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Costruire la palificazione FS tipo Manesman

Premessa

Esistono varie soluzioni per realizzare i pali tubolari  “Manesman” -per la linea aerea di contatto a corrente continua  “TE “- del tipo in uso presso le FS – oggi RFI.

Questa categoria di pali, conosciuti come tipo tipo M , si distinguono per la forma rotonda, con tre o quattro riduzioni di diametro, a secondo delle varie altezze fuori terra ,( cioe’fuori dal plinto di base ).

Come gia’ e’ stato ampliamente illustrato in precedenti articoli , di ” Treno in Casa “, questa volta vi propongo una soluzione attuabile, quando non riusciamo a reperire i tubetti con diametri diversi, innestabili a cannocchiale.

GeneralitĂ 

In pratica , in questo occasione, si analizza come e’ possibile realizzare il palo, partendo da una bacchetta di ottone crudo, che rappresenta il diametro piu’ piccolo, ottenendo i diametri maggiori, con successivo per avvolgimento di filo capillare di rame saldato.

Attualmente esistano anche altri tipi di pali, in particolare :

- tipo a traliccio – ” tipo LS ” costituito da due profilati a “C” uniti da un tondino a segmenti diagonali incrociati ;

- il palo ” H” 26 che come dice la sigla stessa e’ un sostegno con profilo ad “H” costituito da due profilati a a “C” accoppiati per saldatura.

Per maggiore chiarezza, questa volta partiamo dal materiale necessario per la realizzazione di un palo tipo M29 – cioe’ quello piu’ comune , ma anche della poca attrezzatura necessaria per il lavoro, di cui ogni modellista dispone

  • Tondino di ottone crudo diametro 2 mm, conosciuto come bacchette per brasature autogene
  • Piattina di ottone 10×2 mm
  • Filo capillare di rame diametro 4 decimi, recuperabile da contuttori a trecciola da 100mmq ,utilizzato per filo di messa terra
  • Filo capillare sottilissimo di rame ricavabile dai normali conduttori elettrici
  • Filo di ottone cotto diametro 0.5 ,reperibile a matassini
  • Filo di stagno
  • Pasta disossiadante o flussante

Come utensili occorre un avvitatore o trapano a batteria, un microtrapano veloce con dischetti  a taglio, un saldatore, tronchesi e pinze.

Per prima cosa bisogna tagliare dalla piattina di ottone , quello che costituira’ la base  del palo , un quadretto di 10x10mm, segnare il centro, praticare un foro centrato con una punta da 2mm.

Dalla bacchetta di ottone si taglia un pezzo di 110mm, lo infiliamo nel basamento per 10mm lasciando libera la restante parte per i successivi avvolgimento del filo.

Effettuata la saldatura della bacchetta alla base, conviene serrare il pezzo nell’avvitatore per iniziare la procedura dell’avvolgimento del capillare di rame

Mettendo in moto il trapano a bassa rotazione effettuiamo il primo avvolgimento procedendo poi alla saldatura a stagno

Successivamente si continua ad avvolgere almeno per i tre quarti della misura, facendo un uso abbondante di stagno e flussante o pasta disossidante .

A pezzo raffreddato conviene asportare lo stagno in eccesso con una lima e carta abrasiva e una volta lisciato

possiamo riprendere ad avvolgere di nuovo il capillare per almeno un terzo dell’altezza, realizzando cosi’ il diametro maggiore.

Ripassando con la stagnatura si riempe tutte le fessure , con la lima si sgrossa, poi se necessario, si ripassa concora con lo stagno, e infine si carteggia

Con l’uso di una lima, mettendo in rotazione veloce il trapano, si passa alla prima finitura, successivamente si rifinisce con la carta abrasiva da 150

Ottenuto cosi’ il palo, con l’uso del microtrapano munito di dischetto abrasivo si smussano gli spigoli della base, a somiglianza della forma a scivolo del plinto

A questo punto il palo e’ fatto ed pronto per il successivi montaggio

Ora esistono varie scuole di pensiero, quella di preparare il palo fuoi opera e quella di

posare il palo sul plastico e mediante supporti e dime, come avviene al reale assemblarlo in sede con la massima precisione.

Conoscnendo la tecnologia della posa delle linee “TE” anche per un plastico, conviene  adottare il sistema del montaggio in sede, affinche’ si possa posare il filo con la massima precisione.

In questo caso, passiamo alla preparazione del palo completo di mensola, tiranti, isolatori , fuori sede.

Per la realizzazione della mensola si deve usare del filo di ottone crudo da 1 mm di diametro, reperibile nei negozi di modellismo, in quando deve essere resistente e non di deve piegare.

L’uso di altro metallo e sconsigliato in quanto se acciaio si salda male a stagno, e se ferro o rame si piega.

Con l’uso di una dima regolabile che mi e’ servita per la posa in opera delle mensole nel piazzale della stazione, dove l’interasse dei binari non e’ costante per la presenza dei binari,   e dei marciapiedi.

In piena linea, in corretto tracciato e’ possibile realizzare i pali fuori opera, mentre nelle curve, essi devono essere posati piu’ distanti dal binario a causa della sporgenza dei rotabili lunghi in curva.

L’altezza del filo dal piano del ferro, piano del binario,  in piena linea, di norma e di 5 metri, portandosi a 5,50 nei piazzali di stazione, 6 metri nei depositi.

Purtroppo per ragioni di resistenza meccanica , i pantografi dei nostri modelli, in  realta’ sono sovradimensionati , per cui si rende necessario tenere qualche millimetro piu’ alto, il filo di contatto.

Ne deriva quindi che anche le mensole vanno leggermente rialzate affinche’ si possa compensare la maggiore altezza del filo.

Tabella altezza del filo
reale                 HO                            Plastico
5m                     57mm                   62mm
5.50m             63mm                   68mm
6m                    69mm                    74mm

Per non sbagliare, la mensola conviene saldarla, millimetro in piu’ millimetro in meno,a circa /…../ regolando opportunamente la dima di appoggio.

In corrispondenza al punto di saldatura della mensola, a simulare i sollari di tenuta, si procede ad attorcigliare del filo capillare di rame, dopodiche’ si riscalda nuovamente per permettere allo stagno di penetrare ed assicurare il tutto.

Verificato la saldatura della mensola a squadra , cioe’ a 90°, con del filo di ottone del diametro 0.4, precedentemente tirato per renderlo perfettamente dritto, possiamo passare alla saldatura del tirante superiore, diciamo ad occhio, rispettando pero’ il punto di partenza che e’ posizionato subito dopo l’isolatore che sostiene la fune portante della catenaria.

Alla mensola vengono applicati vari oggetti necessari al sostegno dei fili di contatto e precisamente :

  • Braccio di poligonazione a cui viene ancorato l’isolatore ed i tiranti che tengano i fili di contatto;
  • I tiranti sopra descritti che sono in numero di 2 se sono due conduttori, uno soltanto se il conduttore e’ singolo;
  • L’isolatore superiore che tiene la fune portante

Per ragioni di praticita’, volendo evitare laboriossissime ricerche di materiali specifici ,quali isolatori a rocchetto che costano un patrimonio, con un poco di pazienza, ma con molta seplicita’, si possono ottenere dei risultati eccellenti con poca spesa.

Realizzando un oggetto semplicissimo come dima si ottengono gli isolatori a rocchetto,avvolgendo i capillari di rame, partendo da quello piu’ sottile.

Si fa un primo avvolgimento con il capillare sottile per circa trenta giri o spire, si toglie dalla dima e si infila nel filo di ottone.

Si passa lo stagno

Sulla dima si avvolge il filo da 0.4 di rame per 5/6 spire e si infila in quello saldato

Ecco come viene realizzato l’isolatore a rocchetto

Il braccio di poligonazione che va saldato alla mensola, e’ stato ricavato da una lastrina di ottone da 0.5 mm, e’ largo 1.2mm , ma nel caso trovaste difficolta’ nel taglio, si puo’ sempre ottenere appiattendo con un matrello, il filo di ottone cotto da 0.8, reperibile in matassine nei negozzi di ferramenta.

La forma e’ quella che si ricava anche ad occhio osservando i pali, ma possiamo grosso modo tenere quelle che si riporta nel disegno.

Ecco invece il braccio con il tirante di poligonazione come appare in opera

Braccio di poligonazione la cui misura si 875mm e’ riferita al filo di contatto compreso l’isolatore e tirante

In maniera molto semplice, possiamo saldare il tirante con l’isolatore al braccio di poligonazione che puo’ essere posizionato sia verso l’esterno del palo che verso l’interno, questo a seconda delle necessita’ in supordine alla poligonazione dei conduttori.

I conduttori della linea di contatto non si trovano mai al centro binario, devono avere un andamento diagonale allo strisciante per evitare le solcature, per cui in corrispondenza di ogni sostegno essa e’ decentrata all’asse binario di 200mm verso destra o sinistra; in gergo a ” a piu’ o meno 20 dal centro.

Sistemata la parte inferiore della mensola non rilane che realizzare il supporto e l’isolatore superiore, quello che sostiene la fune portante che costituisce la catenaria con i fili di contatto.

Si prende il filo di ottone dello stesso diametro con cui abbiamo realizzato il tirante e si appiattische per circa 15mm, dopo di che si piega a triangolo e si salda al vertice.

Con la tecnica precedentemente descritta si realizza l’isolatore e si passa lo stagno poi si posiziona sulla mensola e si salda

A questo punto abbiamo realizzato il palo, diciamo un M29 con tirante di poligonazione esterno con pendino per unico conduttore di contatto, quindi non rimane che rifinire e verniciare.

La verniciatura e’ stata eseguita con vernice alla nitro color grigio cenere a somiglianza della zincatura che riveste il palo e tutti gli oggetti che lo compongono, ma ad esempio per i pali della Val Pusteria , possono essere colorati in verde scuro.

Per la verniciatura degli isolatori, deve essere eseguita una volta saldata la catenaria.

Possiamo sempre realizzare altre versioni, osservando quanto avviene nella realta’, fare anche dei pali multipli come nel caso raffigurato

Come avete potuto osservare sotto il basamento il palo sporge per qualche millimetro e non e’ stato corredato con nessuna filettatura ; per la successiva posa in opera sul plastico, esiste una sistema molto semplice e veloce, rappresentato nell’uso di colle universali rapide.

Qui abbiamo un’ampia scelta !

Fatto un foro da 2 mm sul piano, possiamo adoprare la colla termica, ponendone un goccio sotto il basamento e scaldandola con il saldatore, su parti di plastica invece possiamo utilizzare la colla rapida – Supercolla o Millechiodi – tutto per evitare di fare i contorsionisti per il serraggio del dado a vite.

In questa occasione abbiamo analizzato il palo singolo, la medesima tecnica la possiamo usare per la realizzazioni di pali multipli per piu’ binari, e considerata la robustezza dei sostegni, possiamo realizzare una catenaria molto aderente alla realta’.

Il sistema e’ semplice ed economico, e di sicuro effetto estetico, a mano a mano che si realizza, ci si accorge di acquisire una estrema facilita’ di esecuzione.

Di seguito vengono riportate alcune tabelle riguardanti le misure per la posa in opera dei pali e successivamente alla nomenclatura dei componenti, anche le varie denominazioni in ragione delle dimensione dei pali stessi.

Misure per la posa in opera dei pali

Nella figura e’ identificato il palo corredato con l’isolatore ceramico, che si diversifica dal tipo a rocchetto tipo “Isoflon”

Palo tipo Manesman con isolatori ceramici

Con isolatore sintetico tipo “Isoflon” o similari

Per maggiore chiarezza, onde identificare le misure dei pali nel dettagio, viene allegata la tavola delle misure dei pali, proprio dopo aver descritto come realizzarli, considerato che tali misure andranno divise per 87 corrispondenti alla scala HO

Si allega anche la tabella dei tipi di palo da porre in opera a seconda delle funzioni cui devono espletare e a seconda delle caratteristiche ed andamento del binario.

Il sistema di elettrificazione FS possiamo considerarlo piuttosto omogeneo, se escludiamo le nuove elettrificazioni per le linee AV , pur con l’introduzione dei nuovi sistemi tecnologici, esso rimane concettualmente quello degli anni 30, differenziandosi nella regolazione della tesatura dei conduttori che in prevalenza e’ stata introdotta anche per la fune portante superiore.

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