Le Guide "Come Fare" di TrenoInCasa www.trenoincasa.it
IL PLASTICO
Binari in Corrente Continua
La terza scelta che un ferromodellista che si vuole costruire il plastico deve fare sono i binari. La terza perché la prima è quella della scala, e se state leggendo
questa guida avete scelto H0, la seconda è quella dell’alimentazione, corrente continua (CC) o corrente alternata (CA).
Se la seconda scelta è stata CA, per i binari avete poche possibilità , dovete usare i Marklin. Se la seconda scelta è invece è andata a favore della CC, allora qui forse trovate qualche spunto su cui ragionare sulla terza scelta.
È una raccolta di informazioni prese da alcuni cataloghi, da alcuni siti internet, ma anche dal forum Trenoincasa. Per cui diciamo che le info le ho raccolte io, ma la guida la scritta
un po’ tutto il forum Trenoincasa.
Iniziamo prima con un po’ di informazioni tecniche generali, e poi vediamo in dettaglio alcuni dei prodotti più diffusi sul mercato.
INFORMAZIONI TECNICHE
Binari con o senza massicciata?
o quelli senza massicciata, come ad esempio questi:
1. Binari Con MASSICCIATA
In quelli senza massicciata ovviamente la massicciata ve la dovete costruire da soli. Qui non tratteremo l’argomento di come si fa’, diciamo solo che in linea di massima non è difficile, tipicamente si utilizza uno spessore di cartone o sughero sotto il binario e ci si incolla del pietrisco che si trova nei negozi. Si raggiungo degli ottimi effetti visivi. Non fate un plastico senza massicciata: intendiamoci, non è che l’ha detto il dottore, però per un minimo di realismo la massicciata ci vuole e poi quando vedrete un plastico di un vostro amico la prima cosa che noterete è che sul vostro manca la massicciata. Per cui mettiamocela.
Quando usare un tipo di binario e quando l’altro? Ognuno può trovare le sue ragioni. Diciamo che la massicciata autocostruita è più bella, ma ci vuole tempo e pazienza. E poi una volta incollato tutto è difficile fare delle modifiche.
Un suggerimento potrebbe essere il seguente: se avete tempo, siete abbastanza decisi su ciò che volete fare e non prevedete modifiche future, usate binari senza massicciata.
Se il tempo scarseggia, se posate i binari ma prevedete modifiche future (aggiunta di binari paralleli, scambi etc.), allora forse è meglio che usate binari con massicciata. Per l’estetica non vi preoccupate: quando tutto sarà finito potrete aggiungere comunque altro pietrisco o sporcare un po’ i binari e raggiungere comunque una buona estetica.
1.2 Le rotaie sono tutte uguali? Codice 100, codice 83, codice 75: cosa significa?
Le rotaie dei binari non hanno tutte la stessa altezza (sarebbe stato troppo semplice). Parliamo esattamente dell’altezza di tutta la parte in ferro delle rotaie, escluse traverse.
Esistono 3 altezze, identificate come codice 100, codice 83 e codice 75.
• Codice 100: sono circa 2,5mm. Su queste rotaie gira qualsiasi convoglio. Unico svantaggio sono un po’ lontane dalle realtà , non sono affatto in scala.
• Codice 83: sono circa 2,1mm. Attenzione perché se usate materiale rotabile molto vecchio (almeno 20-30 anni) rischiate che le ruote battano sulle traverse (ricordate però che le ruote si cambiano). Con materiale rotabile acquistato più recentemente non dovreste avere problemi. Le norme NEM1 più recenti prevedono binari in codice 83.
• Codice 75: sono circa 1,9mm. Questo caso è il più realistico ma verificate che i vostri convogli siano idonei, il rischio che qualcosa non giri è elevato. Se acquistate materiale rotabile molto recente non dovreste avere problemi.
Quando si fa un plastico, se si usano binari differenti, è bene almeno che siano tutti lo stesso codice. Plastici con binari di codici diversi si fanno, ma dobbiamo preoccuparci di “gestire” lo scalino che si viene a creare. Meglio evitare, soprattutto se si è alle prime armi. Usate sempre binari dello stesso codice. Quando avrete acquisito una buona esperienza allora potrete avventurarvi nella costruzione di plastici con binari molto differenti.
Le rotaie dei binari non hanno tutte la stessa altezza (sarebbe stato troppo semplice). Parliamo esattamente dell’altezza di tutta la parte in ferro delle rotaie, escluse traverse.Esistono 3 altezze, identificate come codice 100, codice 83 e codice 75.• Codice 100: sono circa 2,5mm. Su queste rotaie gira qualsiasi convoglio. Unico svantaggio sono un po’ lontane dalle realtà , non sono affatto in scala.• Codice 83: sono circa 2,1mm. Attenzione perché se usate materiale rotabile molto vecchio (almeno 20-30 anni) rischiate che le ruote battano sulle traverse (ricordate però che le ruote si cambiano). Con materiale rotabile acquistato più recentemente non dovreste avere problemi. Le norme NEM1 più recenti prevedono binari in codice 83.• Codice 75: sono circa 1,9mm. Questo caso è il più realistico ma verificate che i vostri convogli siano idonei, il rischio che qualcosa non giri è elevato. Se acquistate materiale rotabile molto recente non dovreste avere problemi.Quando si fa un plastico, se si usano binari differenti, è bene almeno che siano tutti lo stesso codice. Plastici con binari di codici diversi si fanno, ma dobbiamo preoccuparci di “gestire” lo scalino che si viene a creare. Meglio evitare, soprattutto se si è alle prime armi. Usate sempre binari dello stesso codice. Quando avrete acquisito una buona esperienza allora potrete avventurarvi nella costruzione di plastici con binari molto differenti.
1.3 Un po’ di geometria
La maggior parte dei binari non hanno lunghezze a casaccio ma sono sviluppati secondo una ben precisa geometria. Binari dritti, curvi, scambi si sviluppano in base ad un certo disegno che conviene rispettare per semplificare la costruzione del plastico.
La base della geometria è composta da un reticolo base tipo questo.
Di questo reticolo bisogna conoscere 2 misure: la prima è l’interbinario, cioè la distanza tra il centro delle 2 file di binari (indica con I) e la lunghezza (indicata con L)L’interbinario è anche la distanza tra curve parallele. Tipicamente le curve hanno un raggio minimo intorno a 360 mm (misurato al centro dei binari). Se l’interbinario è 65 mm, avremo curve da 360 mm, 425 mm, 490 mm etc. Se invece l’interbinario è 70 mm, avremo curve da 360 mm, 430 mm, 500 mm etc.
Tipicamente l’interbinario varia tra poco più di 50 mm e quasi 80 mm (in teoria per una riproduzione in scala di una moderna linea AV l’interbinario dovrebbe essere da 48 mm circa). Un interbinario piccolo è utile nelle stazioni, così in poco spazio si riesce ad inserire un maggior numero di binari. Un interbinario più ampio è utile nelle curve, soprattutto strette, altrimenti rischiate che 2 treni che percorrono 2 curve parallele si toccano. Problema che si può facilmente verificare soprattutto in epoca V, ossia treni di oggi, dove un vagone può essere lungo 30 cm. Comunque in generale se potete evitate le curve strette come quelle da 360 mm di raggio: non sono belle a vedersi, non sono belli da vedere i treni che le percorrono (“spanciano†troppo), e la cosa peggiore è che alcuni convogli non circolano affatto su raggi così stretti (state attenti negli acquisti).Però se avete poco spazio alla fine le userete.Torniamo al reticolo base. La geometria e la disponibilità di pezzi è tale che si possono fare queste cose.
In ogni caso sono reticoli tutti con la stessa lunghezza (o multiplo) e stesso interbinario. I binari dritti rossi hanno la stessa lunghezza degli scambi. La curva “verde†è studiata per mantenere lunghezza e interbinario costanti ed è chiamata controcurva di compensazione. In alcuni casi il binario dritto grigio e quello rosso hanno lunghezze differenti, in altri casi hanno la stessa lunghezza (lo chiameremo reticolo simmetrico).
Rispettare il reticolo non è obbligatorio, ma conveniente soprattutto per chi è alle prime armi. Infatti potete iniziare da questo
per poi passare a questo
ed evolvere facilmente a questo:
Alcuni costruttori hanno anche un binario flessibile (o in pochi casi hanno solo il binario flessibile!). Questo binario è lungo circa 80-100 cm, e lo potete modellare più o meno come vi pare. Usatelo se vi serve, ma dopo aver accumulato un po’ di esperienza. Ovviamente se fate delle curve la rotaia interna la dovete sagomare.
1.4 Gli Scambi
Giusto per non creare equivoci, ricordiamo alcune cose sugli scambi.
Definiamo scambio sinistro questo: 
Degli scambi si definisce il raggio di curvatura e l’angolo. Gli scambi classici hanno raggio di curvatura intorno ai 450-500 mm e angoli intorno ai 20 gradi e tipicamente si usano nelle stazioni. Esistono poi gli scambi veloci, che hanno raggio di curvatura circa doppio e angolo di circa 10 gradi. Come è facile immaginare, nascono per essere attraversati a velocità massima e quindi si usano in piena linea.
Gli scambi in curva sono utili, perché fanno risparmiare spazio, soprattutto se si fanno degli ovali. Gli scambi in curva si usano ad esempio così:
Valutate le possibilità che lo scambio in curva della vostra marca vi offre. Alcuni hanno la possibilità di creare scambi in curva tra qualsiasi raggio (ad esempio tra R1 e R2, o tra R2 e R3), altri solo tra alcuni raggi (ad esempio tra R2 e R3 ma non tra R1 e R2).
Alcuni costruttori hanno anche lo scambio triplo:
da non confondersi con lo scambio inglese:
qualche produttore offre anche lo scambio a Y:
Un bel plastico è comodo quando ha gli scambi motorizzati comandati da una pulsantiera. Per cui prima o poi motorizzate gli scambi che ne vale la pena. Tipicamente tutti i costruttori vendono scambi manuali e motori separatamente, da aggiungere quando decidete voi. In alcuni casi sono disponibili scambi che escono dalla fabbrica in versione già motorizzata. Laddove possibile, indicheremo i tipi di scambio disponibile.
1.5 Ma cosa ha da pensare uno scambio?
Cosa fa uno scambio dal punto di vista meccanico è abbastanza chiaro, ma uno scambio svolge anche delle funzioni elettriche. Supponendo che l’alimentazione provenga dal ramo di entrata (cioè da A in base alla figura), esistono 2 diverse funzioni dello scambio.
1. I rami di uscita diretto e deviato (B e C) sono entrambi alimentati.
2. Solo uno dei rami di uscita è alimentato, quello su cui è posizionato lo scambio
In pratica se il binario è posizionato per dare il transito tra A e C, il ramo B non è alimentato. I vari costruttori chiamano questa funzione in vari modi: c’è chi la chiama scambio “pensante”, chi “elettrofrog”, chi “polarizzare”, ma la storia è sempre la stessa: l’alimentazione dei rami di uscita è funzione della posizione dello scambio.
Per trattare le cose tutte allo stesso modo, nel presente documento chiameremo “transito” la funzione del punto 1, “pensante” quella del punto 2.
La funzione pensante può essere molto utile per comandare in modo semplice più treni. I convogli fermi su un binario ricevono alimentazione solo se il loro scambio è posizionato in modo corretto. Ad esempio se abbiamo la seguente stazione
potremo alternare 2 treni in stazione con arrivi e partenze semplicemente agendo sullo scambio, operazione che comunque dobbiamo fare.
Ci sono scambi che possono funzionare solo in modalità “transito”, altri che possono essere solo “pensantiâ€, altri ancora che possono funzionare in entrambi i modi spostando o togliendo un ponticello posto sotto lo scambio. Laddove possibile, indicheremo il tipo dello scambio.
1.6 Costi
Fin qui abbiamo parlato di cose divertenti. Ora parliamo di cose meno divertenti. Quanto ci costa lo scherzo?
Anche per i binari, i costi non sono leggeri. È difficile parlare di prezzi, perché variano tra negozio e negozio.
Per semplificare la cosa prendiamo ad esempio prezzi tutti dello stesso negozio (che per ovvi motivi non vi dirò qual è), uno dei più forniti negozi italiani di vendita on line.
Prendiamo come riferimento non un singolo binario, ma un ovale di circa 200×100 cm. Un ovale con curva raggio 2 (420-440mm), tratti rettilinei di poco più di 1 metro, 1 coppia di scambi in curva a formare un binario di sorpasso, in modo da utilizzare al massimo una ipotetica tavola di 200×100 cm circa.
In pratica un ovale su cui poter far girare alternativamente 2 treni, come quello in figura.
Questi ovali tipicamente si trovano negli start set a prezzi vantaggiosi, oppure in set di soli binari, ma noi utilizzeremo i listini dei pezzi singoli per omogeneità tra tutti i costruttori.
Prenderemo inoltre come riferimento il costo di una coppia di scambi normali, di una coppia di scambi in curva, e di una coppia di motori per scambi normali.
Ricordate: sono prezzi indicativi; tramite altri negozi (specialmente se all’estero!) o tramite vendite telematiche, potreste trovare importi anche molto differenti. In pratica usate queste informazioni come confronto prodotti in modo relativo, non in modo assoluto.
Attenzione a come fate le vostre valutazioni economiche: non valutate solo il osto dell’ovale, ma pesate bene il costo degli scambi. In un plastico tra scambi dritti, in curva, motori può facilmente capitarvi di spendere di più per questi ultimi che per i binari dritti o curvi, anche se questi sono in numero decisamente maggiore.
1.7 Binario prendicorrente
Nel costruire il plastico bisogna preoccuparsi di alimentarlo (altrimenti i treni non camminano!).
Tipicamente ogni costruttore ha un suo modo. Alcuni costruttori prevedono binari specifici, provvisti di mollette a cui attaccare cavi volanti.
Altri prevedono delle mollette a innesto, su cui attaccare i cavi. Queste mollette si innestano su quasi tutti i modelli di binari.
Altri costruttori hanno i binari già provvisti di prendicorrente.
Ricordatevi che in teoria non vi basta un solo punto del plastico a cui collegare l’alimentatore: ogni 1,5-2 metri dovreste mettere un prendicorrente e collegare l’alimentatore (attenzione a non fare corti). Per cui di prendicorrente possono servirvene diversi. Attenzione anche a come sono fatti: alcuni modelli restano “a vistaâ€, e non è carino vedere fili sul plastico. Dovreste preoccuparvi di nasconderli.
2. BINARI SENZA MASSICCIATA
2.1 Lima
È il binario con cui sono cresciute generazioni di modellisti. Molto diffuso negli anni passati, anche grazie alla sua economicità , dopo il fallimento della Lima è ormai fuori produzione (sostituito da quello del nuovo padrone, Hornby), anche se nei negozi si trova ancora. Non conviene iniziare un nuovo plastico con questo binario.
Binario economico, e quindi bisogna accontentarsi della qualità . Scambi un po’ delicati, rotaie che si ossidano facilmente, scarpette che si sfilano che è una bellezza. Prevede curve da 360mm e 420mm, interbinario circa 60 mm.
Per la parte elettrica, gli scambi sono di tipo transito. È previsto un binario dedicato come prendicorrente.
2.2 Hornby
È un binario di recente introduzione sul mercato. Non ho avuto modo di provarlo, ne ho raccolto giudizi. Vedendolo in negozio sembra sicuramente fatto meglio del Lima.
La geometria ricalca quella dei Peco codice 100, presenti sul mercato da molto più tempo (hanno copiato brutalmente? Stesso gruppo industriale? Stessa fabbrica? Chissà ).
Codice 100 e interbinario da 67 mm. Le curve sono disponibili in 3 raggi principali: 371 mm (R1), 438 mm (R2), 496 mm (R3), da 22,5° o da 45°.
Gli scambi sono lunghi 168 mm ed hanno raggio 438 mm 22,5°, come le curve standard. Questo significa che potete iniziare una curva R2 con uno scambio, a volte nei piccoli plastici può tornare utile. Sono disponibili anche scambi veloci con più ampio raggio.
Sono disponibili gli scambi in curva, ma non ci sono lo scambio triplo ne quello inglese, ma c’è quello a Y. C’è l’incrocio, asimmetrico (cioè c’è quello destro e quello sinistro). Gli scambi sono manuali elettrificabili.
Sono previste delle linguette ad innesto come prendicorrente, da inserire a vostro piacere. Non c’è il binario flessibile.
L’ovale base occupa circa 1990mm per 973 mm e costa 79,70 euro. Una coppia di scambi normali costa 20,70 euro, 1 coppia scambi in curva costa 32,60 euro, 1 coppia di motori costa 12 euro.
2.3 Roco (a norma NEM)
Binario codice 83 con interbinario 61,6 mm. Gli scambi sono piuttosto lunghi, e il reticolo base è simmetrico con lunghezza 460mm.
Le curve sono disponibili in 5 raggi principali: 358 mm (R2), 419,6 mm (R3), 481,2 mm (R4), 542,8 mm (R5), 604,4 (R6), da 30° e qualche sottomultiplo.
Sono disponibili 2 tipi di scambi: raggio 873,5 mm 15° (lunghi 230 mm) e raggio 1946 mm 10° (lunghi 345 mm), in versione manuale elettrificabile.
Gli scambi in curva sono disponibili in 3 versioni: scambio R2-R3 (358 mm), R5-R6 (546 mm) e R9-R10 (826,4 mm), tutti manuali elettrificabili. Disponibili anche incroci e sganciavagoni ( solo già elettrificato ).
Disponibili anche scambio triplo e inglese, sempre manuali elettrificabili
L’ovale base occupa circa 1962 mm per 870 mm e costa euro. Una coppia di scambi normali costa euro, 1 coppia scambi in curva costa euro, 1 coppia di motori costa euro.
2.4 Peco codice 100
È uno dei migliori binari senza massicciata in circolazione. Ha un interbinario di 67 mm, e ovviamente ha le rotaie da 2,5 mm (codice 100). Abbastanza diffuso, si trova facilmente nei negozi.
Le curve sono disponibili in 3 raggi principali: 371 mm (R1), 438 mm (R2), 496 mm (R3), da 22,5° o metà , ma anche da 45° che fa risparmiare un po’.
Gli scambi sono lunghi 168 mm ed hanno raggio 438 mm 22,5°, come le curve standard. Questo significa che potete iniziare una curva R2 con uno scambio, a volte nei piccoli plastici può tornare utile.
Sono disponibili gli scambi in curva, quello a Y, ma non ci sono lo scambio triplo ne quello inglese. C’è l’incrocio. Gli scambi sono manuali elettrificabili, e funzionano solo in modalità pensante.
L’ovale base occupa circa 1990 mm per 973 mm e costa 89,52 euro. Una coppia di scambi normali costa 24,16 euro, 1 coppia scambi in curva costa 39,22 euro, 1 coppia di motori costa euro.Peco codice 75
È probabilmente considerato il binario più professionale, vista anche l’altezza della rotaia. Sono disponibili solo scambi (ampia scelta) e binari flessibili, per cui usarlo non è facile. È un binario da esperti.
2.5 Fleishmann Modello
Sono in codice 100 ed hanno un interbinario di 58 mm.
Sono disponibili le curve raggio 357 mm e 415 mm, da 30° o 15°. Per i raggi di curvatura più ampi dovete utilizzare il binario flessibile, che è disponibile da 918 mm di lunghezza. Esistono anche curve da 250 mm, ma non vi sarà certo facile trovare qualcosa che ci gira sopra.
Gli scambi hanno raggio 415 mm o 738 mm, in entrambi i casi 15°. Ci sono gli scambi in curva, quelli tripli, e quelli inglesi (simmetrici). Gli scambi possono funzionare sia in modalità normale che pensante, e sono in vendita sia manuali (con possibilità di aggiungere dopo i motori) sia già elettrificati.
È previsto uno specifico binario prendicorrente, o sono disponibili delle linguette da aggiungere.
L’ovale base occupa circa 1960 mm per 915 mm e costa 110,54 euro. Una coppia di scambi normali costa 40 euro, 1 coppia scambi in curva costa 43,60 euro, 1 coppia di motori costa euro. Prodotto di buona qualità , e quindi “costaâ€. A far lievitare i costi contribuisce anche la geometria, che richiede a volte molti pezzi corti.
2.6 Altri prodotti
Sul mercato esistono altri prodotti ancora, per i quali per ora non ho raccolto sufficienti dettagli:
• Tillig: binario di ottima qualità , ma di non facile reperibilità in Italia.
• Peco Codice 83.
• Vitrains: in pratica è solo un binario flessibile.
• Piko: recentemente stanno uscendo gli start set digitali Piko, e questi binari cominciano a diffondersi.
3. BINARI CON MASSICCIATA
3.1 Fleishmann Profi
È forse il più utilizzato tipo di binari. È un binario di buona qualità , con ampia varietà e assortimento. È in codice 100, interbinario 63,5 mm.
Sono disponibili curve con raggio 356,5 mm (R1), 420 mm (R2), 483,5 mm (R3), 547 mm (R4). Tipicamente le curve sono da 36° o sottomultipli.
Il reticolo base è simmetrico, formato da scambi di 20 cm e binari di compensazione sempre da 20 cm. In pratica il reticolo base è lungo 40 cm ed ha interbinario 63,5 mm.
Gli scambi “base†hanno raggio 647 mm 12 °, quelli veloci hanno lunghezza 300 mm e raggio più ampio. Tutti gli scambi possono funzionare sia in modalità transito che pensante.
Ci sono gli scambi in curva (tra R1 e R2), quello triplo e quelli inglesi. Lo scambio inglese non è simmetrico e ne esistono 2 versioni. Tutti gli scambi sono in vendita in versione manuale o elettrica, ma se comprate la versione manuale potete comunque montare i motori in un secondo momento. Esistono anche gli incroci e la piattaforma girevole! (mi sa che nessun’altro binario ha un assortimento così ampio).
Tutti gli scambi sono in vendita manuali elettrificabili o già elettrificati. Stesso discorso per lo sganciavagoni.
Non è un caso che forse è il più diffuso dei binari. Geometria semplice, ampio assortimento, ottima qualità . Massicciata bassa, molti mettono uno spessore sotto e del pietrisco. Se avete bisogna di qualità , assortimento e facile reperibilità , ricordatevi dei Fleishmann Profi.
Quanto costano? Mettetevi seduti.
L’ovale base occupa circa 1980 mm per 880 mm e costa 147,64 euro. Una coppia di scambi normali costa 48,60 euro, 1 coppia scambi in curva costa 53,30 euro, 1 coppia di motori costa euro.
3.2 Trix C
È la versione per CC del più diffuso binario Marklin C. Binario di buona qualità , è in codice 83.
L’interbinario è abbastanza generoso 77,5 mm, sui piccoli raggi di curvatura, 64,3 mm per i raggi di curvatura più ampi. Il reticolo base ha lunghezza 360 mm, formato da uno scambio di 188,3 mm e un binario dritto di 171,7 mm.
Sono disponibili curve con raggio 360 mm (R1), 437,5 mm (R2), 515 mm (R3), 579,3 mm (R4), 646,6 mm (R5). Tipicamente le curve sono da 30° o sottomultipli.
Il raggio di curvata degli scambi normali è di 437,5 mm, come le curve standard. Ciò significa che potete inserire gli scambi anche direttamente in curva (in qualche plastico compatto può tornare utile). Ci sono anche gli scambi veloci, lunghezza 236,1 mm raggio 1114,6 12,1°. Con questi scambi si forma un reticolo lungo 536,3 con interbinario 64,3 mm. Tutti gli scambi possono funzionare sia in modalità transito che pensante.
Ci sono gli scambi in curva, in particolare tra R1 e R2. Con questi scambi, uniti a binari dritti o curvi, si possono creare scambi in curva tra R1 e R2, tra R2 e R3, tra R4 e R5, ma non tra R3 e R4.
Lo scambio inglese è simmetrico, con raggi sempre 437,5 mm, mentre non è previsto lo scambio triplo. Gli scambi sono tutti manuali e si possono aggiungere i motori dopo. Solo lo scambio inglese e lo sganciavagoni sono disponibili solo in versione già elettrificata.
La geometria è tale che si riesce ad utilizzare i binari interbinario 77,5 mm e quelli 64,3 mm nello stesso plastico. Non è previsto un binario flessibile.
Questo binario ha una particolarità : non ha le classiche scarpette per un unire un binario all’altro, ma la connessione è realizzata attraverso dei contatti a innesto posti sotto la massicciata. Questo assicura la possibilità di smontare e rimontare i binari decine e decine di volte senza rischiare che le scarpette si stacchino e avendo sempre buone connessioni elettriche. La massicciata è piuttosto alta (per molti è troppo alta), e sotto il binario è cavo lasciando spazio per far passare i cavi. In pratica tutti i binari hanno il prendicorrente, 2 connettori tipo faston piccolo posti sotto la massicciata, così non si vede niente una volta posato il binario. Anche i motori per gli scambi si innestano sotto la massicciata e non bisogna preoccuparsi di “nasconderliâ€.
Se pensate di mettere spesso le mani al plastico, se volete fare molte prove, se siete dei modellisti “da tappetoâ€, ricordatevi dei Trix C. Non sono diffusissimi; non tutti i negozi li trattano.
L’ovale base occupa circa 1995 mm per 993 mm e costa 114,58,64 euro. Scambi normali e in curva costano uguali, una coppia 31,58 euro, 1 coppia di motori (si montano i Marklin) costa euro.
3.3 Roco RocoLine
È un binario non più in produzione, che aveva una particolarità unica. La massicciata era in gomma morbida e si staccava. Così volendo potevate fare il plastico con la massicciata di gomma, poi quando eravate sicuri di aver finito potevate staccarla è farla con il pietrisco. Come detto non è più in produzione, sostituito dal GeoLine. La casa assicura che il vecchio modello e il nuovo sono compatibili tra loro, ma a me personalmente qualcosa non quadra. La geometria è differente, a cominciare dall’interbinario, e l’estetica pure. Probabilmente i binari dritti di un tipo e dell’altro si innestano, ma comunque è previsto uno specifico binario di transizione da uno all’altro modello, ma su curve scambi qualche problema di geometria penso che nasca (non ho verificato personalmente).
In ogni caso se iniziate un nuovo plastico non lo fate con i RocoLine, in futuro potreste trovarvi in difficoltà a trovare altri binari per ampliare il vostro plastico.
3.4 Roco GeoLine
È un binario di recente introduzione sul mercato, in sostituzione del modello RocoLine come già detto. Ha la massicciata classica, abbastanza alta che lascia spazio sotto per far passare i cavi o montare i motori (come i Trix per intenderci).
Binario in codice 83, con ampio interbinario di 76,5 mm. Le curve sono in 3 misure base: 358 mm (R2), 434,5 mm (R3), 511,1 mm (R4), 30°. Il reticolo base è di 385 mm, formato da scambi lunghi 200 mm e binari di compensazione da 185 mm.
Gli scambi hanno raggio 502,7 mm 22,5°; gli scambi in curva sono sul raggio R3-R4. Attenzione: non si può fare lo scambio in curva tra R2 (358 mm) e R3 (434,5 mm); stia attento chi ha poco spazio perché a volte gli scambi in curva così stretti possono essere necessari.
È disponibile anche lo scambio inglese, quello triplo e l’incrocio. Gli scambi sono tutti manuali elettrificabili.
È disponibile anche un binario flessibile da 800 mm.
I prezzi sono competitivi, visto forse che è un binario nuovo che si deve affermare. L’ovale base costa 112,71 euro e misura 1979 mm per 986 mm. Una coppia di scambi normali costa 31,70 euro, 1 coppia scambi in curva costa 48,74 euro, 1 coppia di motori costa 33,90 euro
4. TABELLE RIASSUNTIVE
Dopo tutte queste nozioni e informazioni forse avete le idee più confuse di quando avete iniziato a leggere. Allora vediamo se riusciamo veramente a chiarire le cose e a fare dei paragoni attraverso delle tabelle riepilogative.
Nelle tabelle seguenti per miglior riportiamo in rosso i binari senza massicciata, in blu quelli con la massicciata.
La prima tabella riassume alcune caratteristiche generali:
La seconda tabella riporta il dettaglio degli scambi:
nb: i prezzi riportati in questa guida, sul sito trenoincasa.it, si riferiscono alla media prezzi dell’anno 2007.

















