Le Guide "Come Fare" di TrenoInCasa www.trenoincasa.it
IL PLASTICO
DECALOGO PER UN PLASTICO
Introduzione
Come vedrete, nel decalogo volutamente si sono trattati solo i criteri generali di progettazione, visto che altre guide TiC trattano in dettaglio gli aspetti più specifici relativi a struttura portante, paesaggio, collegamenti elettrici etc.
Abbiamo poi cercato di dare elementi logici e razionali, perché se è comprensibile subire il fascino delle grandi stazioni e di quei treni che “sembrano non finire mai” è anche vero che Milano Centrale o la “Freccia del Sud” non entreranno mai in una normale stanza di un normale appartamento, perlomeno in scala H0!!
Quindi prima di imbarcarsi nell’affascinante impresa di realizzare un plastico, vi invitiamo a riflettere bene su quanto leggerete, che, distillando l’esperienza pluridecennale di modellisti ferroviari di tutta Europa (nonché del NordAmerica), vuole tentare di evitare al neofita di ripetere gli stessi errori.
Buona lettura!
Il decalogo della progettazione di un plastico
1. partire dai dati oggettivi:
a) spazio disponibile
b) Epoca (I, II, III, IV, V) che interessa
c) stazioni, traffico, composizioni e rotabili tipici dell’Epoca
2. in base ai “vincoli” del punto 1) capire quale “tema” è realizzabile e credibile e non cercare di voler realizzare a tutti i costi l’idea di cui ci siamo innamorati. Tuttavia è sempre possibile cambiar casa…
3. osservare sempre molto bene la realtà , procurarsi testi e cercare in rete per avere spunti.
Più si studia e si approfondisce, prima, più sarà facile stilare il progetto e più veloce sarà la realizzazione, dopo.
4. solo dopo essersi ben chiarite le idee (tema, composizioni, tipo di traffico, etc.) cominciare a stilare il progetto.
5. a tal proposito, WinTrack aiuta, ma nulla sostituisce una visualizzazione 3D dal vero.
Per gli edifici può essere molto utile preparare delle semplici sagome con fogli di carta, per valutare gli effettivi ingombri percepiti dall’occhio umano…
6. “blindare” il progetto, una volta che ci ha convinto al 150%. I ripensamenti in corso d’opera portano a ulteriori (e non indifferenti) spese, comportano demolizioni e spesso sono laboriosi.
7. considerare che, per apprezzare bene qualcosa, bisogna che sia vicina alla nostra linea di vista. Quindi l’altezza ottimale di un plastico è intorno ai 150 cm. E’ un fattore importante di cui spesso non si tiene conto…
8. considerare che la “distanza utile” del braccio umano è di circa 90 cm, senza ostacoli, il che significa che per avere un accesso comodo, un punto di un plastico non dovrebbe mai distare più di 60-70 cm dal bordo. Questo è un altro elemento di cui spesso non si tiene conto
9. considerare una realizzazione “modulare”. La suddivisione del plastico in moduli presenta i seguenti vantaggi:
a) facilità di accesso a tutti punti del modulo
b) velocità di realizzazione del modulo
c) facilità di smontaggio e trasporto in caso si debba cambiar casa
d) accelerazione della realizzazione complessiva del plastico completo.
Il (relativamente) rapido e soddisfacente completamento di un modulo, può infatti agire da stimolo a passare subito al modulo successivo e così via. Di contro un plastico “monoblocco” sembra non finire mai…
10. la combinazione dei punti 7., 8. e 9. suggerisce di evitare il classico “rettangolo” con l’ovale e di puntare invece ad altre soluzioni
Per concludere, una considerazione che nessuno fa mai, ma che è necessario avere ben presente…
Al vero, la circolazione dei treni segue uno schema: l’orario si ripete ogni giorno, sempre uguale. La monotonia è quindi intrinseca (e non potrebbe essere diversamente, viste le caratteristiche) a questo e a tutti i sistemi di trasporto basati su reti (aerei, tram, bus, etc.)
Anche sul plastico questo è inevitabile: una semplice circolazione dei treni esaurirà , in un lasso di tempo variabile in funzione delle dimensioni del proprio parco rotabili, tutte le combinazioni possibili di locomotive/rotabili rimorchiati.
Per prolungare il potenziale d’uso del plastico (al contempo applicando in toto il concetto di modellismo) il trucco è prevedere sin dalla progettazione la possibilità di effettuare manovre (essenziale quindi uno scalo merci/raccordo industriale) e una circolazione secondo un orario (che quindi “dilati” temporalmente e dia un senso alla circolazione dei treni).
Tuttavia, anche così, arriverà il momento in cui si dovrà dire: “Bene, tutto quello che potevo fare l’ho fatto, e ora?”
Il fatto è che, come sempre nel modellismo, il divertimento vero risiede nel fare (il plastico, un veliero, un aeromodello, un figurino, etc.)!!
Speriamo che questo vi possa aiutare ed essere di stimolo a fare un buon plastico o a progettarne uno nuovo, più soddisfacente del precedente e con un tema diverso!!
Buon lavoro!!
Bibliografia
Edizioni Locodivision
Collana “Manuali”
1 “Come progettare plastici” Joachim M. Hill
3 “Binari e massicciata” Gernot Balcke
4 “Cento idee per un tracciato” Michael Meinhold e Wilfried Weinstoetter
Edizioni Elledi
Collana “Fermodellismo pratico”
1 “Progetti di ferrovie in scala” Joachim M. Hill
5 “Binari di stazione in scala” Peter Reinthaler
Sono traduzioni di ottimi manuali. Purtroppo non vengono ristampati da lungo tempo,ma con un po’ di pazienza (e fortuna) si possono ancora trovare!
(Testo a cura di Andrea Vanzetto)



