichi e usura più pesanti, sui muri ci sono guard-rail oppure quei muretti tipici dell’Appennino italiano.
Questi muri di Epoca 1, presenti anche ai giorni nostri, sono quei famosi muretti dove ci si siede per vedere il panorama, oppure dove le bimbe in mini-gonna agitano le gambe e fanno di te un attento osservatore: fermiamoci, e vediamo come fare. (i muri)
In genere sono di pietra, sono profondi 50cm, sono alti sui 90cm, lunghi un paio di metri, con sopra la pietra o il mattone murato per “costa”, fra un muretto e l’altro ci sono dei tubi di ferro di un metro circa e di diametro sui 10cm, di colore bianco/nero in origine, ma spesso sono arrugginiti. (queste misure sono indicative, poiché in ogni strada e regione sono differenti)
Per fare i “muretti”, si possono utilizzare dei blocchettini di polistirolo, ma con “pallini” piccoli, tuffiamoli in una soluzione di: 50 % vinavil, 49 % acqua e 1% sapone, tiriamoli fuori dopo 1 minuto, li “sgrondiamo”, e li lasciamo asciugare per bene, appoggiandoli su una striscia di cartoncino fino.
Questo trattamento rende il polistirolo pitturabile, riempie le piccole fessure tra un “pallino” e l’altro, inoltre si attaccheranno alla striscia di cartoncino, è un BENE, così li potete lavorare senza sporcarvi troppo, vi ricordo che sono dei “cosini” alti 1cm.
Ci passiamo sopra frettolosamente del grigio scuro diluito, lasciamo asciugare, e vediamo che la tinta NON ha coperto tutto, ancora BENE, questo fa risaltare il “pallino” come fosse un sasso, possiamo ri-passarci del verde-scuro in maniera verticale ad imitazione delle aggressioni del muschio.
Per i tubi, bastano dei tondini da 1mm, colorati a seconda del caso, scegliete voi il materiale, meglio se sono barre lunghe che poi tagliate a misura, ricordate che ne vanno due per ogni “interno-muro”.
La preparazione, NON strappate i muretti dal cartoncino, ma ritagliate il cartone a filo dei muretti, prepariamoci un blocchettino di legno su cui facciamo due tagli di seghetto, serviranno come “dyma posa-tubi” per tenere in posizione sempre eguale e esatta i due tubi tagliati dalla barra e da ultimo prepariamo, in un tappo, pochissimo vinavil denso, colorato di marron-ruggine.
Il montaggio, posizionate con la colla il Primo muretto, tuffiamoci le punte dei tubi tagliati nella vinavil-ruggine, mettiamoli nella nostra “dyma”, accostiamo a misura la “dyma carica” accanto al primo muretto, e con il secondo “muretto” che è già pre-spalmato di colla sotto, pigiamo finché i “tubi” entrano dentro (tanto è polistirolo), togliere con cautela la “dyma” e ripetere l’operazione finché la strada lo richiede.
Gli eventuali eccessi di colla in testa ai tubi, faranno l’effetto della ruggine nel muro, ricordiamo che alla base dei muri c’è sempre erbaccia, qualche tubo è piegato da vecchi incidenti, alcuni muri nelle curve, sono spesso graffiati dai cassoni dei camion che sono passati troppo vicini e da ultimo all’inizio e alla fine di queste serie, ci sono le righe bianco/nere in obliquo.

6 . Bordi delle strade – Parte Quarta

  • Bordi strade asfaltate medie

Di guard-rail e di muretti tipici, sul lato “valle” ne abbiamo parlato la puntata precedente, adesso vediamo i bordi dal lato “monte”.
Partite dall’idea essere i “geologi” del vostro plastico, ragionate o immaginate, sul fatto che; se io scavo una collina o una montagna, quello che ci trovo “sotto all’erba” è differente per regione, per situazione, per territorio ecc. ecc., quando avrete deciso che cosa c’è sotto, avete già una grossa indicazione di come gestire lo scavo nel fianco del terreno; potrebbe essere solo terreno friabile oppure roccia dura e viva, và ricordato che questo ragionamento è utile anche per il micromondo ferroviario.

  • Scavo nel terreno friabile

Dal vero, per queste opere, si usano dei muri di “contenimento” della terra, è importante decidere prima il tipo di muro che volete, se antico di sassi oppure moderno di cemento, e quali sono le forme che hanno.
Se vi piace il muro di sassi, non può essere molto alto, deve essere più “coricato” verso il monte, può avere dei “ricorsi reggi-spinta” di varie forme; tipo a colonna piramidale, oppure delle arcate incassate tipo “tunnel ravvicinati”. Guardandolo dall’alto, segue le curve della strada e, visto di “fronte”, segue il profilo del terreno dietro, aggiungo che, siccome è antico, le muffe sul muro e le erbacce sui bordi, sono sempre abbondanti.
Per la costruzione modellistica, può essere usata la tecnica dei piccoli muretti di polistirolo con delle variazioni: il polistirolo deve essere di spessore meno di 1 cm (per curvarlo) e deve avere i “pallini” più grandi (sassi più grossi). Quando è pronto e trattato, come i muretti piccoli, prendete un pennello piccolo o stuzzicadenti, tuffatelo nel vinavil, mettete la puntina di colla fra i “sassi” più grossi, e subito infilateci un pizzico di: floccato, lichene, segature, rametti, o quant’altro vi venga in mente di vegetazione varia.
Questa operazione di “metti-erbaccia” sarebbe consigliabile di farla con il muro in posizione verticale, così prendono la piega naturale verso il basso, altrimenti capita di vedere dell’erba che cresce tipo “spazzolone”.
Questa operazione “metti-erbacce”, è consigliabile anche per coloro che usano i muri già fatti in commercio.
Se fosse moderno e di cemento, allora può essere più alto, meno inclinato, raramente ha dei “ricorsi” reggispinta. (vi ricordo che stiamo parlando solo di strade Medie, mentre sulle Autostrade o superstrade il discorso cambia molto). La costruzione è semplice, un foglio di materiale fino, e una spennellata di color cemento.
Anche qui, un invecchiamento di color muffa-verde è più che sufficiente, niente erbacce o rampicanti.
Alla base di TUTTI questi muri e muretti, ci sono gli sgrondi delle acque piovane, che sono degli avvallamenti, degli scavi, che seguono il muro e finiscono; nelle griglie, nei fossi, o comunque sia, tengono lontana l’acqua dalla sede stradale.
Quando fate il paesaggio, ricordatevi che, sulla “testa” di questi muri, ci sono sempre delle erbacce alte, fitte e abbondanti, che “traboccano” anche sul muro stesso.

  • Scavo nella roccia

Queste opere sono molto frequenti e, laddove le rocce sono normali o deboli, vale il discorso dei muri di cui sopra, mentre dove sono molto dure, si devono considerare alcune cose piuttosto complicate.
Continuiamo ad immaginare di essere geologi e ingegneri, e stabiliamo il tipo di roccia che ci piace; potrebbe essere granitica (blocchi grossi integri), stratificata (come lo strappo di un libro) oppure altri tipi che vi piacciono, scegliete voi dalla realtà.
Lo scavo delle rocce, non sempre riesce bene, pari pari, come vorrebbero gli ingeneri che hanno il compito di scavarle.
Quando con la dinamite, ne vengono via troppe, allora il terreno “rientra” tanto dalla sede stradale; lascia posto a piazzali, con residui di roccia abbandonata, per qualche parcheggio di emergenza o solo per qualche baracca degli attrezzi. Quando scavano poco, la roccia lascia degli “spuntoni”, che vengono pitturati in bianco/nero, per evidenziare che sporgono pericolosamente troppo vicino, alla sede stradale (questa regola NON vale per le ferrovie), inoltre in molti casi ci viene stesa una rete metallica, per evitare delle piccole frane di sassi. Questa rete è facile da fare con del “tulle” da bomboniere dipinto grigio chiaro, e fissata dopo l’invecchiamento, con piccoli chiodini nella roccia.

Evvai cribbio, anche questo è lungo, voi intanto cercate la bomboniera dell’ultimo matrimonio e … concentratevi, che la prossima volta vi dico come fare le rocce ….

Saluti dalla Toscana … Armando(FK)

Guida realizzata da
Armando Canti (Fiskiotto Kid)
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