Le Guide "Come Fare"
di TrenoInCasa
www.trenoincasa.it

PREMESSA
Questa guida, si pone come intento quello di fornire uno schema di lavoro utile a chi si cimenti nella auto costruzione di edifici anche non strettamente legati all’uso fermodellistico. La tecnica base seguita nella compilazione della guida è quella definita all’inglese delle “lessons learnedâ€, ovvero dall’imparare dai propri errori, e da quegli degli altri, in questo caso dai miei. La guida non si rivolge ad un tipo o ad un edificio particolare, anche se, per facilitare il mio lavoro, si seguirà la costruzione degli edifici del mio diorama: la stazione di Vigano ed il DLF.

Il plastico, nella sua versione originale, si sviluppava, come dal progetto in figura, con il binario sul lato esterno, la stazione con solo il primo marciapiede, il giardino, il passaggio a livello ed il piccolo Hotel.

1. IDEAZIONE E PROGETTAZIONE
Questo è il passo fondamentale: seguendo il detto dei nonni che, chi ben comincia è a metà dell’opera, vi accorgerete che una progettazione accurata è fondamentale riguardo la riuscita del lavoro e, soprattutto la salute mentale di chi costruisce.
I fattori da considerare sono molti, ma vale sempre la logica del cominciare per gradi e tendere alla semplificazione.
a. Posizione dell’edificio all’interno del plastico
Questo è il primo fattore di cui tener conto per evitare grossolani errori di insieme del lavoro. Possiamo costruire un bellissimo palazzo di 7 piani perfettamente realistico, salvo poi scoprire che, una volta messo in posizione, ci copre l’accesso e la visuale di mezzo plastico.

Quindi: prima progettare il plastico, e poi gli edifici, badando bene agli ingombri, all’illuminazione ed alla visuale. Ancora, nella realtà un edificio viene costruito in un particolare luogo perché serve ad uno scopo preciso, un parcheggio è di norma costruito vicino alla stazione, mentre sarà molto difficile vedere una cava di pietra nel centro di una cittadina. Per questo motivo in molti plastici si usano degli elementi (viadotti, montagne ecc.) per poter inserire diversi tipi di edifici nello spazio sempre limitato del plastico.

LESSON LEARNED
A causa della mancanza di illuminazione su quello che doveva essere il lato esterno del mio diorama, ovvero il binario 1 della stazione, mi sono reso conto che in una visione notturna il treno sarebbe stato sempre poco visibile (in quanto illuminato da dietro), per cui giocoforza ho dovuto girare il diorama in modo che fosse visibile il lato illuminato del treno.

Girare il diorama ha stravolto la progettazione del resto del lavoro:
• La facciata del piccolo hotel – pensione a 2 piani che era previsto sarebbe risultato all’esterno, (dal basso nello schema) invece che sullo sfondo, col risultato di presentare un “mostro nero†sul lato esterno che, oltretutto col suo ingombro, avrebbe impedito la vista di metà diorama.
• I lati in vista cambiavano per ogni struttura, quindi le piccole imperfezioni ivi nascoste (Cavi in uscita, allineamenti non a filo ecc…) andavano corrette tutte.
• L’hotel andava sostituito con qualcosa di più basso e meno invasivo, posto in posizione laterale, da qui l’idea del DLF con veranda ad un solo piano, che ha l’effetto di dare un po’ di vita al diorama e nascondere la cassettina elettrica senza ostacolare più la visuale
• Essendo la stazione ora sull’altro lato, la locomotiva, con circolazione a sinistra sarà purtroppo in parte nascosta dalla stazione e non come in figura.
b. Osservazione di modelli dal vero o da altre fonti.
Come fare per creare qualcosa che non esiste? Si cerca un modello che possa essere riprodotto (semplifica anche la progettazione), o si prende spunto per creare qualcosa di proprio adattandola alle proprie esigenze specifiche.
Io ho seguito la seconda strada, essendo in Germania e non avendo la possibilità di esaminare da vicino edifici italici. Quindi mi sono armato di CAD (programma di disegno al computer), e dopo averci perso una decina di ore senza cavare il classico ragno dal buco, sono passato ai più tradizionali carta e matita. L’ispirazione è venuta da foto di stazioni trovate su internet, nel sito di trenoincasa, o in altri siti come rotaie.it, che ha una sezione con disegni di edifici reali, o di parti di essi, che può essere molto utile.

LESSON LEARNED
Tenere sempre presente che il bellissimo edificio con tante belle decorazioni e modanature in rilievo, con scalette curve e ringhiere in stile art decò che tanto ci piace dovrà poi essere riprodotto. Se non si vuole sbattere la testa, come è successo a me, sulle decorazioni da mettere sopra alle porte (8 che DEVONO essere uguali tra loro, e che poi evidenziano chiaramente anche il singolo millimetro (o meno che fanno ben 8,7cm in scala HO) di differenza tra le altezze e le larghezze delle porte), è meglio trovare una bella tecnica precisa come lo stampo in resina, comprarle già fatte (prima di costruire per una questione di dimensioni) o lasciar perdere e trovare qualcosa di più semplice (come ho fatto io, le porte hanno solo il listello di plastica che imita gli stipiti di marmo molto comuni in Italia, come nella stazione in figura che Mibo mi ha postato sul forum). Ho voluto comunque eliminare la piccola veranda per il posto di blocco che avrebbe complicato la lavorazione e soprattutto rovinato l’estetica dell’edificio.
c. Il progetto
Il progetto è un aiuto alla realizzazione, e come tale va usato, sentendosi comunque liberi di fare tutte quelle varianti in corso d’opera che si ritiene necessario durante le fasi successive, ma allo stesso tempo realizzando una progettazione accurata e ponderata in modo da non incorrere, in fase di realizzazione, alla necessità di stravolgere il progetto per l’intervento di nuovi fattori, lasciando le varianti ai soli elementi decorativi, i quali generalmente hanno un impatto limitato sugli altri componenti l’edificio.
Tuttavia bisogna tenere presente vari fattori a riguardo:
• La scala e le dimensioni dell’edificio
• I materiali che si vuole utilizzare, il loro spessore e la loro resistenza
• La presenza di pezzi commerciali, o già costruiti, che fissano alcune delle misure (es. finestre, ringhiere)
• La robustezza strutturale dell’edificio finito
• Gli spazi necessari al passaggio dei cavi elettrici, delle connessioni e allo smaltimento del calore prodotto dagli elementi di illuminazione
• La presenza o meno di strutture interne e la loro visibilità dall’esterno.
LESSONS LEARNED
Fare qualche fotocopia, o stampa in più del progetto serve sempre, ci si possono fare schizzi di modifiche, può servire per realizzare dime, o semplicemente per vedere l’effetto della colorazione. Gli elementi decorativi possono anche essere di aiuto per la struttura, ad esempio molti edifici italiani, come pure la stazione di Vigano hanno delle finte colonne in rilievo, io le ho usate per nascondere tutte le giunture, sotto i listelli di plastica che simulano queste finte colonne: meno problemi di stuccatura e risultato migliore.
I cavi necessari all’illuminazione, passano in un ambiente non visibile all’esterno, in questo caso il sottoscala, per arrivare al piano superiore al quale sono collocate le lampadine ed i LED; in alternativa si può simulare una colonna cava.
d. Gli interni
Decorare gli interni aggiunge un notevole tocco di realismo alla realizzazione dell’edificio, a scapito però di un aumento della complessità della lavorazione e della realizzazione. La via da me seguita è stata quella di una realizzazione parziale, solo al piano terra, relativamente agli spazi di maggiore interesse ferroviario, che mi ha permesso di trovare un buon compromesso tra realismo, accuratezza e relativa semplicità di realizzazione.
Anche gli interni devono essere progettati con accuratezza in base al realismo, allo spazio a disposizione ad alla possibilità di costruzione degli stessi. Se non si vuole autocostruire tutto, c’è sempre la possibilità di reperire sul mercato vari tipi di accessori tra cui sedie, elementi di arredo, persino stoviglie, termosifoni e schermi di computer illuminati, o seguire i consigli di Armando.

LESSON LEARNED
Se si decide di decorare l’interno, fare in modo di decorare ciò che più è visibile dall’esterno, nella mia stazione, ad esempio, l’errore che ho fatto, e che ora non posso più rimediare, è nelle porte. L’averle fatte di acetato, con le parti in legno dipinte, invece che eseguite con altro materiale a rilievo (come fa vedere Enrico nel forum), non mi permette di mostrale aperte e quindi di avere una visibilità ottimale del lavoro interno. Tutte le superfici trasparenti devono essere protette con nastro adesivo finché il lavoro non è finito, per evitare che si possano graffiare o sporcare.
e. L’impianto elettrico
Soprattutto se si decide di realizzare gli interni, una accurata progettazione dell’impianto elettrico è fondamentale. E’ necessario che passino almeno due fili, che ci sia lo spazio sufficiente per gli elementi di illuminazione e per lo smaltimento del calore prodotto (in particolare per lampadine tradizionali, resistenze e regolatori di tensione), e soprattutto, il controllo della trasparenza. Molti materiali che usiamo, soprattutto il polistirene, ed in misura minore la carta possono essere semi trasparenti quando c’è una fonte di luce nelle vicinanze: basta una sola lampadina per distruggere il realismo di un edificio illuminato.
Prevedere quindi come rendere opaca la struttura dell’edificio, e come evitare che la luce filtri dalle fessure dei finestre, porte, tetti e giunture varie. In aggiunta, nessun componente elettrico deve essere a contatto con la struttura per ovvie ragioni di conduzione di calore che possono portare a deformazioni, fusioni o nel peggiore dei casi, bruciare il materiale; oppure provocare cortocircuiti elettrici su parti di metallo.

LESSON LEARNED
Se si realizzano circuiti, anche semplici con più componenti, fare sempre una prova prima di montarli. Ad esempio, i LED normali preferiscono corrente continua, con la giusta polarità, ed hanno bisogno di una resistenza per abbassare il voltaggio, pertanto bisogna prevedere i circuiti raddrizzatori (se si usa la corrente alternata per alimentare i servizi) a monte dei LED, o creare un solo circuito raddrizzatore con limitatore di tensione (e spazio per il raffreddamento) ed una linea di alimentazione separata. Io, avendo sottovalutato le necessità di raffreddamento del circuito regolatore di tensione, che doveva essere sotto il marciapiede, ho dovuto prevedere una resistenza per ogni LED (alimentato a CA oltretutto, perché abitando nella campagna germanica, il negozio di componenti elettronici più vicino è in Olanda a 30km da casa). Inoltre per evitare il groviglio di fili che si vede nella foto della stazione, nel mio secondo edificio ho ritenuto più opportuno utilizzare una piattina per elettronica e sistemare tutta la circuiteria su questa, il risultato è sicuramente migliore sia in termini estetici che in termini di qualità del circuito stesso.
f. L’accessibilità e la manutenzione
Sembra scontato, ma ogni edificio, sarà aperto, prima o poi, vuoi perché si fulmina una lampadina, vuoi per incidenti vari, sarebbe quindi buona prassi prevedere o degli accessi interni o il facile smontaggio di alcuni particolari (ad esempio il tetto) per poter porre rimedio ai piccoli inconvenienti che spesso si presentano.

LESSONS LEARNED
Durante i lavori per la stazione, un movimento sbagliato, ed il conseguente urto ha fatto si che uno dei personaggi si scollasse. Per fortuna il soffitto del pianterreno era smontabile e sono riuscito ad estrarlo, però …. Una volta montato il tetto sono “fregatoâ€, perché è incollato e quindi l’operazione si farà più lunga e complessa, a maggior ragione che le porte sono tutte chiuse e quindi non c’e’ via d’uscita.
Neanche a dirlo, ma… qualche giorno fa la stazione è anche caduta dal tavolo, per fortuna la struttura è resistente e quindi non ho avuto danni strutturali, si sono però staccati pezzi dell’arredo e personaggi. Il risultato è che ho dovuto smontare due porte, che si sono portate via anche i telai: ….una giornata di lavoro persa per risistemare i pezzi staccatisi.
2. SCELTA DEI MATERIALI
a. I diversi materiali
Non ci sono regole per decidere il materiale più idoneo per costruire gli edifici, bisogna innanzitutto capire quali sono le proprietà del materiale che ci interessano di più, a seconda le pezzo da realizzare. Le mie impressioni le ho riassunte nella tabella seguente:

Sembra superfluo, ma meglio precisarlo: una scelta accurata del tipo di materiale facilita la lavorazione e garantisce risultati migliori.
b. L’attrezzatura necessaria
Non serve spendere centinaia di euro per chissà quali attrezzi, comunque una dotazione base dovrebbe comprendere:
− Taglierino
− Pinzette
− Mollette e simili
− Matita, righello (meglio una squadra) e gomma
− Colla vinilica, e colla acrilica
− Stucco, quello economico da muratura bianco va benissimo
− Nastro adesivo
− Pennelli e colori
− Saldatore a stagno (per le luci)
− Lima a ferro (piccola) e carta vetrata grande e fina
Consigliabili, ma non indispensabili
− Trapanino tipo dremel con frese ed accessori
− Morsa
− Attrezzino Xtra hand
3. COSTRUZIONE VERA E PROPRIA
a. Base
La base può essere fatta con qualsiasi tipo di materiale, compensato, plastica o cartoncino, l’importante è che le misure siano prese correttamente, (meglio se sul plastico) e deve avere assolutamente almeno spazio per il passaggio dei cavi per l’illuminazione. Se non si fanno gli interni, una base limitata al perimetro delle mura, con l’impianto elettrico che appoggia direttamente sul plastico, facilita di molto la manutenzione.

LESSON LEARNED
Studiare bene come la base poi si amalgama con lo scenario, il più bell’edificio del mondo, messo su una base “non curata o non integrata†ha un effetto posticcio molto evidente. Le guide di Armando sui bordi delle strade (ed è solo un esempio), e quella di Enrico sugli edifici sono molto utili in questa fase.
b. Struttura esterna

Anche qui, la guida di Enrico è molto dettagliata ed esplicativa, ricordarsi che la struttura esterna è quella che da la robustezza a tutto l’edificio, quindi non lesinare sugli spessori e sul tipo di materiale, inoltre dove possibile applicare rinforzi.
Ad esempio, il piano terra della stazione è in compensato 4mm, mano a mano che si sale si può ridurre lo spessore o passare ad altro materiale più leggero. Se si fa la facciata di un solo pezzo, allora è opportuno rinforzare adeguatamente le giunture, ad esempio con listelli di legno a guisa di colonna.
Per capirsi, la stazione è caduta da 120 cm a terra non riportando alcun danno strutturale, se fossa stata fatta con cartoncino 2mm senza rinforzi, starei ancora ricostruendola.
TECNICA:
Per realizzare la facciata della trattoria cercando di imitare l’intonaco “graffiato†o simile ho seguito il procedimento seguente, visibile in foto:
1. Preparare la parete e pitturarla con una mano di fondo
2. Passare la colla vinilica
3. Spargere la sabbia finissima
4. Passare successivi strati di tempera diluita
Risultato come in figura: perfettibile con una migliore tecnica per spalmare la colla, ma una alternativa ai muri piatti.
Nelle figure seguenti si può vedere passo passo la costruzione di una parte dell’edificio del DLF con la schiuma sintetica, dove si possono notare i rinforzi strutturali, la necessità di coprire le giunture con i listelli. Inoltre, anche se non si vede bene, nella seconda foto si vede la facciata “prima versioneâ€, ovvero in schiuma, risultata insoddisfacente per l’elevato spessore e la difficoltà di ottenere un taglio netto e ben stuccato per le finestre.

c. Interni
Presa la sofferta decisione di farli, bisogna innanzitutto essere sicuri di riuscire a costruirli: l’arredamento si può autocostruire con materiali di recupero o si possono acquistare parti già pronte nei negozi più forniti. Costruire l’arredamento comporta notevoli limitazioni strutturali, ad esempio l’illuminazione dovrà essere integrata (niente fili o lampade in vista), gli eventuali rinforzi dovranno essere realisticamente plausibili. Il tutto dovrà apparire poi “vissutoâ€, ad esempio l’atrio della stazione dovrà avere un certo numero di passeggeri, si devono trovare personaggi idonei come ad esempio il cameriere del bar o la bigliettaia. PENSATECI BENE, è difficile, costoso e laborioso, ma spesso ne vale la pena.

I muri divisori non hanno funzione strutturale e nel caso della stazione sono stati fatti con cartoncino 2mm e finiti prima del montaggio (colorazione, pubblicità, vetro), anche se poi avendo dovuto operare un po’ con lo stucco, è meglio aggiungere i dettagli finali dopo.
Il bar, come detto sopra, è stato quasi tutto autocostruito: Il bancone è fatto con una lista di legno 10×5 ed un foglio di acetato piegato, il lavandino che si vede vicino al muro con “pongoâ€, una rondella ed una graffetta piegata per il rubinetto. Per il pavimento sono andato in una cartoleria molto fornita ed ho trovato della carta colorata con un motivo che ricorda i pavimenti di qualche anno fa. Gli altri particolari sono commerciali, a parte gli strumenti di blocco di vecchio tipo a destra nell’ufficio movimento.
Le luci sono dei LED inseriti in appositi buchi nel “soffitto†di cartoncino 2mm, per riprodurre delle plafoniere: vivamente sconsigliate le lampadine in quanto sono a contatto diretto del cartoncino. Se invece non volete fare gli interni, basta creare delle tende con la carta velina ed il gioco è fatto.
d. Accessori
Qui viene il bello e la possibilità di scatenare la fantasia: osservate una stazione dal vero ed aggiungete:
− Telefoni pubblici (volutamente omessi nel mio caso a causa dell’ambientazione 64 – 94)
− Vasi, tombini panchine e fioriere
− Fontanelle e cestini dei rifiuti
− Accessori di stazione tipo campanelle di direzione, leve per scambi………
− Cartelloni pubblicitari, e di servizio (arrivi e partenze)
− Scenette varie coi personaggi (coppie che si salutano, gente con le valigie, facchini…..)
− E via discorrendo…….
Quasi tutto può essere autocostruito, con materiali come legno, cartoncino e plastica di recupero, scritte fatte al computer (per i tombini vedere l’articolo sulla cascina padana, anche se la erano grate).
Un discorso a parte meritano le grondaie, io le ho fatte curvando su degli stecchini dei pezzi di alluminio presi dai vassoi usa e getta. Considerando che le tegole sono fatte col metodo Enrico (alla cui guida vi rimando anche per le finestre e le persiane), è opportuno lasciare un bordo liscio sulla grondaia da incollare sulla faccia superiore del tetto PRIMA di mettere le tegole in modo da garantire una ottima resistenza strutturale.
4. DECORAZIONE ED INTEGRAZIONE NEL PLASTICO
a. Colorazione
Io personalmente uso sempre colori acrilici e pennello (non l’aerografo a causa della mancanza del compressore e delle imposizioni muliebri acc####!), e devo dire che essendo tutti gli edifici pitturati a rullo nella realtà, l’aerografo, almeno in questa fase non è indispensabile. Per la scelta dei colori, basta osservare la realtà e tenere presente che normalmente in Italia si usano tinte pastello senza forti contrasti. (qui in Germania ho visto addirittura case Blu e Giallo limone). Se gli edifici hanno il rivestimento esterno in cortina o pietra si possono utilizzare i fogli precolorati in vendita, o stamparseli in proprio. Se si vuole autocostruirli a rilievo, le tecniche col gesso e col raschietto sono le più usate (Armando e Mario sul suo Diorama), anche se un conto è fare un muretto, un conto la facciata di una casa. Se il rivestimento è in legno, come per le baite di montagna, basta usare i listelli per modellismo navale.

b. Invecchiamento
L’invecchiamento è una parte essenziale del modellismo, serve a dare un aspetto realistico ad oggetti che altrimenti sarebbero come nuovi di fabbrica. Qui viene il bello, io normalmente mi limito ad una leggera passata con polvere di gesso bruno marrone sulle superfici chiare e bianco marrone su quelle scure. Se si desidera un effetto più evidente come per le tegole o il casotto dei bagni, uso il pennello con tempera acrilica molto diluita coi risultati come in foto, usando passate nere, marroni e verdi. Per altri tipi di invecchiamento, “vegetali†come l’erba sul bordo del parcheggio, si può fare riferimento alle guide di Armando.

c. Targhe e scritte varie
Fino a qualche anno fa non c’erano speranze, o si era tipografi, o si andava a mano. Ora, l’avvento delle stampanti inkjet ha risolto molti problemi: la stampante a colori l’avete, rimediate un bel programma di disegno per creare le proprie targhe e scritte come Coreldraw e via!!
Cosa ho fatto: le tabelle della stazione, le targhe delle macchine, i cartelli pubblicitari………. Gratis e soprattutto personalizzabili!!!
Una dritta, i font FS li trovate su rotaie.it.
LESSONS LEARNED
Fare SEMPRE una prova su un pezzo non in vista o di recupero e ricordarsi della regola aurea: l’invecchiamento è come il sale in cucina, si può sempre aggiungere, ma è molto difficile da togliere, quindi meglio 4 mani leggere che una sola troppo pesante.
CONCLUSIONE
Il modellismo è sempre una sfida ad imparare: la costruzione dei fabbricati richiede tempo ed inventiva, ma una volta cominciato, non si torna più indietro, il plastico sarà ancora più vostro, ed unico.
Non c’è limite alla fantasia ed all’inventiva, queste sono le tecniche che ho usato fino ad ora, idee nuove sono sempre dietro l’angolo e, come non mi stanco mai di dire lo sperimentare cose nuove e discuterne sul forum con altri amici che condividono lo stesso hobby (malati di trenite) è sempre foriero di soddisfazioni. Quindi costruite gente, costruite: ne vale veramente la pena. Buon lavoro a tutti.

P.S.: Un grande ringraziamento va agli amici dello staff: Enrico, Mario, Andrea e tutti gli altri che nel forum sono stati prodighi di eccellenti consigli e dritte: il mio diorama è anche merito loro

visto 7.604 volte