Le Guide "Come Fare"
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L’ impianto elettrico di un plastico

Semplici norme per un corretto cablaggio

Premessa

Quando ci si appresta a realizzare il plastico, parallelamente alla progettazione del tracciato sarebbe utile pensare alla realizzazione ordinata dell’impianto elettrico, che per molti rappresenta una parte ostica del lavoro complessivo.  La cosa migliore è realizzare questa componente immediatamente dopo il completamento del percorso e prima della scenografia, perché si lavora molto meno ed in maniera ordinata.

Circuiti

L’impianto anche se i fili hanno lo stesso percorso, va suddiviso in vari circuiti e più specificamente:
Circuito di trazione –
è necessario alla marcia del treno e comprende:

  • l’alimentazione generale della trazione
  • i circuiti di binario ed i sezionamenti (necessari anche nel DCC se si vogliono installare i moduli di retroazione – vedi sotto)
  • i moduli di retroazione, che rilevano se il binario è libero od occupato e sono necessari, ad es., per cambiare automaticamente l’aspetto dei segnali.

Circuito comandi – riguarda l’alimentazione di:

  • motori degli scambi, dei PL e delle piattaforme
  • segnali
  • altri accessori elettromagnetici

Circuito d’illuminazione – è necessario suddividerlo in diverse sezioni:

  • illuminazione ferroviaria (edifici ferroviari, piazzali di stazione)
  • illuminazione pubblica (lampioni stradali)
  • illuminazione delle case (per maggior realismo, andrebbe spenta a una cert’ora della “notte”)

L’argomento è molto vasto, per cui conviene andare nel dettaglio.

Identifichiamo i fili

Per evitare che vengano posati i fili alla rinfusa, in gergo – ” a salto di gatto “ cioè come se si legasse il filo alla coda di un gatto e li si facesse rincorrere un topo ! – la cosa importante è considerare che ciascun filo ha un punto di partenza ed uno di arrivo, che vanno identificati, affinché sia sempre possibile intervenire in modo mirato. Per fare ciò è necessario avere un punto obbligato di passaggio – detto Caposaldo - che può essere rappresentato da una serie di morsettiere, connettori multipli, moduli DCC, pulsanti ed interruttori, dove attestare ordinatamente i fili che si dirigono verso le varie destinazioni, che si chiamano “Enti”. Personalmente adotto un sistema infallibile utilizzato nell’impiantistica FS, per cui ordino su di un prospetto fatto con excel i riferimenti dei conduttori, ciascuno identificato con un numero.

L’esempio è riferito al circuito di trazione, e troviamo:

  • I colonna (Ente) – il binario (o sezione di binario) da alimentare
  • II colonna (Connettore) – il singolo filo, numerato progressivamente
  • III colonna (Terminale) – il dispositivo presente sul quadro di comando (pulsante, deviatore, etc.)
  • IV e V colonna (Scheda) – scheda o decoder collegati al comando/connettore
  • VI colonna – Note

Nell’esempio, “Linea 1” è il sezionamento di binario della linea 1 alimentato dal conduttore 104 (= connettore 1 piedino 04), che arriva a uno dei piedini dell’interruttore (switch) riparte dall’altro piedino e va alla Scheda 102 (Scheda 1, piedino 02 – in questo caso è la scheda di rilevazione del binario occupato)

Nel caso che si decida di realizzare un quadro comando mobile, torna molto utile la possibilità di usare connettori maschio/femmina, il cui costo è abbastanza contenuto, come quelli riportati in foto:

Connettore da 25 pin per calcolatori

Connettori 2×32 pin per circuiti a scheda

Cablaggio

Per realizzare cablaggi in modo duttile e veloce si possono utilizzare i collarini o fascette Colson e le piastrine adesive, che possono venire applicate con la parte adesiva sottostante o con una vite se lo sforzo è superiore alla tenuta dell’adesivo

Collarini e placchette

Utilizzando questi semplici supporti la spesa risulta piuttosto modesta in quanto la confezione da 100 placchette si aggira intorno a 2 €. Altrettanto per la confezione da 100 collarini.

Cablaggio sotto il piano

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